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«Troppi nigeriani alla Gad da altre città»

«Troppi nigeriani alla Gad da altre città»

La comunità africana d’accordo con il questore: poi finiscono in brutti giri L’assessore Sapigni: ne vogliamo di meno. Il collega Modonesi: niente mafia

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«Il questore ha ragione quando dice che ci sono troppi ragazzi nigeriani lasciati a se stessi, ma è giusto far sapere che ci sono anche tantissimi nostri connazionali onesti e integrati, che lavorano e sono brave persone». La comunità nigeriana che vive a Ferrara ha letto con attenzione le affermazioni che il capo della polizia di Ferrara, Antonio Sbordone, ha fatto parlando della situazione critica del quartiere Gad.

Non vogliono nascondere i problemi, i rappresentanti della comunità nigeriana, ma al tempo stesso si dicono dispiaciuti dal fatto che «quando i giornali parlano di noi, lo fanno sempre e solo per le brutte notizie, quando invece ci sarebbero anche storie positive da raccontare, di impegno, onestà e integrazione. Bisogna anche dire che i nigeriani presenti oggi sono quelli di prima generazione, quella che più fatica a integrarsi. Ma i nostri figli stanno andando a scuola, hanno amici italiani e il loro cammino è verso l’inclusione». Detto questo però, ammettono, «il questore dice il vero. Negli ultimi tempi nella zona della stazione e della Gad girano tanti ragazzi che non vivono a Ferrara e vengono da fuori. Sono giovani, sono esuberanti, sono tanti, e se sono lasciati a se stessi, senza la possibilità di svolgere qualche attività che li tenga impegnati e permetta loro di guadagnare onestamente, finiscono per essere sfruttati in brutti giri».

Il tema è stato al centro del dibattito dell’altra sera alla festa dell’Unità di Pontelagoscuro, al quale hanno partecipato anche gli assessori alla Sicurezza, Aldo Modonesi, e all’Integrazione, Chiara Sapigni. «Mafia nigeriana a Ferrara? Mai ne ho sentito parlare nei numerosi tavoli sulla sicurezza convocati in questi anni, in particolare per la zona Gad - è stata netta la risposta di Modonesi - È chiaro però che dietro le attività di spaccio e di controllo della prostituzione ci sta un’organizzazione composta da nigeriani, in questo senso il problema esiste». Pure Sapigni ha riconosciuto che «un nesso tra i problemi della Gad e la presenza di profughi esiste, è indubbio, però non dimentichiamo i numeri: attualmente - ha ricordato l’assessore - non arriviamo a 1.400 migranti ospitati in tutta la provincia, e i nigeriani sono 428. Certo, la presenza di prostitute nigeriane in strada è aumetata in questi ultimi tempi e vediamo arrivare qui molti migranti da altre città, ma in ogni caso i richiedenti asilo non superano lo 0,4% della popolazione. E a livello nazionale sono arrivati in un anno 123mila richiedenti asilo, contro i 745mila della Germania: siamo a percentuali infinitesime dei residenti. Non è possibile che l’intero dibattito politico e le strategie di governo debbano ruotare attorno a questo tema».

Perché a Ferrara arriva circa il 60% di nigeriani in più della media nazionale? «Non è certo il Comune a chiederlo, anzi più volte abbiamo detto a Bologna di inviarci meno nigeriani, ma bisogna capire in quale difficoltà organizzativa, sempre all’ultimo minuto, vengono selezionate le persone da distribuire nelle città della regione. Pensare che ci sia un disegno dietro a queste selezioni è assurdo. Escludo poi al 100% che siano i migranti a poter scegliere la destinazione: una volta giunti a Bologna, se qualcuno chiede il ricongiungimento familiare ad esempio a Ferrara, si cerca di accontentarlo, ma è tutto».

Modonesi ha poi spiegato perché l’allarme Gad è stato lanciato dal Comune solo qualche giorno fa: «Rispetto a qualche mese fa c’è stata una forte presa di posizione di tutti i sindacati di polizia per le carenze di organico, e l’estate alla Gad è stata effettivamente molto “calda” per risse e fatti criminosi. Come Comune rispondiamo mettendo altre 9 telecamere e rafforzando l’organico della Polizia municipale, con 3 nuovi vigili dai primi di settembre e 7-8 nei mesi successivi».

Alessandra Mura

Stefano Ciervo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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