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il dirigente della postale 

«Genitori, osservate i figli Attenti ai segnali rivelatori»

DI GEO CECCAROLI*
«Genitori, osservate i figli Attenti ai segnali rivelatori»

Il fenomeno del bullismo esiste da sempre. Tuttavia, l’immagine del ragazzo spavaldo e arrogante che esercita la sua prepotenza sui più deboli con una violenza fisica e psicologica che trova spazio...

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Il fenomeno del bullismo esiste da sempre. Tuttavia, l’immagine del ragazzo spavaldo e arrogante che esercita la sua prepotenza sui più deboli con una violenza fisica e psicologica che trova spazio generalmente in ambienti scolastici, si arricchisce di qualcosa di più complesso, venendo catapultata in una realtà che non conosce limiti di tempo e spazio, quella telematica. L’identità digitale non esisteva in passato e una volta a casa la vittima di bullismo era al riparo da offese gratuite, oggi l’attacco è molto più pervasivo e raggiunge il suo bersaglio ovunque. L’uso inconsapevole e senza regole delle tecnologie da parte di ragazzi diventa così un’arma pericolosa che colpisce le persone più fragili e in crescita. I cyberbulli spesso a differenza dei “bulli offline” non percepiscono la gravità e le implicazioni che le loro condotte possono avere sulla vittima, senza comprendere che vita reale e virtuale sono un tutt’uno e molti comportamenti virtuali hanno conseguenze, talvolta anche giuridiche, nella vita propria e in quella degli altri.

Le vittime di cyberbullismo spesso hanno difficoltà a chiedere aiuto ai genitori, per vergogna o perché sanno che si sentiranno rispondere “fai finta di niente… si stancheranno”. Diventa, allora, doveroso da parte di questi ultimi, in particolare, insegnare ai figli come muoversi all’interno di questa realtà in cui le regole, in primis quelle etiche, devono essere autoimposte. Gli adulti devono educare innanzitutto al rispetto dell’altro, all’importanza delle relazioni sociali e informare i ragazzi dell’impatto che può avere una condotta di cyberbullismo. Deve essere cura dei genitori, in primis, osservare i propri figli e riconoscere eventuali segnali di disagio che facilmente possono degenerare in cyberbullismo. Alcuni segnali dai quali può desumersi una condizione di pericolo per i giovani possono essere: comportamenti inconsueti o strani); problemi di socializzazione; modifica del ritmo sonno-veglia; forme di autolesionismo (anche in parti del corpo nascoste dagli abiti); disinteresse per le occupazioni abituali (sport, amicizie,musica); calo del rendimento scolastico; isolamento. Solo uno sguardo attento ai mutamenti di comportamento e la capacità di ascolto può permettere di accorgersi di quanto sta accadendo a un ragazzo.

Al contempo, è importante che i genitori siano informati e aggiornati su tutti gli strumenti tecnologici e tutti i social affinché non siano visti dai figli come “immigrati digitali” e dei nemici da cui difendersi ma delle guide. È bene ricordare, infine, che i genitori dei cyberbulli potrebbero essere chiamati a rispondere anche in sede civilistica dei danni arrecati alla vittima e, pertanto, l’opera di controllo non solo è opportuna quanto doverosa.

*Dirigente Compartimento

Emilia Romagna

Polizia Postale

e delle Telecomunicazioni

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