Minori intrappolati dalla rete: due storie di dolore e rivalsa
Chiara, 14 anni, emarginata per il suo amore per i libri Tommaso, 12 anni adescato da una finta fidanzatina
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Una studentessa di 14 anni “punita” per il suo amore per la lettura e il suo profitto scolastico. Un dodicenne preso di mira da compagni più grandi e finito in un tranello a sfondo sessuale. Due giovanissime vittime ferraresi di cyberbullismo, due esempi di come i social possa diventare la negazione della socializzazione, e come le chat possano trasformarsi da gruppi di conversazione a strumenti di persecuzione. I due casi seguenti sono stati trattati e risolti dalla polizia postale di Ferrara, e vogliono rappresentare un incoraggiamento per i tanti adolescenti che subiscono in silenzio e non trovano la forza di denunciare.
Chiara e Tommaso, li chiameremo così, questo coraggio l’hanno avuto dopo mesi, anni, di sofferenza. Per lei l’incubo comincia il primo giorno di scuola superiore, in un istituto tecnico, quando i suoi compagni notano il suo linguaggio forbito per una ragazza della sua età. Il suo dichiarato amore per la lettura, la sua vivacità intellettiva e i suoi brillanti risultati scolastici suscitano l’ostilità dei compagni. La ragazzina viene isolata, esclusa e derisa. E se nella vita reale gli scherzi e qualche prepotenza potevano essere sopportabili, la seconda realtà, quella che la raggiungeva anche una volta a casa, di lei non ha avuto nessuna pietà. Protetti da schermo e tastiera, i suoi compagni si sono trasformati nei suoi carnefici più crudeli. Inutile cercare di difendersi: anzi, i suoi tentativi di dialogare sul gruppo whatsapp della classe finiva con umiliazioni e mortificazioni, scatenando ancora di più il branco contro di lei. In poco dopo da ragazzina solare e vivace Chiara era diventata insicura e angosciata, senza più riuscire a dormire, studiare o frequentare serenamente le lezioni, al punto da abbandonare la scuola a metà del secondo anno e cambiare istituto, dove ora a nuovi amici. Una resa? Niente affatto. I genitori hanno presentato denuncia per minacce e molestie.
Anche Tommaso, 12 anni, si è ribellato a quanto stava subendo, confidando ai genitori un peso troppo gravoso da sopportare. Anche lui, studente delle medie, era stato preso di mira da qualche bullo con scherzi sciocchi e insulti gratuiti, ma la sua rete di amici era abbastanza robusta da permettergli di ignorarli. I guai cominciano quando viene contattato su whatsapp da una bella ragazzina di 15 anni, che gli propone di fare amicizia e ricevere sue foto. Al giovanissimo Tommaso non sembra vera, e via con i selfie. Dopo un paio di giorni la misteriosa amica alza la posta: mettiamoci insieme, scrive, ma se ci tieni a me mandami tue foto di nudo, e io farò lo stesso. Tommaso ubbidisce, ma dalla “fidanzata” non riceve nulla. In compenso, qualche giorno dopo le sue migliori amiche lo avvertono che su whatsapp sta girando la foto che lo ritrae nudo, accompagnata da commenti denigratori e una sequela di insulti feroci. Tommaso, sopraffatto dall’imbarazzo e dal ridicolo, e sentendosi tradito da quella che pensava essere la sua fidanzata, con grande difficoltà, vincendo la vergogna, racconta tutto ai genitori. Le indagini della polizia postale, avviate a seguito della denuncia della madre, consentono di individuare chi c’era dietro la falsa fidanzate: tre bulletti di 14 anni, che vigliaccamente si erano presi gioco dell’ingenuità di un loro compagno più piccolo.
Chiara e Tommaso, li chiameremo così, questo coraggio l’hanno avuto dopo mesi, anni, di sofferenza. Per lei l’incubo comincia il primo giorno di scuola superiore, in un istituto tecnico, quando i suoi compagni notano il suo linguaggio forbito per una ragazza della sua età. Il suo dichiarato amore per la lettura, la sua vivacità intellettiva e i suoi brillanti risultati scolastici suscitano l’ostilità dei compagni. La ragazzina viene isolata, esclusa e derisa. E se nella vita reale gli scherzi e qualche prepotenza potevano essere sopportabili, la seconda realtà, quella che la raggiungeva anche una volta a casa, di lei non ha avuto nessuna pietà. Protetti da schermo e tastiera, i suoi compagni si sono trasformati nei suoi carnefici più crudeli. Inutile cercare di difendersi: anzi, i suoi tentativi di dialogare sul gruppo whatsapp della classe finiva con umiliazioni e mortificazioni, scatenando ancora di più il branco contro di lei. In poco dopo da ragazzina solare e vivace Chiara era diventata insicura e angosciata, senza più riuscire a dormire, studiare o frequentare serenamente le lezioni, al punto da abbandonare la scuola a metà del secondo anno e cambiare istituto, dove ora a nuovi amici. Una resa? Niente affatto. I genitori hanno presentato denuncia per minacce e molestie.
Anche Tommaso, 12 anni, si è ribellato a quanto stava subendo, confidando ai genitori un peso troppo gravoso da sopportare. Anche lui, studente delle medie, era stato preso di mira da qualche bullo con scherzi sciocchi e insulti gratuiti, ma la sua rete di amici era abbastanza robusta da permettergli di ignorarli. I guai cominciano quando viene contattato su whatsapp da una bella ragazzina di 15 anni, che gli propone di fare amicizia e ricevere sue foto. Al giovanissimo Tommaso non sembra vera, e via con i selfie. Dopo un paio di giorni la misteriosa amica alza la posta: mettiamoci insieme, scrive, ma se ci tieni a me mandami tue foto di nudo, e io farò lo stesso. Tommaso ubbidisce, ma dalla “fidanzata” non riceve nulla. In compenso, qualche giorno dopo le sue migliori amiche lo avvertono che su whatsapp sta girando la foto che lo ritrae nudo, accompagnata da commenti denigratori e una sequela di insulti feroci. Tommaso, sopraffatto dall’imbarazzo e dal ridicolo, e sentendosi tradito da quella che pensava essere la sua fidanzata, con grande difficoltà, vincendo la vergogna, racconta tutto ai genitori. Le indagini della polizia postale, avviate a seguito della denuncia della madre, consentono di individuare chi c’era dietro la falsa fidanzate: tre bulletti di 14 anni, che vigliaccamente si erano presi gioco dell’ingenuità di un loro compagno più piccolo.
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