Acqua cara per i proprietari delle seconde abitazioni
Codigoro, una cliente: «La quota fissa annuale è sei volte in più dei residenti» Il Cadf replica: «Copertura dei costi necessari a garantire sempre il servizio»
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CODIGORO. Torna alla ribalta il problema delle diverse tariffe dell’acqua - nella parte di quota fissa - per i proprietari di seconde case. Così da una parte ci sono nuove proteste di utenti, e dall’altra il Cadf che evidenzia come la distinzione sia fatta «per far rendere partecipi, anche i non residenti, dei costi di gestione, manutenzione e investimenti di cui necessita la rete di distribuzione. A sollevare il problema la proprietaria di tre appartamenti,« uno al Lido di Spina e due a Volano» che evidenzia come la quota fissa annuale applicata dal Cadf ai non residenti «è circa sei volte la quota fissa che viene applicata ai residenti. Tutto questo indipendentemente dal costo del consumo effettivo dovuto. Mi chiedo da tempo quale sia il motivo di questa discriminazione, per di più eccessiva, fra residenti e non». La protesta viene segnalata da Maria Rosa Grandi, residente a Ferrara e proprietaria dei tre appartamenti. «Ho già scritto e comunicato con i sindaci di Comacchio e Codigoro che non mi hanno saputo motivare questa assurda discriminazione. A questo si aggiunge il malcontento dei proprietari tutti per l’eccessivo costo dell’Imu cui non corrisponde l’erogazione di servizi adeguati vedi raccolta dei rifiuti e dissesto delle strade».
Interpellato sulla questione il Cadf afferma che «l’articolazione tariffaria è composta da due parti distinte. La prima, la quota fissa, è applicata indipendentemente dal consumo; la seconda, variabile, è in relazione ai consumi effettivi. L’attuale struttura tariffaria proporzionale ai consumi, non prevede tariffe differenziate per gli usi domestici residenti e non residenti; il consumo effettivo è assoggettato alle stesse tariffe. La differenza tra le due tipologie è riscontrabile nella quota fissa in quanto quella per i non residenti è superiore a quella prevista per i residenti ed è finalizzata a rendere partecipi, anche i non residenti, dei costi di gestione. Tali tipologie di utenza -prosegue il Cadf - non hanno consumi effettivi tali da far fronte,con la sola parte variabile, alla copertura dei costi necessari a garantire il servizio ininterrottamente per tutto l’anno; è il caso di gran parte delle seconde case che, seppure utilizzate per pochi mesi all’anno, necessitano del mantenimento in efficenza della rete e degli impianti i maniera continuativa».
Le attuali tariffe sono formulate dall’autorità d’ambito regionale, Atersirt e approvate dall’autorità nazionale. Il servizio ad esempio viene fornito sui Lidi per tutti i dodici mesi dell’anno e se non si applica un importo diverso fra residenti e non la differenza la si dovrebbe far pagare tutta ai residenti stessi. Un non residente paga all’incirca 111 euro l’anno per un consumo medio di circa 20-30 metri cubi l’anno mentre un residente ne paga 21 per un consumo di circa 200-250 metri cubi se non ci fosse questa diversificazione un residente dovrebbe pagare 150 euro e in pratica un non residente paga circa cinque volte in più la quota fissa . Gli utenti del Cadf concentrati nel Basso e Medio Ferrarese sono circa 70 mila entro quest’anno vi sarà un riesame delle varie tariffe.
Interpellato sulla questione il Cadf afferma che «l’articolazione tariffaria è composta da due parti distinte. La prima, la quota fissa, è applicata indipendentemente dal consumo; la seconda, variabile, è in relazione ai consumi effettivi. L’attuale struttura tariffaria proporzionale ai consumi, non prevede tariffe differenziate per gli usi domestici residenti e non residenti; il consumo effettivo è assoggettato alle stesse tariffe. La differenza tra le due tipologie è riscontrabile nella quota fissa in quanto quella per i non residenti è superiore a quella prevista per i residenti ed è finalizzata a rendere partecipi, anche i non residenti, dei costi di gestione. Tali tipologie di utenza -prosegue il Cadf - non hanno consumi effettivi tali da far fronte,con la sola parte variabile, alla copertura dei costi necessari a garantire il servizio ininterrottamente per tutto l’anno; è il caso di gran parte delle seconde case che, seppure utilizzate per pochi mesi all’anno, necessitano del mantenimento in efficenza della rete e degli impianti i maniera continuativa».
Le attuali tariffe sono formulate dall’autorità d’ambito regionale, Atersirt e approvate dall’autorità nazionale. Il servizio ad esempio viene fornito sui Lidi per tutti i dodici mesi dell’anno e se non si applica un importo diverso fra residenti e non la differenza la si dovrebbe far pagare tutta ai residenti stessi. Un non residente paga all’incirca 111 euro l’anno per un consumo medio di circa 20-30 metri cubi l’anno mentre un residente ne paga 21 per un consumo di circa 200-250 metri cubi se non ci fosse questa diversificazione un residente dovrebbe pagare 150 euro e in pratica un non residente paga circa cinque volte in più la quota fissa . Gli utenti del Cadf concentrati nel Basso e Medio Ferrarese sono circa 70 mila entro quest’anno vi sarà un riesame delle varie tariffe.
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