Con lo “Ius soli” 4.900 ferraresi in più: tutti bimbi e ragazzi
La stima della Fondazione Moressa: +350 cittadini all’anno. Si aggiungerebbe così un 15% alla quota di nuove nascite
FERRARA. Di recente il premier Gentiloni ha rilanciato la legge sullo Ius soli, che comprende anche lo Ius culturae, definendola una «conquista di civiltà». Il fatto che l’approvazione del disegno di legge sia slittata all’autunno, con tutte le incognite del caso, ha distolto l’attenzione sulle ricadute territoriali di questa legge, che promettono però di essere rilevanti soprattutto per zone con scarsa dinamica demografica come le nostre. A colmare questa lacuna è arrivato uno studio della Fondazione Leone Moressa, uno dei più importanti osservatori italiani del fenomeno delle migrazioni, che è arrivato a dettagliare gli effetti della legge a livello regionale e provinciale.
In Emilia Romagna gli stranieri che acquisirebbero di colpo la cittadinanza italiana sarebbero quasi 95mila, ai quali si aggiungerebbero 6.700 potenziali nuovi italiani ogni anno. Una buona parte si concentrerebbe a Bologna, con 20mila nuovi cittadini al momento dell’approvazione della legge, ma un impatto rilevante si avrebbe anche in provincia di Ferrara. Il Leone Moressa, considerando che da noi si è concentrato nel 2016 il 5% delle nascite straniere in Emilia Romagna, stima che la riforma produrrebbe 4.900 beneficiari immediati e 350 ogni anno. Certamente non poco per una provincia di 348.362 abitanti (al 31 dicembre 2016), che si ritroverebbe di colpo un incremento dell’1,4% nella popolazione residente, invertendo tra l’altro il trend discendente che va avanti da otto anni, con la sola eccezione del 2013. La quota incrementale annuale, tra l’altro, sarebbe pari a circa il 15% delle nascite che si attestano ormai tra le 2.100 e le 2.200 ogni dodici mesi. Se si considera, poi, che questi nuovi ferraresi sarebbero tutti bambini o ragazzi, all’interno della provincia con la minore concentrazione di giovani a livello nazionale, si può parlare di una piccola rivoluzione demografica, sia pure “indotta”. Del resto il dossier fa presente che gli alunni stranieri, a livello regionale, sono cresciuti del 64% negli ultimi dieci anni.
La grande maggioranza dei beneficiari, circa l’80%, stando alle stime regionali si gioverebbe dell’applicazione dello Ius soli, il resto dovrebbe ringraziare lo Ius culturae. Un peso rilevante l’avrebbero, appunto, le seconde generazioni, basti pensare che 6 alunni stranieri su 10 sono nati in terra emiliana, valore che sfiora l’80% negli asili. Più difficile stimare la suddivisione per nazionalità dei beneficiari della legge, viste le differenze esistenti a livello territoriale. Sempre a livello regionale si stima che Marocco, Albania e Romania sarebbero i paesi di origine delle famiglie dei nuovi cittadini, ma è presumibile che nel Ferrarese il peso delle nazioni dell’Africa subsahariana, in particolare la Nigeria, risulterebbe rilevante.
Stefano Ciervo
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