Scuola, avvio in salita Troppi buchi nell’organico
Cattani (Cgil): «Mancano dirigenti, situazione drammatica per il personale Ata» Zangheratti (Cisl): «Alle medie e alle superiori è a rischio il sostegno»
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È imminente il nuovo anno scolastico, che si apre il 15 settembre. Un anno che non inizia sotto i migliori auspici, perché mancano a Ferrara e provincia docenti di sostegno, personale Ata (ausiliario e tecnico-amministrativo) e dirigenti scolastici. Nonostante le 60mila assunzioni fatte dal Miur tra docenti (52mila), personale non docente (6200) e dirigenti (259), la realtà scolastica ferrarese vive, soprattutto per quanto riguarda gli Ata, una situazione di sofferenza.
A esporre il problema è Hania Cattani, segreteria generale Fic Cgil di Ferrara: «Da tempo per gli Ata denunciamo una situazione drammatica. A fronte di una richiesta, per città e provincia, di 161 unità, ne sono arrivate 130. Pur sempre un dato migliore rispetto all’anno precedente, ma ugualmente non si copre il fabbisogno. È una situazione di emergenza che riguarda un tipo di personale con competenze anche molto delicate. I collaboratori per esempio hanno anche mansioni di assistenza ai diversamente abili, e se vengono a mancare è grave. Questo è personale che va stabilizzato, come stabilisce la stessa sentenza della Corte di Giustizia europea del novembre 2014, perché sono posti liberi e vacanti. Non ci si rende conto del danno che si fa alle scuole, servono risorse da inserire, ma ogni anno si tappano i buchi».
Per quanto riguarda Ferrara e provincia, questi sono i dati: 31 assistenti amministrativi, 1 assistente tecnico, 98 collaboratori scolastici, «tutti con contratto fino al 30 giugno, quindi questo personale può essere stabilizzato», sottolinea Cattani. Tra il personale Ata andato di ruolo a Ferrara, ci sono 12 amministrativi, 2 assistenti tecnici, 23 collaboratori scolastici. Sull’assistente tecnico Hania Cattani ci tiene a puntualizzare che si tratta di una figura che attualmente lavora solo nelle scuole superiori, dove ci sono i laboratori, ma che sarebbe «necessaria anche negli istituti comprensivi, dove esiste il laboratorio di informatica e si parla di animatore digitale».
Altro tema caldo le reggenze. Oggi ci sarà un incontro definitivo, ma la situazione su Ferrara è di 13 reggenze su 41 scuole (tra la città e la provincia). Sempre Cattani spiega che le scuole a reggenza, dove cioè il dirigente scolastico non è titolare, sono l’istituto comprensivo di Mesola, di Porto Garibaldi, il Remo Brindisi, l’istituto comprensivo di Comacchio, di Tresigallo, di Copparo, l’istituto superiore Aleotti-Dosso Dossi, l’istituto di San Bartolomeo in Bosco, il Polo di Codigoro, l’istituto comprensivo di Sant’Agostino, di Bondeno, il Bassi Burgatti di Cento, uno dei due istituti superiori di Argenta».
La reggenza porta un notevole aggravio ai dirigenti. «Il concorso era dato per imminente a primavera, non è mai uscito, e se anche dovesse essere bandito ora, non ci sarebbero i tempi tecnici per avere dirigenti neanche per l’anno 2018/19. Una situazione problematica, perché i presidi devono accollarsi un aggravio notevole di lavoro. In Emilia Romagna la percentuale di reggenze raggiunge il 30%».
Anche la figura del Dsga, cioè del dirigente dei servizi amministrativi, colui che affianca il preside, che effettua il pagamento dello stipendio ai supplenti temporanei, latita. «Il loro concorso manca dal 1997, e la graduatoria è terminata, per cui la situazione è un disagio enorme.
Ma non è tutto. Un dato preoccupante è la mancanza di insegnanti di sostegno, in particolare nelle scuole medie e superiori, secondo quanto riferito dalla segretaria generale della Cisl Scuola Alessandra Zangheratti. «Mancano insegnanti specializzati; alle superiori su 51 posti a cattedra intera e tante ore di spezzoni per un totale di 110 ore, abbiamo un solo docente specializzato nelle Gae. Poi il posto verrà assegnato a personale di terza fascia che non ha la specializzazione».
La musica peggiora alle medie: «Su 101 posti di sostegno interi, più numerosi spezzoni, neanche uno specializzato nella graduatoria Gae, per cui non ci sono neanche i docenti da convocare». Non cambia molto neanche alla primaria e all’infanzia, anche se i numeri sono inferiori: «alla primaria ci sono 81 posti più 10 spezzoni, e un solo specializzato in graduatoria. All’infanzia, 25 posti più 2 spezzoni e Gae esaurita, per cui nessun insegnante da convocare».
Veronica Capucci
A esporre il problema è Hania Cattani, segreteria generale Fic Cgil di Ferrara: «Da tempo per gli Ata denunciamo una situazione drammatica. A fronte di una richiesta, per città e provincia, di 161 unità, ne sono arrivate 130. Pur sempre un dato migliore rispetto all’anno precedente, ma ugualmente non si copre il fabbisogno. È una situazione di emergenza che riguarda un tipo di personale con competenze anche molto delicate. I collaboratori per esempio hanno anche mansioni di assistenza ai diversamente abili, e se vengono a mancare è grave. Questo è personale che va stabilizzato, come stabilisce la stessa sentenza della Corte di Giustizia europea del novembre 2014, perché sono posti liberi e vacanti. Non ci si rende conto del danno che si fa alle scuole, servono risorse da inserire, ma ogni anno si tappano i buchi».
Per quanto riguarda Ferrara e provincia, questi sono i dati: 31 assistenti amministrativi, 1 assistente tecnico, 98 collaboratori scolastici, «tutti con contratto fino al 30 giugno, quindi questo personale può essere stabilizzato», sottolinea Cattani. Tra il personale Ata andato di ruolo a Ferrara, ci sono 12 amministrativi, 2 assistenti tecnici, 23 collaboratori scolastici. Sull’assistente tecnico Hania Cattani ci tiene a puntualizzare che si tratta di una figura che attualmente lavora solo nelle scuole superiori, dove ci sono i laboratori, ma che sarebbe «necessaria anche negli istituti comprensivi, dove esiste il laboratorio di informatica e si parla di animatore digitale».
Altro tema caldo le reggenze. Oggi ci sarà un incontro definitivo, ma la situazione su Ferrara è di 13 reggenze su 41 scuole (tra la città e la provincia). Sempre Cattani spiega che le scuole a reggenza, dove cioè il dirigente scolastico non è titolare, sono l’istituto comprensivo di Mesola, di Porto Garibaldi, il Remo Brindisi, l’istituto comprensivo di Comacchio, di Tresigallo, di Copparo, l’istituto superiore Aleotti-Dosso Dossi, l’istituto di San Bartolomeo in Bosco, il Polo di Codigoro, l’istituto comprensivo di Sant’Agostino, di Bondeno, il Bassi Burgatti di Cento, uno dei due istituti superiori di Argenta».
La reggenza porta un notevole aggravio ai dirigenti. «Il concorso era dato per imminente a primavera, non è mai uscito, e se anche dovesse essere bandito ora, non ci sarebbero i tempi tecnici per avere dirigenti neanche per l’anno 2018/19. Una situazione problematica, perché i presidi devono accollarsi un aggravio notevole di lavoro. In Emilia Romagna la percentuale di reggenze raggiunge il 30%».
Anche la figura del Dsga, cioè del dirigente dei servizi amministrativi, colui che affianca il preside, che effettua il pagamento dello stipendio ai supplenti temporanei, latita. «Il loro concorso manca dal 1997, e la graduatoria è terminata, per cui la situazione è un disagio enorme.
Ma non è tutto. Un dato preoccupante è la mancanza di insegnanti di sostegno, in particolare nelle scuole medie e superiori, secondo quanto riferito dalla segretaria generale della Cisl Scuola Alessandra Zangheratti. «Mancano insegnanti specializzati; alle superiori su 51 posti a cattedra intera e tante ore di spezzoni per un totale di 110 ore, abbiamo un solo docente specializzato nelle Gae. Poi il posto verrà assegnato a personale di terza fascia che non ha la specializzazione».
La musica peggiora alle medie: «Su 101 posti di sostegno interi, più numerosi spezzoni, neanche uno specializzato nella graduatoria Gae, per cui non ci sono neanche i docenti da convocare». Non cambia molto neanche alla primaria e all’infanzia, anche se i numeri sono inferiori: «alla primaria ci sono 81 posti più 10 spezzoni, e un solo specializzato in graduatoria. All’infanzia, 25 posti più 2 spezzoni e Gae esaurita, per cui nessun insegnante da convocare».
Veronica Capucci
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