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Bandiera veneta, il sindaco «Nel mio ufficio c’è già»

di Marcello Pulidori
Bandiera veneta, il sindaco «Nel mio ufficio c’è già»

Daniele Chiarioni, primo cittadino di Occhiobello, non si fa trovare impreparato Ma chiarisce: il governatore Zaia cerca visibilità e sulle multe io nutro molti dubbi

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Dal 29 agosto il Veneto ha una legge in più: il consiglio regionale ha approvato il testo normativo che regolamenta l’uso dei simboli della Regione Veneto(fascia, sigillo, gonfalone e bandiera). In sostanza da martedì c’è l’obbligo per tutti i servizi pubblici, compresi quelli statali, di esporre la bandiera del Veneto all’esterno. Sono addirittura previste multe per chi non lo fa: da 100 a mille euro. Daniele Chiarioni, pd, sindaco di Occhiobello, è più che preparato. «E le dirò di più - risponde al telefono quasi divertito, ma prendendo come sempre la cosa molto sul serio - , non sono neppure passibile di multa in quanto io la bandiera veneta nel mio ufficio la espongo da anni, quindi». E in occasione di eventi istituzionali? «Indosserò, ma anche in questo caso come ho sempre fatto, il tricolore tradizionale con, sul fondo vicino al nodo, 2 stemmi: quello della Repubblica Italiana e quello del Comune di Occhiobello». Quindi, niente sigillo col Leone di San Marco? «No. Multe? Non credo proprio, in quanto il sigillo devono appuntarselo al Tricolore soltanto presidente della giunta regionale e presidente del consiglio regionale». Tutto chiaro, per Chiarioni. E ciò non deve stupire dato che stiamo dialogando con un esponente politico esperto e di lunghissimo corso. Peraltro molto stimato nella sua comunità. Chiarioni, dunque, passa a pieni voti l’esame Zaia, il governatore del Veneto che, primo con la spada, ha voluto questa nuova legge. Ma Chiarioni è un sindaco non soltanto esperto ma molto acuto e non gli possono sfuggire le motivazioni, tutte politiche, di questa legge: «È chiaro che il governatore Zaia cerchi anche una maggiore visibilità nazionale - riflette Chiarioni - , addirittura mi pare che qualcuno lo abbia indicato come possibile candidato premier a capo di una eventuale coalizione di centrodestra. Inoltre - sottolinea ancora il sindaco di Occhiobello - non dimentichiamo che il 22 ottobre si svolgerà il referendum (consultivo, ndr) sull’autonomia della Regione Veneto e dunque il governatore non ha certo scelto a caso il momento per estrarre dal cilindro, diciamo così, la nuova legge sulla bandiera veneta». Resta, nonostante tutto ciò, un dubbio piuttosto consistente: lo stesso ufficio legislativo del consiglio regionale del Veneto ha ipotizzato la illegittimità della nuova legge sulla bandiera veneta, tanto che sono molti i costituzionalisti che prevedono, a breve, una battaglia tra la Regione Veneto e la stessa Corte Costituzionale.

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