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Casa protetta trasformata Nasce una nuova struttura

di Davide Bonesi
Casa protetta trasformata Nasce una nuova struttura

Tresigallo, in corso i lavori di restyling per una spesa di quasi due milioni di euro Adeguamento sismico, ammodernati gli impianti elettrici e gli spazi per gli ospiti 

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TRESIGALLO. Sono ripresi dopo la pausa estiva i lavori alla Casa protetta “La mia casa” di Tresigallo. Un’opera di restyling importante, che riguarderà diversi aspetti dalla struttura, dall’adeguamento sismico ad un ampliamento dello spazio riservato agli ospiti, per un progetto complessivo di 1,9 milioni di euro. Non solo, saranno anche ammodernati gli impianti elettrici, per un intervento necessario ormai da qualche tempo.

«Miglioreranno i bagni nelle stanze - spiega il primo cittadino tresigallese Andrea Brancaleoni -, dopo che già è stata importante la prima parte del lavoro, quella che ha riguardato l’impiantistica».

I lavori sono affidati all’azienda centese Ahrcos, con una spesa complessiva di quasi 2 milioni di euro, parte di fondi della Regione Emilia Romagna e parte del Comune stesso. Come già anticipato da Brancaleoni, i lavori per creare meno disagi possibile agli ospiti della Casa protetta, sono stati suddivisi in vari step, in accordo fra l’amministrazione, l’azienda appaltatrice e la cooperativa Cidas, che gestisce la struttura tresigallese.

«Ne approfitto per ringraziare il nostro architetto Francesco Alberti (che segue personalmente i lavori, ndr) e la Regione. Abbiamo dovuto procedere molto velocemente, perché correvamo il rischio di perdere il finanziamento regionale, senza il quale non sarebbe stato possibile effettuare l’intera operazione. Infatti - aggiunge Brancaleoni -, siamo stati costretti a dover assegnare i lavori all’azienda arrivata seconda al bando (appunto l’Ahrcos, ndr), dopo che la prima si è ritirata all’improvviso».

La seconda parte dei lavori ripresa la settimana dopo Ferragosto riguarda al momento la parte esterna de “La mia casa”, poi partiranno quelli interni ma sempre garantendo la permanenza degli ospiti della Casa protetta.

Un progetto di restyling importante che riguarda in fondo l’intera Unione “Terre e Fiumi”. «Questa struttura - conclude Brancaleoni - è a disposizione dei residenti di tutti e sei, anzi cinque Comuni dell’Unione. Ma è ovvio che possono venire anche quelli di Jolanda di Savoia».

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