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«Disoccupazione in calo Nuovi strumenti in campo»

«Disoccupazione in calo Nuovi strumenti in campo»

Bianchi: la Regione è attenta alle difficoltà di Ferrara sul fronte della crisi Settembre sarà un mese decisivo per mettere a punto il progetto di sviluppo

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Scende verso valori quasi da piena occupazione, al 6,6%, il tasso di disoccupazione dell’Emilia Romagna, e il governatore Stefano Bonaccini esulta. Ferrara però resta ben al di sopra della doppia cifra e c’è da chiedersi se la Regione faccia abbastanza per ridurre il gap tra province.

«In realtà anche la disoccupazione ferrarese è molto calata rispetto ai picchi della crisi, ora però serve un’accelerata»: a parlare è Patrizio Bianchi, ex rettore di Unife, attuale assessore regionale al Lavoro e Formazione.

Perché il divario tra Ferrara e il resto della regione resta così ampio per quanto riguarda il lavoro?

«È vero che la disoccupazione in Emilia Romagna è scesa dal 9 al 6,6% in soli due anni, come ha sottolineato Bonaccini, mentre in provincia di Ferrara è al 10,8%: era però partita da oltre il 13%. Una significativa riduzione c’è quindi stata anche qui, il fatto è che in un momento di ripresa così forte della parte centrale della regione le divaricazioni rischiano di ampliarsi».

Da cosa è trascinata la ripresa?

«In particolare dall’export manifatturiero, con riferimento a tre comparti: le macchine automatiche, l’automotive e il food di alta qualità. Chi può contare su grosse concentrazioni di queste industrie, come appunto Reggio Emilia e Modena, sta ottenendo grandi risultati e addirittura fa fatica a trovare certe figure professionali(ingegneri informatici, ma anche quadri intermedi). Ferrara non è in queste condizioni e lo sappiamo bene, tanto che in sede di Patto regionale per il lavoro abbiamo aperto un focus specifico sulla provincia. Ferrara sta oggettivamente incontrando molte più difficoltà ad uscire pienamente dalla crisi e la Regione è molto attenta a questa realtà».

Sì, ma Bonaccini parla di disoccupazione al 4-5% entro il 2020, viste da qui sembrano cifre di un altro mondo.

«Attenzione, il presidente parla di obiettivi e non di previsioni. Quando si attivano dinamiche così forti è chiaro che i risultati non possono essere contestuali in tutto il territorio regionale, ma l’obiettivo anche per Ferrara non può che essere quello di avvicinarsi alla piena occupazione».

Stiamo parlando di obiettivi realistici?

«Bisogna produrre una forte accelerazione, è chiaro, e settembre sarà un mese importante in questo senso perché bisogna arrivare in tempi brevi ad un progetto da mettere a punto assieme ai Comuni e agli enti di sviluppo. Intendiamo lavorare sull’industria ma anche sul comparto agricolo, che resta molto importante per questa provincia. Ferrara entra in tre dei quattro assi di sviluppo della regione (fiume, mare e aree interne), quindi le possibilità non mancano». (s.c.)

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