Donna muore nell’edificio abbandonato
Ha perso la vita per un malore una 54enne che trovava rifugio nei locali in disuso in via IV Novembre
2 MINUTI DI LETTURA
CENTO. È morta, stroncata da un malore nell’edificio abbandonato in cui viveva, in via IV Novembre a Cento, Svetlana Chestiacova, 54 anni, originaria dell’Ucraina. In città, dove era arrivata da qualche anno, la donna viveva in condizioni di fortuna e la vedevano un po’ tutti spostarsi per il centro. Poi trovava rifugio, la notte, in quel palazzo abbandonato, nel centro cittadino, dove i soccorritori hanno trovato cumuli di rifiuti abbandonati nei locali.
Lei, Svetlana, in quei locali ci viveva, anche se a volte l’edificio, abbandonato ormai da tempo, dava rifugio anche a qualche altro senzatetto. Ed è stato proprio una di queste persone, un immigrato marocchino che saltuariamente si rifugia nell’edificio che un tempo ospitava un autosalone, a dare l’allarme, ieri sera poco dopo la mezzanotte. L’uomo ha chiamato il 118 non appena si è reso conto della condizioni della donna.
L'ambulanza, intervenuta nel giro di pochi minuti, ha immediatamente richiesto il supporto dell'automedica e l'intervento dei carabinieri, anche perché già in passato la donna era stata soccorsa a causa di cadute, dovute probabilmente ad abuso di sostanze alcoliche. Per illuminare lo stabile - privo di energia elettrica - e consentire l’intervento dei soccorritori e nello stesso tempo verificare la sicurezza dell’edificio in cui era in atto l’intervento, sono intervenuti sul posto anche i vigili del fuoco. Ma i soccorritori, nonostante tutto l’impegno profuso, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso della 54enne. La salma è stata trasportata all’Istituto di medicina legale a disposizione della magistratura e sarà l'autopsia a stabilire con certezza le cause del decesso, anche se fin da subito è stata esclusa la morte violenta, ipotizzando che il malore fatale sia stato causato dalle condizioni in cui la donna viveva . La tragedia di Svetlana ha portato alla luce un mondo sommerso, nel pieno centro della città, con cui Cento finora non si era dovuta confrontare direttamente. Già in anni passati, quando in consiglio era approdato il progetto per una sistemazione dell’edificio, si era ipotizzata la presenza di persone che in quei locali trovassero rifugio. Ma poi tutto si era fermato lì.
Dai primi accertamenti solo la donna deceduta si rifugiava costantemente nell’edificio, che però ospita saltuariamente anche altre persone, a dimostrazione della presenza di povertà nascoste anche a due passi da piazza Guercino.
Lei, Svetlana, in quei locali ci viveva, anche se a volte l’edificio, abbandonato ormai da tempo, dava rifugio anche a qualche altro senzatetto. Ed è stato proprio una di queste persone, un immigrato marocchino che saltuariamente si rifugia nell’edificio che un tempo ospitava un autosalone, a dare l’allarme, ieri sera poco dopo la mezzanotte. L’uomo ha chiamato il 118 non appena si è reso conto della condizioni della donna.
L'ambulanza, intervenuta nel giro di pochi minuti, ha immediatamente richiesto il supporto dell'automedica e l'intervento dei carabinieri, anche perché già in passato la donna era stata soccorsa a causa di cadute, dovute probabilmente ad abuso di sostanze alcoliche. Per illuminare lo stabile - privo di energia elettrica - e consentire l’intervento dei soccorritori e nello stesso tempo verificare la sicurezza dell’edificio in cui era in atto l’intervento, sono intervenuti sul posto anche i vigili del fuoco. Ma i soccorritori, nonostante tutto l’impegno profuso, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso della 54enne. La salma è stata trasportata all’Istituto di medicina legale a disposizione della magistratura e sarà l'autopsia a stabilire con certezza le cause del decesso, anche se fin da subito è stata esclusa la morte violenta, ipotizzando che il malore fatale sia stato causato dalle condizioni in cui la donna viveva . La tragedia di Svetlana ha portato alla luce un mondo sommerso, nel pieno centro della città, con cui Cento finora non si era dovuta confrontare direttamente. Già in anni passati, quando in consiglio era approdato il progetto per una sistemazione dell’edificio, si era ipotizzata la presenza di persone che in quei locali trovassero rifugio. Ma poi tutto si era fermato lì.
Dai primi accertamenti solo la donna deceduta si rifugiava costantemente nell’edificio, che però ospita saltuariamente anche altre persone, a dimostrazione della presenza di povertà nascoste anche a due passi da piazza Guercino.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
