L'immenso abbraccio del volley a "Panta"
Chiesa gremita a Santa Maria Maddalena per l'estremo saluto a coach Pietro Pantaleoni
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SANTA MARIA MADDALENA (RO). La bara in legno chiara, un mazzo di rose rosse e tutte le sue ragazze attorno. Appena più indietro, il mondo della pallavolo, che lo aveva conosciuto e stimato in cinquant'anni passati a schiacciare palloni, prima sotto rete, poi addosso a giovani, per allenarli. Tutti lì, nella chiesa di Santa Maria Maddalena, in questo pomeriggio torrido di fine agosto, per l'ultimo abbraccio a Pietro Pantaleoni. Il "Panta", morto a 68 anni, gli ultimi trascorsi anche a combattere quel tumore che, alla fine, non gli ha dato scampo, ma che non gli ha mai impedito, fino all'ultimo, di andare in palestra a lavorare con quelle sue ragazze: in questo, a vincere è stato Pietro. Come una vittoria, nella vita, è testimoniata dalla folla che lo ha accompagnato verso l'ultimo viaggio, stretti alla moglie Giuliana e al figlio Federico: tantissimi i presenti, tanti anche quelli che avrebbero voluto esserci, ma ci sono stati e c'erano con la mente e il cuore.
Lacrime, tante lacrime hanno solcato le gote di quelle ragazzine, rimaste orfane del loro allenatore. Giovani e giovanissime, per la maggior parte di loro il primo impatto con un evento luttuoso che le ha toccate da così vicino, fino in fondo al cuore. Sorrisi, invece, fra quegli uomini maturi che conoscevano Pantaleoni sin dalla giovinezza, che con lui hanno condiviso altri percorsi e così, al suo funerale, si sono ritrovati e hanno potuto ricordarlo assieme: sorrisi come carezze a un amico che non c'è più.
Il "Panta" ha riunito tre generazioni, perché a salutarlo c'era anche quella di mezzo: tanti ex allievi, a scuola o in palestra, ex giocatori, dirigenti della pallavolo ma non solo quella. Tutti lì, davanti a quella bara in legno chiaro con un mazzo di rose rosse appoggiato sopra, in un torrido pomeriggio di fine agosto, per l'ultimo saluto, per dirgli grazie.
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