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«Non archiviate Manuzzi» Ora si riapre il crac Carife

di Daniele Predieri
«Non archiviate Manuzzi» Ora si riapre il crac Carife

Opposizione alla decisione della procura, in tribunale l’udienza al 12 settembre E sulle altre 43 posizioni il giudice deve decidere, anche su Iacobini di PopBari 

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Alla vigilia del Grande processo sul crac Carife legato all’aumento di capitale, fissato al 20 settembre per 12 imputati, spunta un altro processo nel processo: è l’opposizione all’archiviazione proposta da tempo dalla procura e che verrà discussa all’udienza che il gip Monica Bighetti ha fissato al 12 settembre. A opporsi all’archiviazione sono un gruppo di azionisti assistiti dall’avvocato Stefano Forlani che, ritenendosi truffati, concentrano rilievi e critiche alle indagini sulla posizione di Ennio Manuzzi, vicepresidente del cda di Carife per il quale la procura aveva chiesto archiviazione assieme ad altri 43 indagati e tra questi il presidente di Banca Popolare di Bari, Marco Iacobini, balzato alle cronache nelle ultime ore per altri guai a Bari legati però ad altre vicende di presunti illeciti bancari. All’udienza del 12 settembre prossimo, il legale che si è opposto all’archiviazione di Manuzzi (la fissazione dell’udienza è stata notificata al suo legale, Filippo Sgubbi), chiederà di svolgere un supplemento di indagini, in quanto secondo la motivazione che lo ha spinto a chiedere di non archiviare, non sarebbero state prese in esame le mail scambiate tra la dirigenza Carife e non trovate. Una richiesta di archiviazione - è bene sottolineare, da quanto si apprende, molto generica - sulla quale il giudice Bighetti si sarebbe già potuta esprimere sulla eventuale infondatezza. Decisione non adottata e per questo si discuterà tutto all’udienza del 12 settembre, quando verranno messe in discussione, solo in parte, ovviamente, le indagini. Manuzzi, come si ricorda, rivestiva il ruolo di vicepresidente del cda Carife e di consigliere. La procura ha valutato che tutti i membri del cda che non avevano ruoli diretti e deleghe non avevano responsabilità e quindi sono da archiviare, poichè come recita la formula della richiesta di archiviazione «la notizia di reato è infondata (il loro coinvolgimento nella bancarotta e i reati dell’aumento di capitale, ndr), per non avere commesso i fatti». Fatti che, l’ipotesi della procura, sarebbero stati commessi da 12 tra dirigenti e tecnici Carife e i massimi rappresentanti di due banche che parteciparono all’aumento di capitale con scambio di azioni incrociate (CariCesena e Valsabbina) che avrebbe portato a creare un patrimonio fittizio e da qui il crac patrimoniale. Su questi fatti, dicevamo, è pendente il 20 settembre la prima udienza del crac. Mentre per la posizione di Marco Iacobini, vertice di PopBari, la procura ha chiesto archiviazione perchè di fatto non vi sarebbe stato scambio di azioni tra Carife e PopBari. Per Iacobini l’archiviazione è pendente: probabilmente il gip Bighetti deciderà dopo essersi espressa sulla opposizione su Manuzzi.

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