La Nuova Ferrara

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Colpita e uccisa dal Tir mentre attraversa

di Annarita Bova
Colpita e uccisa dal Tir mentre attraversa

Codigoro, la tragedia in paese. Commessa alla Despar, tornava a casa  Un passato da giocatrice di pallavolo, tornata in palestra da istruttrice

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CODIGORO. Stefania Gennari, 43 anni di Codigoro, è morta ieri alle 12.30 in via Pambianco, investita da un camion.

La dinamica dell’incidente è ancora poco chiara. La donna ha attraversato la strada all’altezza del semaforo all’incrocio tra le vie Puccini, Pambianco e Roma quando un tir l’ha travolta ed è morta sul colpo. Gli uomini della polizia stradale, che portano aventi i rilievi, stanno cercando di capire e verificare se la Gennari si trovasse o meno sulle strisce pedonali, se il semaforo fosse rosso o verde e se il tir avrebbe potuto in qualche modo evitarla. Stando a quanto raccontano alcuni testimoni, tutto sarebbe successo negli attimi prima che scattasse il rosso per i pedoni, tanto che la donna non è finita sotto al mezzo ma avrebbe picchiato la testa contro la fiancata. E per lei non c’è stato scampo. Sul posto è arrivata immediatamente l’ambulanza e gli uomini del 118, considerata la gravità della situazione, hanno chiesto l’intervento dell’elisoccorso che è partito da Bologna ma è stato fatto rientrare qualche minuto dopo considerato che i medici hanno dichiarato il decesso della donna. Per i rilievi sono arrivato in un primo momento i carabinieri di Codigoro, che hanno lasciato poi il posto ai colleghi della polizia stradale i quali hanno lavorato a lungo, passando sotto lente anche il più piccolo dei dettagli considerato che non sarà facile venirne a capo.

Una tragedia, un duro colpo per la cittadina di Codigoro che incredula ed attonita si trova a piangere l’improvvisa, assurda morte di Stefania, madre di Veronica, 15 anni e figlia di Antonio, ex comandante del locale Distaccamento di Polizia Stradale.

Stefania lavorava come commessa nel negozio Despar di via Puccini, a 150 metri dal luogo dell’incidente che ne dista solo 50 dalla casa di via Roma in cui risiedeva. E dalla stessa casa, dove nella porta accanto vivono anche i genitori, sono corsi parenti e amici, trovando si a fare i conti con il dolore più grande che si possa provare: la perdita di una figlia, di una mamma, di una sorella, di una compagna di vita che ha sempre riempito di calore unico la quotidianità di chi la ama. Nessuno potrà cancellare dalla testa dei presenti l’immagine del padre e del marito in ginocchiati composti davanti al lenzuolo bianco. Così come il volto dei parenti, rimasti immobili sul marciapiede di fronte al luogo dell’incidente, con il viso contratto e gelati dal freddo nonostante l’afa e l’umidità e il caldo torrido.

Sconvolta la titolare del negozio all’angolo della via Pambianco, che ha visto tutto senza poter fare niente, restando anche lei paralizzata dalla paura e dallo choc, cercando di fare l’impossibile e rendendosi conto nello stesso tempo che Stefania non dava segni di vita, senza però ancora realizzare la portata della tragedia.

“Sono pronta per ricominciare...dopo una pausa dovuta, quest’anno riparto alla grande anzi grandissima con il minivolley”, scriveva qualche giorno fa la donna sulla sua pagina Facebook.

La pallavolo, passione di una vita che l’ha sempre portata in giro per i palazzetti della provincia e non solo, un amore per lo sport che era riuscita da appena qualche mese a rimettere in campo, dovendo ricominciare il 19 settembre prossimo ad allenare i bambini.

Stefania Gennari lavorava da tempo al supermercato Despar di Codigoro ed aveva un rapporto speciale con i clienti, sempre sorridente, allegra e solare. E non sono parole buttate al vento, frasi fatte e impacchettate, Stefania era davvero un ciclone di vitalità, era energia pura, di quelle donne che riescono a riempire la vita delle persone con una battuta, con la parola giusta o anche solo con lo sguardo sempre acceso.

« Ciao Stefania, pensaci tu ad insegnare mini-volley a tutti quegli angioletti e soprattutto dona loro la passione e il sorriso come hai fatto con tutti noi del Jam Camp e coloro che ti hanno conosciuta», dice Marco Parenti mentre Daniela Madia ricorda di quando giocavano insieme “in serie D”.

Il silenzio è piombato anche negli uffici dell’amministrazione comunale, dove lavora la moglie del padre di Stefania mentre gli amministratori delle pagine Facebook legate a Codigoro chiedono il massimo rispetto per il dolore delle famiglie invitando tutti a mantenere un profilo basso in rete.

Il corpo della donna è stato portato all’Ospedale di Cona dove verrà effettuata l’autopsia e quindi verranno fissati i funerali.

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