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L’arma dei punteggi per scegliere gli inquilini

L’arma dei punteggi per scegliere gli inquilini

Favorire chi ha più figli o i residenti storici? Le decisioni dei Comuni

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Secondo l’ultimo bilancio di sostenibilità pubblicato da Acer, riferito al 2015, in tutta la provincia di Ferrara ci sono 6697 alloggi di Edilizia residenziale popolare (Erp), e di quelli locati (6.052, circa un 10% risulta sfitto) il 12% è stato assegnato a una famiglia straniera, tra extracomunitari e non. Un trend in crescita di circa un punto percentuale all’anno, con un’incidenza comunque di non grande rilievo considerato il basso “turn over”. Nel 2015 le nuove assegnazioni in tutto il territorio ferrarese sono state infatti 221, e di queste poco più di un quarto sono state assegnate a famiglie di stranieri.

Cifre che riconducono le polemiche di questi giorni sui criteri di assegnazione delle case popolari dal piano scivoloso delle “guerre tra poveri” a quello concreto dei dati oggettivi. Ma se è vero che i requisiti per ottenere un alloggio Erp sono stati definiti con una griglia di parametri predisposta dalla Regione Emilia Romagna, è altrettanto vero che su questa stessa griglia le singole amministrazioni possono imprimere la loro impronta, attribuendo punteggi, e quindi pesi, diversi ai singoli criteri di accesso. Tra questi, naturalmente il reddito Isee, la composizione del nucleo familiare, ma anche la “storicità” della residenza e della domanda in graduatoria. Voci, queste ultime, destinate a incidere più di altre sulla conformazione delle classifiche, e dalle quali emerge l’orientamento adottato dai singoli Comuni. Abbiamo voluto mettere a confronto quelli che al 31 dicembre 2015 avevano un numero di concorrenti in graduatoria superiore a 50 (tenendo però presente che alcuni Comuni hanno pubblicato nuovi bandi di assegnazione, azzerando le liste precedenti): dunque Ferrara (446), Argenta (107), Cento (205), Codigoro (50), Comacchio (167), Copparo (160), Lagosanto (51), Poggio Renatico (61), Portomaggiore (83) ma anche Bondeno - pur in assenza del dato sul bilancio Acer - perché è l’amministrazione che non ha mai nascosto la volontà politica di tutelare innanzitutto gli italiani. Uno dei cardini di questa politica appare essere il peso attribuito ai richiedenti “storici”. Nel Comune matildeo, ad esempio, si assegnano 0,2 punti per anno fino a un massimo di 10 anni, con un tetto massimo di 2 punti. Il Comune di Ferrara, però, per lo stesso arco di tempo, mette un “jack pot” massimo di 5 punti, ovvero 0,5 all’anno.

Altra voce significativa, in questo senso, è la storicità della residenza, che nel caso di Bondeno è netta: 0,4 punti all’anno, senza tetti massimi. Per quel che riguarda Ferrara la residenza è un criterio che interviene nella definizione della graduatoria a parità di punteggio e, in caso di ulteriore parità, subentra l’anzianità di domanda. Sulla storicità di residenza” il Comune di Bondeno punta anche per le giovani coppie under 35 sposate o conviventi da almeno 3 anni. Uno dei due deve essere residente nel territorio comunale da almeno 10 anni, contro e 3 richiesti da Ferrara. Altro punto, le famiglie numerose, che a Bondeno sono “premiate” con metà punti rispetto a Ferrara: 0,5 (contro 1 punto) per famiglie con 4 persone e 1 punto (contro 2) per quelle con oltre 4. E negli altri Comuni? A Portomaggiore, in realtà, il criterio della storicità di residenza è in vigore da tempo: sotto i 5 anni non viene assegnato neanche un punto, poi c’è una crescita graduale con 0,2 punti assegnati dal primo anno relativo all’ultima richiesta e fino a un massimo di 10. Per i nuclei numerosi non si va oltre 0,5 punti, mentre per le giovani coppie la durata della residenza di uno dei due componenti resta quella “standard” di 3 anni. Anche a Poggio Renatico i residenti storici vengono incoraggiati con 0,2 punti l’anno fino a un massimo di 6, mentre la residenza ininterrotta può procurare fino a 10 punti a colpi di 0,25 l’anno. Sostenuti anche i nuclei numerosi, con 2 punti dai 4 componenti in su.

Passando a Lagosanto, la storicità della domanda in graduatoria e di residenza seguono lo stesso schema: 1 punto all’anno per un massimo di cinque, in quello che appare come un principio di “equidistanza”. I nucleo con più di 4 persone, inoltre, possono contare su 3 punti.

Ecco Codigoro, dove il “bonus” residenza è modulato in modo del tutto personalizzato, con 10 punti per i residenti da più di 27 anni e 0,30 per ogni anno dal 6º al 26º.

Anche a Copparo il punteggio per residenza scatta dal quinto anno in su (per un massimo di 5 punti), ma le famiglie numerose possono contare su un “gruzzolo” di 3 punti.

Stesso orientamento a Comacchio, il punteggio per residenza parte dopo 5 anni, ma ce ne vogliono più di 25 per arrivare ad accumulare 6 punti.

Meno peso invece viene attribuito ad Argenta alla storicità della domanda, con 0,50 punti per quadriennio, mentre essere residenti nel Comune vale 0,2 punti all’anno.

Finiamo con Cento, dove il punteggio per residenza comincia ad accumularsi dal primo anno, con 0,25 punti annui fino a un massimo di 10. Le domande di vecchia data vengono sostenute con 0,2 punti all’anno, fino a un massimo di 6 punti. Ma per metterli insieme bisogna essere in attesa.. da 30 anni.(a.m.)

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