il cordoglio dell’unione delta volley
«Quando c’era bisogno, lei era lì»
di Sergio Armanino
Il presidente Luigi Visentini sconvolto dall’atroce notizia
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CODIGORO. «Scusa, non ce la faccio a parlare, ci sentiamo più tardi...». Non è passata nemmeno mezz’ora da quando Luigi Nardini, presidente dell’Unione Delta Volley, ha saputo della tragica scomparsa «della Stefy», come la chiama lui. E le lacrime, il groppo in gola, quel dolore profondo che ti stringe lo stomaco e ti toglie il fiato, non li può gestire. È lui, più tardi, a mettersi in contatto. Il suo dolore è ancora tutto lì, lo si percepisce chiaramente anche al telefono: «È stata una mazzata, lo è ancora adesso...».
Ma poi, in qualche modo, ce la fa a raccontare: «Era ferma da un po’ con la pallavolo, gli impegni di lavoro non le avevano consentito di proseguire l’attività in palestra, ma proprio quest’anno voleva ricominciare a fare minivolley a Codigoro. Con noi ha anche giocato, in serie D, e ha anche continuato a dare una mano quando mancava l’alzatore alla prima squadra, o con le giovanili. Le dicevo “se ti fanno le analisi del sangue, fra globuli bianchi e rossi, trovano anche palloni di volley».
Il rapporto con l’Unione Delta Volley, comunque, non si era mai interrotto: «La figlia Veronica - riprende Nardini - gioca con noi, così sia lei che suo marito venivano a dare una mano».
E pallavolo, per la Stefy, voleva dire anche Jam Camp: «Lo faceva sempre con le ragazzine di Migliaro e Codigoro, andava in Toscana, ero un suo pallino, le piaceva fare quel genere di esperienze, ci credeva, portare le bambine lontano dai genitori, diceva che imparavano molto».
Più lontana nel tempo l’attività in prima persona sotto rete, almeno in modo continuativo. Scorrendo le immagini del profilo Facebook di Stefania Gennari, ecco una foto in cui riconosciamo Serena Benea, Francesca Pozzi, Beatrice Bozzao e, nella didascalia, la scritta serie D 1991: «Era la palleggiatrice... direi dell’Ariano nell’anno in cui sono state promosse, prima di arrivare da noi. Aveva mantenuto i contatti con quelle ragazze, ogni tanto si trovavano. Era una ragazza solare, aperta...».
Si guarda avanti, a cosa fare nei giorni a venire, nel prossimo futuro: «Ormai con Facebook tutti sanno tutto subito. Stefano, però, non ce l’ho ancora fatta a chiamarlo sentirò anche lui prima di prendere iniziative. Intanto, sul nostro sito abbiamo messo delle sue foto e un ricordo. Sentiremo per i funerali, poi, d’accordo con il marito, quando inizia il campionato ci penseremo, magari organizzeremo un torneo per ricordarla».
Eccolo, il ricordo: «...è un pò difficile oggi pomeriggio, a caldo, rimettere in ordine il filo dei ricordi, capirete... per l’Unione Delta Volley, per chi lascia queste due righe... scartabellando ho ritrovato queste foto di una domenica di gennaio di 2 anni fa, durante la sosta dei campionati. Eravamo con la serie D a un triangolare in provincia di Verona... per l’occasione avremmo una sola palleggiatrice, come facciamo? nessun problema viene la Stefi... quando c’è bisogno lei c’è sempre... è stato sempre così. A Veronica e Stefano un abbraccio grandissimo da tutta l’Unione Delta Volley presente e passata... ciao (g.)».
Ma poi, in qualche modo, ce la fa a raccontare: «Era ferma da un po’ con la pallavolo, gli impegni di lavoro non le avevano consentito di proseguire l’attività in palestra, ma proprio quest’anno voleva ricominciare a fare minivolley a Codigoro. Con noi ha anche giocato, in serie D, e ha anche continuato a dare una mano quando mancava l’alzatore alla prima squadra, o con le giovanili. Le dicevo “se ti fanno le analisi del sangue, fra globuli bianchi e rossi, trovano anche palloni di volley».
Il rapporto con l’Unione Delta Volley, comunque, non si era mai interrotto: «La figlia Veronica - riprende Nardini - gioca con noi, così sia lei che suo marito venivano a dare una mano».
E pallavolo, per la Stefy, voleva dire anche Jam Camp: «Lo faceva sempre con le ragazzine di Migliaro e Codigoro, andava in Toscana, ero un suo pallino, le piaceva fare quel genere di esperienze, ci credeva, portare le bambine lontano dai genitori, diceva che imparavano molto».
Più lontana nel tempo l’attività in prima persona sotto rete, almeno in modo continuativo. Scorrendo le immagini del profilo Facebook di Stefania Gennari, ecco una foto in cui riconosciamo Serena Benea, Francesca Pozzi, Beatrice Bozzao e, nella didascalia, la scritta serie D 1991: «Era la palleggiatrice... direi dell’Ariano nell’anno in cui sono state promosse, prima di arrivare da noi. Aveva mantenuto i contatti con quelle ragazze, ogni tanto si trovavano. Era una ragazza solare, aperta...».
Si guarda avanti, a cosa fare nei giorni a venire, nel prossimo futuro: «Ormai con Facebook tutti sanno tutto subito. Stefano, però, non ce l’ho ancora fatta a chiamarlo sentirò anche lui prima di prendere iniziative. Intanto, sul nostro sito abbiamo messo delle sue foto e un ricordo. Sentiremo per i funerali, poi, d’accordo con il marito, quando inizia il campionato ci penseremo, magari organizzeremo un torneo per ricordarla».
Eccolo, il ricordo: «...è un pò difficile oggi pomeriggio, a caldo, rimettere in ordine il filo dei ricordi, capirete... per l’Unione Delta Volley, per chi lascia queste due righe... scartabellando ho ritrovato queste foto di una domenica di gennaio di 2 anni fa, durante la sosta dei campionati. Eravamo con la serie D a un triangolare in provincia di Verona... per l’occasione avremmo una sola palleggiatrice, come facciamo? nessun problema viene la Stefi... quando c’è bisogno lei c’è sempre... è stato sempre così. A Veronica e Stefano un abbraccio grandissimo da tutta l’Unione Delta Volley presente e passata... ciao (g.)».
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