La Nuova Ferrara

Ferrara

Applausi e commozione per l’addio al carabiniere

Applausi e commozione per l’addio al carabiniere

A Tresigallo l’ultimo saluto a De Rosa, morto in un incidente a Formignana Il ricordo di don Giuseppe: era un uomo buono, fedele e sempre disponibile

2 MINUTI DI LETTURA





TRESIGALLO. I militari in alta uniforme. Il picchetto d’onore, lo struggente brano del Silenzio al suono della tromba, gli inni religiosi e la preghiera del Carabiniere hanno fatto da corollario ieri al rito funebre per l’estremo saluto all’appuntato dei Carabinieri Santo De Rosa. L’interno e il sagrato della chiesa di Sant’Apollinare a Tresigallo erano gremitissimi di colleghi, amici e conoscenti, alti ufficiali dell’Arma dei Carabinieri e le altre forze dell’ordine della provincia di Ferrara: la Polizia Municipale dell’Unione Terre e Fiumi, associazioni combattentistiche, labari di Avis e Aido (il militare deceduto era anche un puntuale donatore di sangue).

A Tresigallo (dove De Rosa viveva) era stato decretato lutto cittadino, così come a Formignana (luogo dell’incidente in cui il militare a perso la vita) e Copparo, Comune in cui da due mesi prestava servizio come autista del comandante della compagnia Giorgio Feola; provato, oltre che dalla perdita del collega, anche dalla recente scomparsa della madre. Presenti i sindaci Andrea Brancaleoni (Tresigallo) Laura Perelli (Formignana), Nicola Rossi (Copparo) Eric Zaghini (Berra) Antonio Giannini (Ro) Elisa Trombin (Jolanda di Savoia). Per ricordare ancor più l’amore verso gli altri dello scomparso, i familiari, cui erano stretti nel loro dolore tutti i presenti, hanno deciso di devolvere le offerte alla scuola materna Serena (presente con la referente Simonetta Marchetti e le educatrici) frequentata in tenera età dai figli di De Rosa: e ai volontari dell’Anteas locale. Tra i presenti anche la società sportiva Sorgente: dove gioca come giovanissimo calciatore uno dei figli dell’appuntato. Ma sarebbe lungo l’elenco di tanti amici e volontari che hanno voluto salutare l’amico oltre che un fedele servitore dello Stato stimato da tutti nel territorio soprattutto per la sua umanità, ben inserito nella comunità locale: e non sono parole retoriche. L’Arma era rappresentata dal colonnello Andrea Firricielli. Oltre a don Walter, il parroco, è stato il cappellano militare dell’Arma don Giuseppe Guidolon a ricordare De Rosa in un’intensa omelia: «Noi tutti come colleghi ringraziamo “Santino” (così chiamato affettuosamente da amici e parenti, ndr) perché l’Arma è una vera famiglia e ringraziamo il Signore di averci donato una persona come lui. Sulla bara ci sono i pensieri di Maria, nostra patrona e alla Madonna lo affidiamo». Poi ha aggiunto ancora il cappellano: «“Santino” era sempre presente al suo lavoro. Leale e fedele. Ora ritornerai a casa, nel tuo paese d’origine da dove eri partito per trovare lavoro qui, ben inserito nella nuova realtà, tra l’amore della famiglia e delle persone che ti hanno conosciuto», ha concluso il cappellano tra gli applausi commossi dei presenti.

Franco Corli

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google