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CINEMA

Dunkirk, la ritirata che cambiò la storia

di GIAN PIETRO ZERBINI
Una scena di "Dunkirk" di Chris Nolan
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Una scena di "Dunkirk" di Chris Nolan

Il film di Christopher Nolan sul salvataggio degli inglesi in fuga dai tedeschi

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Dunkirk
Un film di Christopher Nolan. Con Tom Hardy, Cillian Murphy, Mark Rylance, Kenneth Branagh, Harry Styles. Azione, durata 106 minuti - Usa, Gran Bretagna, Francia, 2017.


A volte anche la più netta e mortificante delle sconfitte può trasformarsi in un viatico per la vittoria finale. È quando successe nella tarda primavera del 1940 sulla costa francese della Manica, con le truppe alleate, in gran parte dell’esercito britannico, schiacciate e intrappolate verso il mare dall’avanzata dei panzer tedeschi, più che mai decisi a conquistare l’intera Europa.

A farne una pagina epica di quel passaggio determinante della prima fase della seconda guerra mondiale è il regista Christopher Nolan, autore di un altro film capolavoro. Il regista inglese è considerato l’erede di Steven Spielberg per la grande capacità di coniugare blockbuster milionari a prodotti di altissima qualità. E anche in questo “Dunkirk” si vede una mano sapiente con scene belliche, che non hanno niente di inferiore per pathos e intensità scenica alle inquadrature spielberghiane di “Salvate il Soldato Ryan”, che ricostruivano l’altro passaggio chiave del conflitto, lo sbarco in Normandia. Su quella gigantesca operazione di salvataggio era stato fatto da Leslie Norman un film anche nel 1958 con il titolo alla francese “Dunkerque”.

Dopo tanti anni sembra ritornare al cinema quell’epopea bellica che ha contrassegnato molti film nel dopoguerra, come dimostra anche il recente “La battaglia di Hacksaw Ridge” di Mel Gibson. Nolan, dopo l’exploit “Memento” e la trilogia di Batman si conferma un regista di spessore rendendo bene l’orrore della guerra a terra, in mare e in aria. Ottima l’interpretazione dei protagonisti dove si distingue il grande Kenneth Branagh, che passa con disinvoltura dai drammi di Shakespeare a quelli della guerra.

Un’operazione di salvataggio anche per la stagione cinematografica che in estate è stata particolarmente scadente.

Gian Pietro Zerbini

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