Stefania sognava di andare in Olanda in bicicletta
Codigoro, era uno dei mille progetti della donna dal sorriso contagioso Morta investita da un tir, ha gettato amici e parenti nella disperazione
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CODIGORO. Codigoro non dimenticherà quel sorriso. Il sorriso di una donna dall’energia contagiosa, un vulcano di solarità e una persona diretta, schietta e trasparente. Un Paese che tra le lacrime e la rabbia con dignità abbraccia unito la famiglia di Stefania Gennari, la donna che giovedì ha perso la vita investita da un tir, in un cordoglio unanime dal sapore amaro di una perdita devastante.
La sua energia traspariva dagli occhi, brillanti anche nascosti dietro agli occhiali da sole, e lascia, anche a chi la conosceva appena, uno spazio vuoto, un senso di impotenza ed incredulità che abbassa gli sguardi rassegnati e umidi di profonda tristezza. Pronta a partire con il suo innato entusiasmo con la Mini Volley di Codigoro, dove avrebbe trasmesso ai più piccoli la sua passione per la pallavolo, era un’incontenibile sportiva, protagonista nelle partite a racchettoni sulla spiaggia del Lido di Volano e pure in sella alla sua bicicletta con la quale stava fantasticando un giro in Olanda la prossima primavera. Donatrice Avis e costante presenza del volontariato locale lascia il marito Stefano e la figlia Veronica, che appena adolescente dovrà scontrarsi con l’assenza di una madre presente ed orgogliosa cercando nella fatalità di un destino crudele la forza di guardare avanti.
I colleghi di lavoro, alla Despar di Codigoro, chiusi nella disperazione di chi ha perso non solo una collega ma anche un’amica e una donna incredibilmente forte e determinata. «Non ho avuto nemmeno il tempo di salutarla», si rammarica commossa una di loro. Una disperazione palpabile anche nel silenzio di un padre che, assieme al fratello, furono i primi ad accorrere sul luogo dell’incidente. Gli occhi persi nel vuoto di chi si chiede “Perchè?” lasciando allo scorrere delle lacrime le uniche labili risposte. Era una splendida giornata di sole, un fine turno di lavoro uguale a tanti altri, gli stessi passi e lo stesso percorso ripetuto così tante volte, ma qualcosa quel giorno è andato diversamente e quel camion si è trovato sulla stessa strada di Stefania e l’ha portata via. Incolpare il destino o chissà quale Dio non rende la ferita meno dolorosa, le lacrime daranno sollievo a chi l’ha conosciuta e un giorno lasceranno il posto ad un vivido ricordo del suo volto luminoso e sorridente alleviando la nostalgia per quell’anima bella che rimarrà per sempre cara nel nostro cuore.
Annalisa Fabbri
La sua energia traspariva dagli occhi, brillanti anche nascosti dietro agli occhiali da sole, e lascia, anche a chi la conosceva appena, uno spazio vuoto, un senso di impotenza ed incredulità che abbassa gli sguardi rassegnati e umidi di profonda tristezza. Pronta a partire con il suo innato entusiasmo con la Mini Volley di Codigoro, dove avrebbe trasmesso ai più piccoli la sua passione per la pallavolo, era un’incontenibile sportiva, protagonista nelle partite a racchettoni sulla spiaggia del Lido di Volano e pure in sella alla sua bicicletta con la quale stava fantasticando un giro in Olanda la prossima primavera. Donatrice Avis e costante presenza del volontariato locale lascia il marito Stefano e la figlia Veronica, che appena adolescente dovrà scontrarsi con l’assenza di una madre presente ed orgogliosa cercando nella fatalità di un destino crudele la forza di guardare avanti.
I colleghi di lavoro, alla Despar di Codigoro, chiusi nella disperazione di chi ha perso non solo una collega ma anche un’amica e una donna incredibilmente forte e determinata. «Non ho avuto nemmeno il tempo di salutarla», si rammarica commossa una di loro. Una disperazione palpabile anche nel silenzio di un padre che, assieme al fratello, furono i primi ad accorrere sul luogo dell’incidente. Gli occhi persi nel vuoto di chi si chiede “Perchè?” lasciando allo scorrere delle lacrime le uniche labili risposte. Era una splendida giornata di sole, un fine turno di lavoro uguale a tanti altri, gli stessi passi e lo stesso percorso ripetuto così tante volte, ma qualcosa quel giorno è andato diversamente e quel camion si è trovato sulla stessa strada di Stefania e l’ha portata via. Incolpare il destino o chissà quale Dio non rende la ferita meno dolorosa, le lacrime daranno sollievo a chi l’ha conosciuta e un giorno lasceranno il posto ad un vivido ricordo del suo volto luminoso e sorridente alleviando la nostalgia per quell’anima bella che rimarrà per sempre cara nel nostro cuore.
Annalisa Fabbri
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