Annata difficile per chi coltiva patate Prezzi molto bassi
Confagricoltura: un prodotto che rischia l’abbandono La situazione nel Ferrarese raccontata dagli agricoltori
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«È decisamente un’annata negativa per la coltivazione di patate». Lo afferma Confagricoltura Ferrara, che indica nella concorrenza di prodotto proveniente da altre zone del Paese e dall’estero, le principali motivazioni che hanno portato a quotazioni impossibili da sostenere per i produttori.
«C’è stato un accavallamento con le produzioni del sud, in particolare quelle di Sicilia e Campania, regione quest’ultima che ha registrato un aumento dei terreni coltivati a patata ed una produzione molto buona. Tutto il prodotto è stato riversato sul mercato anche per la insufficienza di strutture di frigoconservazione al sud, ed a questo si aggiunge il prodotto proveniente dall’estero, che la grande distribuzione dimostra di preferire a causa del prezzo basso a cui viene proposto».
«Nel Veneto - prosegue Confagricoltura Ferrara - altra regione tra le principali produttrici, la resa produttiva è stata di molto inferiore rispetto alla media a causa delle bizzarrie climatiche, mentre nella nostra regione la contrazione è contenuta e la qualità del prodotto è buona. Il prezzo però è addirittura inferiore rispetto a quello già non entusiasmante del 2016, che per le nostre produzioni provinciali si è attestato tra i 24 ed i 26 centesimi al kg, circa 4 centesimi meno del 2015. La Commissione della Borsa Patate di Bologna ha infatti recentemente definito in 0,22 euro al kg il prezzo di riferimento per il conto deposito; s’intendono patate di prima categoria, di calibro compreso fra 45 e 75 millimetri, franco azienda produttore, negli imballaggi dell’acquirente».
«Con un prezzo più basso e produzioni inferiori allo scorso anno - conclude Confagricoltura Ferrara - il rischio è che gli agricoltori decidano di non coltivare più questo prodotto, che rappresenta una delle eccellenze del nostro territorio provinciale».
Il terreno sabbioso del Basso ferrarese è particolarmente adatto per la produzione pataticola, chiediamo a Luisito Naldi, associato a Confagricoltura Ferrara con terreni nella Valle Giralda, un suo commento sull'annata 2017. «Nella mia azienda (60 ha dei quali 10 ha destinati alla coltivazione delle patate) produciamo solo prodotto fresco per il mercato, varietà Agata, particolarmente adatta al sabbioso. Confermo una produzione discreta anche grazie alle frequenti irrigazioni; quest'anno il prezzo per il mercato è assolutamente basso, tanto da non coprire le spese, ma per quanto mi riguarda ormai da anni ho stretto un accordo con un'importante Consorzio cui fanno capo più di 300 produttori distribuiti prevalentemente in Emilia Romagna e che, grazie al contratto fisso, ci solleva da flessioni del mercato». Anche l'azienda agricola “Renovecchio” di Cento ha concluso la raccolta registrando una produzione inferiore del 20% rispetto al 2016 a fronte di costi superiori dovuti alle operazioni di irrigazione: «La nostra azienda è interamente a conduzione familiare, dalla semina al raccolto, per questo prevediamo un utile seppur limitato, a differenza di quanti sono costretti a ricorrere a terzi nelle varie fasi della filiera».
Andrea Tebaldi
«C’è stato un accavallamento con le produzioni del sud, in particolare quelle di Sicilia e Campania, regione quest’ultima che ha registrato un aumento dei terreni coltivati a patata ed una produzione molto buona. Tutto il prodotto è stato riversato sul mercato anche per la insufficienza di strutture di frigoconservazione al sud, ed a questo si aggiunge il prodotto proveniente dall’estero, che la grande distribuzione dimostra di preferire a causa del prezzo basso a cui viene proposto».
«Nel Veneto - prosegue Confagricoltura Ferrara - altra regione tra le principali produttrici, la resa produttiva è stata di molto inferiore rispetto alla media a causa delle bizzarrie climatiche, mentre nella nostra regione la contrazione è contenuta e la qualità del prodotto è buona. Il prezzo però è addirittura inferiore rispetto a quello già non entusiasmante del 2016, che per le nostre produzioni provinciali si è attestato tra i 24 ed i 26 centesimi al kg, circa 4 centesimi meno del 2015. La Commissione della Borsa Patate di Bologna ha infatti recentemente definito in 0,22 euro al kg il prezzo di riferimento per il conto deposito; s’intendono patate di prima categoria, di calibro compreso fra 45 e 75 millimetri, franco azienda produttore, negli imballaggi dell’acquirente».
«Con un prezzo più basso e produzioni inferiori allo scorso anno - conclude Confagricoltura Ferrara - il rischio è che gli agricoltori decidano di non coltivare più questo prodotto, che rappresenta una delle eccellenze del nostro territorio provinciale».
Il terreno sabbioso del Basso ferrarese è particolarmente adatto per la produzione pataticola, chiediamo a Luisito Naldi, associato a Confagricoltura Ferrara con terreni nella Valle Giralda, un suo commento sull'annata 2017. «Nella mia azienda (60 ha dei quali 10 ha destinati alla coltivazione delle patate) produciamo solo prodotto fresco per il mercato, varietà Agata, particolarmente adatta al sabbioso. Confermo una produzione discreta anche grazie alle frequenti irrigazioni; quest'anno il prezzo per il mercato è assolutamente basso, tanto da non coprire le spese, ma per quanto mi riguarda ormai da anni ho stretto un accordo con un'importante Consorzio cui fanno capo più di 300 produttori distribuiti prevalentemente in Emilia Romagna e che, grazie al contratto fisso, ci solleva da flessioni del mercato». Anche l'azienda agricola “Renovecchio” di Cento ha concluso la raccolta registrando una produzione inferiore del 20% rispetto al 2016 a fronte di costi superiori dovuti alle operazioni di irrigazione: «La nostra azienda è interamente a conduzione familiare, dalla semina al raccolto, per questo prevediamo un utile seppur limitato, a differenza di quanti sono costretti a ricorrere a terzi nelle varie fasi della filiera».
Andrea Tebaldi
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