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Ferrara, chiuso un locale alla Gad: era il punto dello spaccio

di Daniele Predieri
Ferrara, chiuso un locale alla Gad: era il punto dello spaccio

Il questore: per 30 giorni serrande giù al minibar “Pentaone” di via Ortigara  Sigilli a pizzeria di via Palestro, vendeva alcol ai 14enni e negozio in San Romano

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FERRARA. Non vendeva solo alcol e altro, il minibar PentaOne di via Ortigara, in piena zona Gad: da tempo era diventato un riferimento per spaccio e spacciatori e per i loro clienti che sapevano, qui, come e dove trovare dorga: cocaina, eroina, hashish e marijuana. Da tempo erano finiti nel mirino della polizia, locale e gestore (un camerunense), e da ieri il locale dovrà restare chiuso per motivi di ordine pubblico per 30 giorni: così ha deciso il questore di Ferrara a conclusione di una attività di controllo che ha portato alla chiusura di altri due locali in seguito alle verifiche a tappeto in tutta la città. Ben 164 gli esercizi controllati in una settimana dalla Polizia amministrativa e polizia municipale, perchè la sicurezza in città passa anche e soprattutto sui controli di esercizi pubblici di ogni tipo: dai minimarket etnici a quelli cittadini che ospitano slot-machine fino alle sale gioco. Il bilancio della operazione parallela a quella di “Periferie sicure” in corso da una settimana in città è stato tracciato ieri, in questura, dai dirigenti della Polizia amministrativa Amedeo Pazzanese e Michelina Pignattaro e per il Comune di Ferrara, gli assessori Aldo Modonesi e Roberto Serra e la comandante della polizia municipale Laura Trentini.

Il primo locale chiuso è il minibar PentaOne in via Ortigara, dicevamo, perchè oltre le violazioni amministrative sulla vendita di alcolici, applicando il decreto Minniti sulla sicurezza, il questore ha sospeso la licenza per un mese: nel locale, in zona Gad-Stadio e davanti ad esso vi erano spesso persone con precedenti penali, spacciatori in attesa dei clienti che fornivano droga. Dunque, sigilli da ieri e un po’ di pace per i residenti, visto che il locale era diventato una fonte di disturbo continuo e un riferimento per spaccio e e tanto altro. Stessa sorte per il locale Pizzeria Kebab di via Palestro che di fatto era diventato un nuovo punto di smercio per alcol e birra ad adolescenti che gravitano in piazza Ariostea, per una movida low-cost (per i prezzi stracciati di alcol e birre): pizzeria che non aveva nemmeno la licenza per vendere bevande alcoliche e soprattutto lo faceva sottobanco a ragazzini anche di 14 anni, violando divieti su divieti: chiusura per 15 giorni, per queste violazioni alle ordinanze di polizia urbana del sindaco con cui il questore ha motivato la chiusura.

Così pure per il locale Minimarket Nurjahan di via San Romano, dove venivano vendute bevande in lattine e vetro dopo le 21.30, violazioni ripetute nel tempo visto che ormai erano 4 le contestazioni mosse al titolare: all’ultima è scattata la sospensione per 15 giorni.

Si tratta di procedimenti che arrivano a seguito di controlli a tappeto che durano da mesi, e le chiusure adottate rappresentano una aggravante per i comportamenti illegali tenuti dai rispettivi gestori e che se ripetuti potranno portare alla chiusura definitiva.

«L’intenzione di Comune e questura - hanno spiegato ieri alla conferenza stampa - è quella di non fermarsi a questi casi e continuare nel monitoraggio serrato della attività che per dislocazione e frequentazione di avventori potrebbe portare a radicare microcriminalità e degradare zone della città». Una risposta - hanno spiegato in modo preciso - che è parallela alle attività contro spaccio e criminalità diffusa in atto in questi giorni da parte di carabinieri, polizia, finanza, municipale, «ai quali va il nostro ringraziamento», hanno ribadito gli assessori Modonesi e Serra. Due attività parallele e complementari, ha spiegato il dirigente della PolAmministrativa, Pazzanese, con l’obiettivo, anche, di tutelare fasce deboli (i minori cui vengono venduti alcolici), i giocatori delle slot, ludopatici e gli abitanti delle zone attorno ai locali incriminati. Mentre chiosa l’assessore al commercio, Serra «occorre non dimenticare che per la maggior parte dei locali controllati non sono state rilevate irregolarità».
 

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