Cinquantamila firme contro l’allevamento di maiali
Mobilitazione contro l’insediamento previsto tra Scortichino e Finale Emilia Respinta in consiglio una mozione del M5S per limitare il numero dei capi
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SCORTICHINO. Si sta avvicinando a quota 50 mila firme la petizione contro il maxi allevamento di maialiche dovrebbe sorgere a Finale Emilia, a cavallo del territorio di Bondeno. Proprio ai sindaci di questi due Comuni si rivolge l’appello lanciato dalla Leal Lega Antivivisezionista, che in pochi giorni, arrivati a venerdì 1 settembre, ha superato quota 49 mila firme. Il progetto prevede la ristrutturazione post sisma, infatti, di un allevamento zootecnico tra Finale Emilia e Scortichino, in via Quattrina Santa Bianca nella via Argine Diversivo in località Pesa. Al posto della vecchia struttura nascerà un allevamento più grande, capace di tenere in modo intensivo fino a 3 mila maiali da produzione e 900 scrofe. Si parla anche di un allevamento intensivo di pollame (con 85mila polli da ingrasso e 60mila galline). Sono già stati autorizzati due nuovi pozzi per estrarre l’acqua sotterranea, e sarà costruito un nuovo grande capannone e altri manufatti, e si interverrà anche sulle strade contigue come via Rovere, che verranno ristrutturate e potenziate.
Nulla di fatto, per ora, nel tentativo di limitare il numero di capi di bestiame negli allevamenti intensivi, che rischiano di assumere dimensioni ragguardevoli su tutto il territorio. Ovviamente, il riferimento diretto è rivolto a quello che sta sorgendo in località La Pesa, nel confine esatto tra il territorio di Bondeno e Finale Emilia. Proprio nel consiglio comunale finalese di mercoledì sera, il Movimento 5 Stelle ha tentato di fare passare una mozione per limitare i numeri di capi negli allevamenti zootecnici a 3000 suini, ma il tutto si è risolto in un nulla di fatto. La mozione nasceva da un precedente progetto presentato sul territorio finalese ad inizio anno, che avrebbe avuto bisogno di una variante all’ex Prg e che, sulla spinta degli ambientalisti locali, venne accantonato. Successivamente, è emerso il progetto della località La Pesa, che invece è bene avviato. Tutto questo mentre, nei giorni scorsi, si è fatta strada su Facebook la protesta in un gruppo aperto in cui capeggia lo slogan “No, al mega allevamento intensivo di Finale Emilia” L’iter ha preso il via con la pubblicazione sul bollettino regionale ufficiale dello scorso 12 luglio, tramite la quale è stato dato il via al procedimento che, per 60 giorni a partire da quella data, consentirà a chiunque di prendere visione del progetto del terzo allevamento intensivo che sta per sorgere, in località La Pes.. A pochi chilometri dall’impianto di Scortichino che ha annesso un impianto biogas, e da quello “gemello” che sorgerà in località Zerbinate. Ora che la politica locale non sembra trovare risposte al suo interno, stanno scendendo in campo le associazioni ambientaliste. Le firme raccolte sono destinate sui tavoli dei due sindaci: rispettivamente di Finale Emilia, Sandro Palazzi, e di Bondeno, Fabio Bergamini. L’obiettivo di Leal (Lega Antivivisezionista), che è stata la prima organizzazione a protestare formalmente contro la proliferazione di allevamenti intensivi, è quello «di incontrare i rappresentanti di altre associazioni animaliste e ambientaliste – ha detto il movimento – per un coordinamento finalizzato ad informare la cittadinanza e chiedere un eventuale tavolo tecnico, per rivedere la fattibilità del progetto, tenendo conto di una cittadinanza già esposta a emissioni maleodoranti e spargimento di liquami e nitrati».
Nulla di fatto, per ora, nel tentativo di limitare il numero di capi di bestiame negli allevamenti intensivi, che rischiano di assumere dimensioni ragguardevoli su tutto il territorio. Ovviamente, il riferimento diretto è rivolto a quello che sta sorgendo in località La Pesa, nel confine esatto tra il territorio di Bondeno e Finale Emilia. Proprio nel consiglio comunale finalese di mercoledì sera, il Movimento 5 Stelle ha tentato di fare passare una mozione per limitare i numeri di capi negli allevamenti zootecnici a 3000 suini, ma il tutto si è risolto in un nulla di fatto. La mozione nasceva da un precedente progetto presentato sul territorio finalese ad inizio anno, che avrebbe avuto bisogno di una variante all’ex Prg e che, sulla spinta degli ambientalisti locali, venne accantonato. Successivamente, è emerso il progetto della località La Pesa, che invece è bene avviato. Tutto questo mentre, nei giorni scorsi, si è fatta strada su Facebook la protesta in un gruppo aperto in cui capeggia lo slogan “No, al mega allevamento intensivo di Finale Emilia” L’iter ha preso il via con la pubblicazione sul bollettino regionale ufficiale dello scorso 12 luglio, tramite la quale è stato dato il via al procedimento che, per 60 giorni a partire da quella data, consentirà a chiunque di prendere visione del progetto del terzo allevamento intensivo che sta per sorgere, in località La Pes.. A pochi chilometri dall’impianto di Scortichino che ha annesso un impianto biogas, e da quello “gemello” che sorgerà in località Zerbinate. Ora che la politica locale non sembra trovare risposte al suo interno, stanno scendendo in campo le associazioni ambientaliste. Le firme raccolte sono destinate sui tavoli dei due sindaci: rispettivamente di Finale Emilia, Sandro Palazzi, e di Bondeno, Fabio Bergamini. L’obiettivo di Leal (Lega Antivivisezionista), che è stata la prima organizzazione a protestare formalmente contro la proliferazione di allevamenti intensivi, è quello «di incontrare i rappresentanti di altre associazioni animaliste e ambientaliste – ha detto il movimento – per un coordinamento finalizzato ad informare la cittadinanza e chiedere un eventuale tavolo tecnico, per rivedere la fattibilità del progetto, tenendo conto di una cittadinanza già esposta a emissioni maleodoranti e spargimento di liquami e nitrati».
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