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«Gli alberi abbattuti per realizzare la ciclabile»

«Gli alberi abbattuti per realizzare la ciclabile»

L’opposizione punta i piedi e chiede chiarimenti: le piante non erano malate «Serve chiarezza su quanto è stato fatto, i cittadini vogliono sapere»

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PORTOMAGGIORE. Diventa sempre più insistente, da parte del gruppo misto all’opposizione in consiglio a Portomaggiore, la richiesta di chiarimenti sull’abbattimento dei tredici platani in via A. Costa, avvenuta nello scorso giugno.

«Sono stati abbattuti tredici alberi in base ad una perizia risalente al 2011, – spiega il capogruppo Giovanni Tavassi – la quale parlava di soli tre alberi seriamente a rischio e di altri 18 da tenere sotto osservazione. I numeri non coincidono e vogliamo fare chiarezza, per questo abbiamo presentato un’interpellanza».

I dubbi dell’opposizione, delle associazioni ambientaliste che hanno spinto per effettuare la richiesta e dei cittadini sono legati alla mancata esecuzione di ulteriori perizie del tecnico agronomo che aveva effettuato la precedente.

«A parte i tre alberi “pericolosi”, – prosegue Tavassi – non vi erano indicazioni per ritenere pericolanti, al punto di abbatterli, anche gli altri platani. Solo disposizioni per ridurne la chioma e per potature più specifiche rispetto alle altre. Sono emerse troppe incongruenze tra le risposte che ci sono state fornite da sindaco e vicesindaco e il regolamento sul verde pubblico, vogliamo sapere la verità. Soprattutto vorremmo sapere perché prima di procedere all’abbattimento non sono state fatte ulteriori verifiche strumentali». I dubbi insomma sono rimasti gli stessi, il sospetto è quello che gli alberi siano stati abbattuti per poter costruire la ciclabile e non per la sicurezza della stessa.

Nell’interpellanza presentata al comune compare anche la richiesta di impedire la piantumazione di alberi non autoctoni, i quali non garantirebbero lo stesso apporto di ossigeno che il “polmone” cittadino di prima riusciva a garantire.

Il sindaco Nicola Minarelli, insieme al suo vice Andrea Baraldi, dal canto loro, dichiarano di non aver nulla da nascondere, sottolineando la loro trasparenza nell’aver effettuato i lavori così come dovevano essere eseguiti. «Avevamo disposto la perizia nel 2011 – spiega Baraldi – a seguito della caduta di un platano, peraltro in assenza di vento o temporali. Quindi vi era una situazione di estrema emergenza per la salute pubblica. Successivamente abbiamo eseguito controlli visivi, non strumentali, e abbiamo ritenuto necessario abbattere quelle piante. È stato fatto per la sicurezza di chi utilizza la ciclabile e non per la realizzazione di essa» .

Proseguendo nella spiegazione ha inoltre aggiunto «ogni volta che abbiamo provveduto all’abbattimento di alberi, ne abbiamo poi ripiantati di nuovi, garantendone l’adeguata sostituzione».

Samuele Melloni

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