Malore fatale mentre è alla guida
Muore a 52 anni, la figlia in auto accanto a lui: «Sono viva grazie a mio padre»
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CENTO. «Sono salva e sto bene grazie a mio papà. Quando ha capito che stava male, ha rallentato e, accostando, fatto andare l’auto delicatamente nel fosso. Io ho cercato di aiutarlo. Ho aperto la sua portiera. Ma per lui, non c’era più nulla da fare».
È la figlia Federica di 17 anni, a raccontare quanto accaduto sabato notte mentre era in auto accanto al padre, Alberto Arena 52 anni, deceduto improvvisamente dopo aver accusato un malore, mentre guidava sulla tangenziale di San Matteo della Decima. Una morte che ha gettato tutta la famiglia Arena - la moglie Michela Migliari, Federica e l’altra figlia Sara di 12 anni - nel dolore e nello sconforto più profondo. È a casa, nel suo appartamento di via Einstein 5 a Cento, che Federica assieme alla mamma Michela, racconta: «Erano le 2.45 e stavamo tornando a casa. All’improvviso, mentre era al volante, papà si è sentito male. Credo se ne sia accorto perché ha rallentato facendo lentamente uscire di strada l’auto. Si è fermata nel fosso, ma è rimasta intatta. Ho sentito che respirava male. Io, non mi sono fatta nulla. Sono uscita dall’auto e ho cercato di aiutarlo. Si sono fermate anche alcune persone, che hanno chiamato il 118».
Sul luogo sono intervenute le ambulanze del 118 e i carabinieri. Ma per l’uomo, soccorso dai sanitari, non c’era più nulla da fare. Gettata nello sconforto, un’intera famiglia, il padre di Alberto Arena, il fratello, tutti i parenti e gli amici. «Una vera disgrazia. Cerchiamo di farci forza, ma quanto accaduto ci ha distrutti – riferisce la moglie -. Alberto era una persona molto conosciuta e stimata. Una persona buona, di cuore e socievole. Ovunque andassimo, trovava sempre qualcuno che conosceva da salutare. Un dolore dopo l’altro, visto che un mese fa è morta all’improvviso anche sua mamma Gisella». L’uomo, 52 anni «da sempre centese», lavorava come meccanico, da dipendente, in un’officina di San Giorgio di Piano. A ricordarlo, anche una cara amica di famiglia: «Era un eccellente meccanico. Un uomo innamorato della sua famiglia, una persona vera, ben voluto e sempre disponibile con tutti». La moglie poi, nonostante le lacrime, continua a raccontare: «Nessuna avvisaglia nella giornata di sabato. Siamo stati a Ferrara, poi alla sera abbiamo visto un film insieme, poi verso l’una di notte, si è preparato ed è partito per andare a prendere a casa Federica da una festa. Lo faceva sempre per sua figlia. Ma questa volta, non è più tornato. È morto dentro la sua Doblò blu. E grazie a lui - conclude -, Federica sta bene». Nei prossimi giorni verranno eseguiti l’autopsia e gli accertamenti medico legali previsti per legge dopodiché verrà fissata la data dei funerali.(be.ba.)
È la figlia Federica di 17 anni, a raccontare quanto accaduto sabato notte mentre era in auto accanto al padre, Alberto Arena 52 anni, deceduto improvvisamente dopo aver accusato un malore, mentre guidava sulla tangenziale di San Matteo della Decima. Una morte che ha gettato tutta la famiglia Arena - la moglie Michela Migliari, Federica e l’altra figlia Sara di 12 anni - nel dolore e nello sconforto più profondo. È a casa, nel suo appartamento di via Einstein 5 a Cento, che Federica assieme alla mamma Michela, racconta: «Erano le 2.45 e stavamo tornando a casa. All’improvviso, mentre era al volante, papà si è sentito male. Credo se ne sia accorto perché ha rallentato facendo lentamente uscire di strada l’auto. Si è fermata nel fosso, ma è rimasta intatta. Ho sentito che respirava male. Io, non mi sono fatta nulla. Sono uscita dall’auto e ho cercato di aiutarlo. Si sono fermate anche alcune persone, che hanno chiamato il 118».
Sul luogo sono intervenute le ambulanze del 118 e i carabinieri. Ma per l’uomo, soccorso dai sanitari, non c’era più nulla da fare. Gettata nello sconforto, un’intera famiglia, il padre di Alberto Arena, il fratello, tutti i parenti e gli amici. «Una vera disgrazia. Cerchiamo di farci forza, ma quanto accaduto ci ha distrutti – riferisce la moglie -. Alberto era una persona molto conosciuta e stimata. Una persona buona, di cuore e socievole. Ovunque andassimo, trovava sempre qualcuno che conosceva da salutare. Un dolore dopo l’altro, visto che un mese fa è morta all’improvviso anche sua mamma Gisella». L’uomo, 52 anni «da sempre centese», lavorava come meccanico, da dipendente, in un’officina di San Giorgio di Piano. A ricordarlo, anche una cara amica di famiglia: «Era un eccellente meccanico. Un uomo innamorato della sua famiglia, una persona vera, ben voluto e sempre disponibile con tutti». La moglie poi, nonostante le lacrime, continua a raccontare: «Nessuna avvisaglia nella giornata di sabato. Siamo stati a Ferrara, poi alla sera abbiamo visto un film insieme, poi verso l’una di notte, si è preparato ed è partito per andare a prendere a casa Federica da una festa. Lo faceva sempre per sua figlia. Ma questa volta, non è più tornato. È morto dentro la sua Doblò blu. E grazie a lui - conclude -, Federica sta bene». Nei prossimi giorni verranno eseguiti l’autopsia e gli accertamenti medico legali previsti per legge dopodiché verrà fissata la data dei funerali.(be.ba.)
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