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Ferrara

DELITTO DI VALENCIA

Omicidio Cenci, finalmente l'estradizione a due mesi dall’omicidio

di Daniele Predieri
Gli inquirenti ferraresi che indagano sull'omicidio
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Gli inquirenti ferraresi che indagano sull'omicidio

 Giustizia lenta e macchinosa: solo adesso parola ai giudici, udienza il 15 settembre per decidere la sede del processo: la Spagna o Ferrara. Scaduto l’arresto spagnolo, Guidarelli resta in cella per la cattura della procura cittadina

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FERRARA. Finalmente si decide sulla estradizione di Eder Guidarelli per l’omicidio di Marcello Cenci. Si decide in zona Cesarini, ossia proprio all’ultimo momento, perchè proprio oggi, 5 settembre, sono scaduti i termini della custodia cautelare di convalida del Mandato arresto europeo spagnolo per Guidarelli, visto soprattutto che ieri la Corte d’appello di Genova, intervenuta due mesi fa per validare la sua cattura, ieri è stata costretta proceduralmente ad annullarne l’arresto (scaduto) e formalmente scarceralo: il ragazzo accusato di aver ucciso l’ex amico, dunque, sarebbe già libero. Lo sarebbe se procura e tribunale di Ferrara non avessero - con atti che oggi sono stati più che lungimiranti - già presentato un ordine di custodia nei suoi confronti per omicidio aggravato e premeditato.

Pertanto, Guidarelli resta in carcere ad Imperia, in attesa che la litis pendentia internazionale innescata (si deve decidere chi farà il processo, Spagna o Italia) verrà valutata all’udienza che la Corte d’appello di Genova ha fissato al 15 settembre prossimo. Dati tecnici per sottolineare il caos e soprattutto i tempi tecnici della giustizia, lenti, e procedure macchinose. Si pensi, addirittura, che i documenti spagnoli d’accusa su Guidarelli che furono redatti il 2 luglio scorso, giorno dell’omicidio di Marcello Cenci a Valencia, e che debbono servire ai giudici per valutare chi debba giudicare l’omicidio, sono stati trasmessi quasi 2 mesi dai fatti, soltanto il 30 agosto scorso a Genova.

Sullo sfondo resta sempre la drammaticità di un fatto che ha choccato l’intera città e spaccato la comunità di Pontelagoscuro, dove i due ragazzi, Guidarelli e Cenci, hanno vissuto, sono cresciuti e dove in parte si erano consumati le aggressioni di Guidarelli su Cenci. Una escalation senza precedenti che, come si ricorda, dopo tra aggressioni avvenute dall’estate fino al dicembre 2016 (una di queste a Valencia), avevano portato i magistrati ad emettere un divieto di avvicinamento per Guidarelli su Cenci, per il reato di stalking.

Che Guidarelli ha rispettato solo per 7 mesi: poi con una «lucida determinazione», dicono gli atti giudiziari, Guidarelli nel fine settimana dei primi di luglio ha programmato l’omicidio: partendo in auto da Ferrara e arrivando fino a Valencia dove Cenci abitava. Lo attese di notte sotto casa e l’ha ucciso, strangolandolo nell’androne. Poi la fuga non fuga, il ritorno a Ferrara con il cellulare di Cenci in auto, la camicia che indossava mentre uccideva l’ex amico, e infine il suo arresto a Ventimiglia, dopo una trattativa telefonica consegnandosi di fatto ai carabinieri di Ferrara che lo attendevano.

Era il 2 luglio, pochi giorni dopo (il 5) si presentò per negare all’estradizione e venne emessa la custodia in carcere, annullata ieri. Ora finalmente la giustizia deciderà.
 

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