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Il comitato anti calotte si allarga: da Poggio all’intera provincia

Il comitato anti calotte si allarga: da Poggio all’intera provincia

Si estende l’area servita con il sistema delle calotte, cresce il comitato spontaneo “per la riduzione delle tariffe dei rifiuti” che ha fatto del no ai cassonetti con il maniglione una sorta di...

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Si estende l’area servita con il sistema delle calotte, cresce il comitato spontaneo “per la riduzione delle tariffe dei rifiuti” che ha fatto del no ai cassonetti con il maniglione una sorta di marchio di fabbrica. L’associazione nata a Poggio un paio di anni fa è pronta ad aprirsi al territorio, accogliendo amministratori e semplici cittadini dall’intera provincia di Ferrara. «Esponenti delle minoranze, ma anche di qualche maggioranza comunale - precisa il portavoce Vittorino Navarra - Non ci interessa la provenienza politica, ma l’impegno civico a promuovere sistemi di raccolta più semplici e che pesino meno sui conti delle famiglie e delle aziende». Ed è proprio sull’aspetto dei costi, che il comitato ha mosso i primi passi. «Ci dicevano che le tariffe applicate in bolletta erano le più basse, che i sistemi applicati venivano decisi dalla Regione – dice Navarra, ricordando i primi vagiti del comitato - Poi abbiamo trovato una tabella comparativa di Atersir che ci ha aperto gli occhi: stavamo pagando le tariffe più alte». A Poggio il comitato ha contestato l’unificazione tra Area e Cmv («perché avrebbero dovuto lasciar decidere i cittadini, e perché non hanno messo in discussione le tariffe», chiosa il portavoce), i finanziamenti dati dalle aziende dei rifiuti alle Pro Loco, l’Iva in fattura e, da ultimo, la decisione dell’allora Cmv di spalmare gli insoluti della tassa sui rifiuti tra tutte le famiglie di Poggio, anche quelle che avevano sempre pagato. Tema spinoso, quest’ultimo, che il comitato affronta forte della lettura normativa secondo cui prima di chiamare in causa gli altri cittadini, l’azienda dovrebbe provare a percorrere tutte le strade possibili per incassare gli arretrati dalle famiglie morose.

Sulle questioni dei rifiuti, a Poggio, il comitato ha tentato anche la strada referendaria, con un quesito consultivo, prima e poi con la raccolta firme per arrivare a votare sull’abrogazione del progetto di fusione tra Cmv e Area, la misurazione volumetrica tramite calotta, l'istituzione della tariffa rifiuti e la misurazione puntuale. Referendum che non sono stati accettati. «Ci hanno cambiato le carte in tavola, ma non ci arrendiamo», chiosa Navarra che dall’amministrazione comunale su cui punta il dito è stato anche denunciato. E che ora guarda oltre i confini comunali.

I nuovi ingressi nel comitato saranno ufficializzati nella seconda metà del mese. Porte aperte agli utenti dei comuni serviti da Clara, ma anche ad Argenta e Ferrara. «Abbassare le tariffe è possibile, ci sono aziende che prospettano servizi migliori a costi più contenuti. Occorre sensibilizzare le amministrazioni».

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