e l’assessore Merli INVITA AL CONFRONTO
In procura la denuncia contro l’odio al Pd
Dopo le parole, i fatti. Dopo la denuncia per una «escalation di odio» sulla pagina Facebook del Pd di Ferrara, che va «oltre legittimo dissenso politico» aveva spiegato il segretario Luigi Vitellio,...
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Dopo le parole, i fatti. Dopo la denuncia per una «escalation di odio» sulla pagina Facebook del Pd di Ferrara, che va «oltre legittimo dissenso politico» aveva spiegato il segretario Luigi Vitellio, ecco pronta la querela, per diffamazione e ingiurie. Del resto Vitellio stesso lo aveva anticipato, di aver dato mandato ad un legale per verificare i possibili reati, e dopo la stesura formale delle ipotesi, la denuncia sarà depositata in procura. Che dovrà compiere le proprie valutazioni e delegare le indagini alla polizia postale per individuare “chi ha fatto cosa”, chi alla tastiera ha scritto nei vari profili, messaggi di insulto in cui si augurava di tutto, persino la morte. «Non possiamo e non vogliamo più tollerare questa escalation di odio perché essa investe non solo i partiti ma le comunità. C'è un limite a tutto»: alle parole di Vitellio, ieri con una angolazione opposta, ha risposto il consigliere Francesco Rendine di Gol che ha ricordato a Vitellio di essere stato apostrofato, in modo gratuito, in consiglio comunale come «xenofobo e razzista» dall’assessore Corazzari: «Perchè nessuno del Pd ha ripreso l’assessore che mi offendeva?» si chiede oggi Rendine.
Un confronto sulle parole usate in questi giorni e l’escalation di odio che vede l’intervento anche dell’assessore Simone Merli che ha invita al confronto e ricorda di aver avuto «negli anni avversari politici ostici, duri», in dibattiti duri, durissimi, con «notti insonni, preoccupazioni e dubbi sulle proprie convinzioni». «Mai però ci si è delegittimati, offesi (a volte forse sì ma con scuse immediate)».
Oggi, invece. Invece, «io quella che leggo oggi - continua Merli in suo post su Facebook - l'augurio diffuso in rete (e non solo) di "morir di cancro" (in dialetto, e in lingua comune inviterei coloro che augurano tale male a parlare con chi da paziente o parente ha dovuto lottare in questo dramma), di "essere travolti da un uragano", di "scomparire dalla terra", non l'avevo mai sentita e provata, ne' tantomeno, mai e poi mai, sperata, praticata o augurata a chiunque avessi davanti: ne' allora, ne' ora, ne' mai».
«L'odio non ha mai portato a migliorare le cose, mai. E tengo viva al momento, una flebile speranza, perché altrimenti chi è come me fatica ad andare avanti: che sia un tempo che duri poco ma che presto si riprenda a considerarsi quel siamo: persone, persone, persone».
Un confronto sulle parole usate in questi giorni e l’escalation di odio che vede l’intervento anche dell’assessore Simone Merli che ha invita al confronto e ricorda di aver avuto «negli anni avversari politici ostici, duri», in dibattiti duri, durissimi, con «notti insonni, preoccupazioni e dubbi sulle proprie convinzioni». «Mai però ci si è delegittimati, offesi (a volte forse sì ma con scuse immediate)».
Oggi, invece. Invece, «io quella che leggo oggi - continua Merli in suo post su Facebook - l'augurio diffuso in rete (e non solo) di "morir di cancro" (in dialetto, e in lingua comune inviterei coloro che augurano tale male a parlare con chi da paziente o parente ha dovuto lottare in questo dramma), di "essere travolti da un uragano", di "scomparire dalla terra", non l'avevo mai sentita e provata, ne' tantomeno, mai e poi mai, sperata, praticata o augurata a chiunque avessi davanti: ne' allora, ne' ora, ne' mai».
«L'odio non ha mai portato a migliorare le cose, mai. E tengo viva al momento, una flebile speranza, perché altrimenti chi è come me fatica ad andare avanti: che sia un tempo che duri poco ma che presto si riprenda a considerarsi quel siamo: persone, persone, persone».
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