La “Run for time” contro l’atassia
Venerdì pomeriggio a Porotto la camminata non competitiva per aiutare i malati
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Correre per sostenere la ricerca e dare tempo ai malati di atassia – una malattia degenerativa che toglie invece il tempo del movimento e della vita.
Su questo principio si basa Run for time, la camminata motoria non competitiva che si svolgerà l’8 settembre dalle 18.30 a Porotto (l'ente patrocinante è l'Azienda Usl di Ferrara).
Organizzata per il secondo anno dalle associazioni Aisa Ferrara onlus (Associazioni Italiane Sindromi Atassiche) e Acaref (che si occupa invece di sostenere la ricerca) è sostenuta dalle polisportive Asd Doro, X Martiri, Camminatori senza confini Ferrara, Motoclub Estense, Porottoinsieme, con il patrocinio anche del Comune di Ferrara e di Uisp.
Tutti potranno partecipare alla manifestazione, camminando, correndo, a passo di marcia, con i bastoncini, dopo essersi iscritti presso il campo sportivo di Porotto a cominciare dalle 17, pagando 3 euro che saranno interamente devoluti ad Aisa. Il percorso sarà di 6,5 km e si snoderà nella campagna ferrarese, sulle strade di Porotto e sulla pista ciclabile che costeggia Burana ; durante il percorso ci saranno due punti ristoro. A tutti i partecipanti, un omaggio in prodotti del territorio ed un buono sconto di 2 euro per cenare presso la festa Porottoinsieme la sera stessa o successivamente; ai primi tre gruppi con il maggior numero di iscritti andrà un premio speciale.
«Mi è capitato di discutere sulla validità del sostegno che diamo alle manifestazioni sportive – ha sottolineato l’assessore Simone Merli – . Sono consapevole che nello sport vi siano anche episodi negativi ma in Run for time ci sono solo positività, in quanto si è attivata un’intera comunità per raggiungere un obiettivo importante che, oltre alla ricerca, dimostra sensibilità ed attenzione a chi vive questi drammi spesso in solitudine».
Giampietro Domenicali presidente di Acaref in collaborazione con l’Università di Ferrara, sta sostenendo un ricercatore con una borsa di studio perché finalmente si possa arrivare ad un farmaco che almeno blocchi la malattia. «A Ferrara sono circa 30 i pazienti che noi conosciamo, ma probabilmente ce ne sono altri perché dopo la diagnosi, non c’è una cura; noi vogliamo procedere ad un elenco nazionale anche di malati di Sla ma non è molto semplice».
L’Usl non abbandona questi malati ed ha all’attivo una serie di servizi di sostegno anche se, come ha dichiarato la dirigente Chiara Benvenuti, il ruolo dell’Azienda sanitaria è più esterno rispetto a quello svolto dalle associazioni.
Margherita Goberti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Su questo principio si basa Run for time, la camminata motoria non competitiva che si svolgerà l’8 settembre dalle 18.30 a Porotto (l'ente patrocinante è l'Azienda Usl di Ferrara).
Organizzata per il secondo anno dalle associazioni Aisa Ferrara onlus (Associazioni Italiane Sindromi Atassiche) e Acaref (che si occupa invece di sostenere la ricerca) è sostenuta dalle polisportive Asd Doro, X Martiri, Camminatori senza confini Ferrara, Motoclub Estense, Porottoinsieme, con il patrocinio anche del Comune di Ferrara e di Uisp.
Tutti potranno partecipare alla manifestazione, camminando, correndo, a passo di marcia, con i bastoncini, dopo essersi iscritti presso il campo sportivo di Porotto a cominciare dalle 17, pagando 3 euro che saranno interamente devoluti ad Aisa. Il percorso sarà di 6,5 km e si snoderà nella campagna ferrarese, sulle strade di Porotto e sulla pista ciclabile che costeggia Burana ; durante il percorso ci saranno due punti ristoro. A tutti i partecipanti, un omaggio in prodotti del territorio ed un buono sconto di 2 euro per cenare presso la festa Porottoinsieme la sera stessa o successivamente; ai primi tre gruppi con il maggior numero di iscritti andrà un premio speciale.
«Mi è capitato di discutere sulla validità del sostegno che diamo alle manifestazioni sportive – ha sottolineato l’assessore Simone Merli – . Sono consapevole che nello sport vi siano anche episodi negativi ma in Run for time ci sono solo positività, in quanto si è attivata un’intera comunità per raggiungere un obiettivo importante che, oltre alla ricerca, dimostra sensibilità ed attenzione a chi vive questi drammi spesso in solitudine».
Giampietro Domenicali presidente di Acaref in collaborazione con l’Università di Ferrara, sta sostenendo un ricercatore con una borsa di studio perché finalmente si possa arrivare ad un farmaco che almeno blocchi la malattia. «A Ferrara sono circa 30 i pazienti che noi conosciamo, ma probabilmente ce ne sono altri perché dopo la diagnosi, non c’è una cura; noi vogliamo procedere ad un elenco nazionale anche di malati di Sla ma non è molto semplice».
L’Usl non abbandona questi malati ed ha all’attivo una serie di servizi di sostegno anche se, come ha dichiarato la dirigente Chiara Benvenuti, il ruolo dell’Azienda sanitaria è più esterno rispetto a quello svolto dalle associazioni.
Margherita Goberti
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