Test Medicina al via aule piene e dissensi
di Marcello Pulidori
Molti i contrari al numero chiuso: «Penalizza noi studenti»
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In 729 per cercare di entrare nella cerchia degli eletti: 175. Basterebbero i numeri per delineare il test di ammissione a Medicina che si è svolto ieri mattina. Ad obbligare a questa severa selezione è la legge sul “numero chiuso”, l’argomento che ha tenuto banco per l’intera giornata e che promette di farlo anche nelle prossime, tanta è la rabbia mostrata ieri dalla maggioranza degli studenti contro, appunto, il numero chiuso (detto anche numero programmato). Quasi tutti concordi, gli studenti incontrati ieri al Mammut di Via Luigi Borsari. Ma non sono mancate le voci fuori dal coro di coloro che, come Valentina Vecchioni, non ha avuto un tentennamento: «Io sono favorevole al numero chiuso - dice - , una selezione va fatta». Ma Valentina è in netta minoranza, per quanto può contare. Una protesta complessivamente silenziosa, aule prese d’assalto, appelli. Qualche studente è già al secondo (o terzo) tentativo. Il test per entrare nei 175 che diventeranno matricole di Medicina non è semplice. Per nulla. Logica, biologia, chimica, matematica e fisica, più le prove di cultura generale. Aleggia una certa insofferenza alla logica. «Il numero chiuso? No, penalizza tutti noi studenti - non ha dubbi Jacopo Tellarin - è molto limitante, anche se francamente ho pure dei dubbi». «No, no - sbotta lì vicino Achrat Ziate - , il numero chiuso è penalizzante». «Io non sono convinta che questa regola/legge del numero chiuso sia utile - interviene poi Sharazed Zouari - ; sì, certo, il numero chiuso è limitante, ma anche vero che una scrematura si può ottenere durante il corso di studi con altri metodi. Parliamo di 6 anni, più 4 di specializzazione». Un no secco a questo (talvolta) famigerato numero chiuso arriva da Elisa Accorsi. Stessa idea ha Eleonora Darcante: «In Francia - sottolinea - l’iscrizione al primo anno è automatica, ma c’è un test al secondo». Non manca, tra gli studenti, chi fa critiche agli stessi test: «Secondo me - dice difatti Veronica Meotti - le domande dei test dovrebbero essere formulate diversamente. Come? Cercando di venire più incontro agli studenti, spesso infatti si tratta di domande di livello universitario». «Sono favorevole alla selezione - sono invece le parole di Elena Tonetto - ma il test andrebbe rivisto. L’alternativa? Potrebbe essere quella di sostituire il numero chiuso con l’obbligo di sostenere un tot di esami riportando una media alta». Comunque, per tutti, valga una considerazione di ordine generale: quelli incontrati ieri hanno dato la netta impressione di essere tutti studenti quantomeno volonterosi. Entrando nello specifico del test di ieri mattina, erano 60 le domande cui rispondere (risposta multipla): 20 quesiti di ragionamento logico, 18 di biologia, 12 di chimica, 8 di fisica e matematica, 2 di cultura generale. Per svolgere il test i candidati hanno avuto a disposizione 100 minuti (o per dirla in un altro modo, 1 ora e 40 minuti). Ogni risposta giusta vale 1,5 punti, ogni risposta sbagliata ne vale 0,4 in meno, mentre i quesiti lasciati in bianco vengono conteggiati zero: quindi, se a qualcuno sarà capitato di brancolare nel buio, meglio non aver tentato la sorte giocando, per usare un termine calcistico, per lo 0-0. Va aggiunto che il numero programmato (sinonimo di numero chiuso) a Medicina è stato introdotto a livello nazionale con la legge 264 del 1999 dall’allora ministro Ortensio Zecchino. Ma mentre i posti a disposizione, calcolati in base al fabbisogno segnalato dalle Regioni, continuano a scendere (9.340 contro i 10.161 dell’anno scorso), il numero di aspiranti dottori continua ad aumentare (quest’anno c’è stato un vero e proprio boom: le domande presentate sono state 66.907, contro le 62.694 del 2016).
Infine, uno sguardo ai dati nazionali, dati che fanno riflettere. Già detto poco sopra delle circa 67 mila aspiranti matricole che si stanno contendendo i 10.008 posti messi a disposizione dal ministero (9.100 per Medicina, 908 per Odontoiatria), per partecipare all'appuntamento indispensabile per chi vuole arrivare al gran giorno ed al celeberrimo giuramento di Ippocrate, serve comunque grande tenacia. Una passione vera (vista ieri negli occhi di molti degli studenti intervistati) che, già da questo test di ammissione, è (tra l’altro) costata diversi euro agli aspiranti medici (vedi pezzo in alto).
Una ultima, importantissima annotazione: pubblicazione dei risultati e delle graduatorie fissata per il 20 settembre.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Infine, uno sguardo ai dati nazionali, dati che fanno riflettere. Già detto poco sopra delle circa 67 mila aspiranti matricole che si stanno contendendo i 10.008 posti messi a disposizione dal ministero (9.100 per Medicina, 908 per Odontoiatria), per partecipare all'appuntamento indispensabile per chi vuole arrivare al gran giorno ed al celeberrimo giuramento di Ippocrate, serve comunque grande tenacia. Una passione vera (vista ieri negli occhi di molti degli studenti intervistati) che, già da questo test di ammissione, è (tra l’altro) costata diversi euro agli aspiranti medici (vedi pezzo in alto).
Una ultima, importantissima annotazione: pubblicazione dei risultati e delle graduatorie fissata per il 20 settembre.
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