Via Bologna ancora “invasa”
Sacchi ai piedi dei cassonetti grigi. Hera: sì a servizi mirati ma adattatevi alle regole
3 MINUTI DI LETTURA
Anche ieri, dopo il passaggio notturno dei mezzi Hera, sono di nuovo comparsi i sacchetti di rifiuti indifferenziati a fianco dei cassonetti grigi. Strapieni quelli a conferimento libero, con la consueta apertura a pedale; molto meno i contenitori a calotta con apertura a tessera, che stanno man mano sostituendo tutti gli altri. Da qualche giorno va avanti così, nel maxi-quartiere che dovrà portare a regime il nuovo sistema di raccolta dopo la sperimentazione invernale di Pontelagoscuro, e certo non è un buon viatico per una transizione già definita epocale. Entro l’anno infatti l’intera città passerà alla raccolta “pesata” dell’indifferenziato, con l’intento di trasformare la tariffa in incentivo per aumentare la raccolta differenziata, e disincentivare invece i conferimenti “grigi”. Se i ferraresi, in questo caso di via Bologna, si comportano così oggi che non ci sono penalizzazioni, cosa succederà domani, quando dovranno pure pagare per l’uso dei cassonetti grigi al di sopra della soglia di gratuità?
Le certezze di Hera
La multiutility sta monitorando giorno per giorno la situazione di via Bologna, e qualche spiegazione-rassicurazione la fornisce. «Anzitutto - dice Sandro Berghi, responsabile servizi ambientali del distretto di Ferrara - va sottolineato che tutti gli utenti hanno ricevuto a casa una lettera di convocazione per venire a ritirare la Carta Smeraldo, e in proposito sono state effettuate specifiche serate informative in quartiere. Era agosto? Sì, ma lo sportello alla Rivana è rimasto aperto per un mese, anche se non siamo in grado di stimare quanti utenti hanno materialmente ritirato la carta. Anche per questo motivo abbiamo scelto, in questa prima fase, di consentire l’apertura anche dei nuovi cassonetti con un semplice bottone, senza cioè la necessità d’impiegare la carta». Forse quest’ultima informazione non è circolata a sufficienza, e può essere una parziale spiegazione all’impatto traumatico della novità. «Contiamo che anche gli utenti di via Bologna si abituino piano piano alle nuove dimensioni dei sacchetti dell’indifferenziato - aggiunge Berghi - Se le prime volte chi arriva al cassonetto con il consueto sacco grande, che non ci passa nelle aperture a calotta, resta sorpreso dalla novità e magari lo lascia lì, in seguito ci auguriamo si presenti con i sacchetti piccoli».
Bar e ristoranti
Diversi sacchi abbandonati appartengono a bar e ristoranti, che non godono dei trattamenti particolari delle attività collocate nelle zone artigianali e si lamentano di dover smaltire grandi quantità d’indifferenziata. «È vero, lì non c’è il tutoraggio diretto e il porta a porta, se c’è qualche esigenza specifica invitiamo i titolari delle attività a contattarci - risponde il responsabile Hera - Ciò però non esime l’esercente dall’adattarsi alle regole, non si può dire “ho sempre fatto un sacco grande e non voglio cambiare”. La raccolta differenziata è un obiettivo europeo e noi dobbiamo arrivare al 70%».
Disabili e pannoloni
Molti commenti negativi, soprattutto via web, sulla difficoltà per i disabili in carrozzina di arrivare alla leva di apertura della calotta. «Il problema esiste, ne siamo consapevoli, anche se non abbiamo ancora ricevuto segnalazioni dirette - ammette Berghi - Le prove fatte con disabili in carrozzina dimostrano che le calotte migliorano la situazione rispetto alle aperture a pedale, ma stiamo comunque affrontando il problema assieme al Comune. C’è disponibilità a valutare servizi mirati e specifici, vale anche nel caso di chi deve smaltire grandi quantità di pannoloni».
Scadenza: ignota
Il “momento zero” di via Bologna, quando cioè tutti i cassonetti grigi saranno messi a tessera, ancora non c’è. «Lo decideremo assieme al Comune, sarà comunque graduale e con almeno una settimana di tempo per adeguarsi» fa sapere Hera. La sostituzione dei cassonetti intanto procede spedita, mancano ormai poche isole ecologiche tra via Putinati e la ferrovia.
Stefano Ciervo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Le certezze di Hera
La multiutility sta monitorando giorno per giorno la situazione di via Bologna, e qualche spiegazione-rassicurazione la fornisce. «Anzitutto - dice Sandro Berghi, responsabile servizi ambientali del distretto di Ferrara - va sottolineato che tutti gli utenti hanno ricevuto a casa una lettera di convocazione per venire a ritirare la Carta Smeraldo, e in proposito sono state effettuate specifiche serate informative in quartiere. Era agosto? Sì, ma lo sportello alla Rivana è rimasto aperto per un mese, anche se non siamo in grado di stimare quanti utenti hanno materialmente ritirato la carta. Anche per questo motivo abbiamo scelto, in questa prima fase, di consentire l’apertura anche dei nuovi cassonetti con un semplice bottone, senza cioè la necessità d’impiegare la carta». Forse quest’ultima informazione non è circolata a sufficienza, e può essere una parziale spiegazione all’impatto traumatico della novità. «Contiamo che anche gli utenti di via Bologna si abituino piano piano alle nuove dimensioni dei sacchetti dell’indifferenziato - aggiunge Berghi - Se le prime volte chi arriva al cassonetto con il consueto sacco grande, che non ci passa nelle aperture a calotta, resta sorpreso dalla novità e magari lo lascia lì, in seguito ci auguriamo si presenti con i sacchetti piccoli».
Bar e ristoranti
Diversi sacchi abbandonati appartengono a bar e ristoranti, che non godono dei trattamenti particolari delle attività collocate nelle zone artigianali e si lamentano di dover smaltire grandi quantità d’indifferenziata. «È vero, lì non c’è il tutoraggio diretto e il porta a porta, se c’è qualche esigenza specifica invitiamo i titolari delle attività a contattarci - risponde il responsabile Hera - Ciò però non esime l’esercente dall’adattarsi alle regole, non si può dire “ho sempre fatto un sacco grande e non voglio cambiare”. La raccolta differenziata è un obiettivo europeo e noi dobbiamo arrivare al 70%».
Disabili e pannoloni
Molti commenti negativi, soprattutto via web, sulla difficoltà per i disabili in carrozzina di arrivare alla leva di apertura della calotta. «Il problema esiste, ne siamo consapevoli, anche se non abbiamo ancora ricevuto segnalazioni dirette - ammette Berghi - Le prove fatte con disabili in carrozzina dimostrano che le calotte migliorano la situazione rispetto alle aperture a pedale, ma stiamo comunque affrontando il problema assieme al Comune. C’è disponibilità a valutare servizi mirati e specifici, vale anche nel caso di chi deve smaltire grandi quantità di pannoloni».
Scadenza: ignota
Il “momento zero” di via Bologna, quando cioè tutti i cassonetti grigi saranno messi a tessera, ancora non c’è. «Lo decideremo assieme al Comune, sarà comunque graduale e con almeno una settimana di tempo per adeguarsi» fa sapere Hera. La sostituzione dei cassonetti intanto procede spedita, mancano ormai poche isole ecologiche tra via Putinati e la ferrovia.
Stefano Ciervo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
