La Nuova Ferrara

Ferrara

Addio Caffarra arcivescovo del millennio

di Gian Pietro Zerbini
Addio Caffarra arcivescovo del millennio

Il cardinale guidò Ferrara dal 1995 al 2003 È morto a Bologna a 79 anni, segnò un’epoca

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I rintocchi delle campane suonate “a morto” del campanile del Duomo di Ferrara hanno simbolicamente ricordato ieri sera alla città la morte di Carlo Caffarra. Se ne è andato improvvisamente ieri mattina a Bologna all’età di 79 anni. Originario del parmense, il cardinale, titolo che acquisì da Papa Benedetto XVI nel marzo 2006, pochi anni dopo la sua nomina ad arcivescovo di Bologna, è legato in maniera indissolubile alla storia della chiesa ferrarese, che ha retto dal 1995 al 2003 - sua prima esperienza episcopale - in un periodo particolare, proprio a cavallo del Millennio. È stato infatti l’ultimo vescovo ferrarese del Novecento e il primo del terzo millennio, traghettando la chiesa in una fase nuova sotto la spinta del papato di Karol Wojtyla. Fu proprio Giovanni Paolo II ad affidargli la diocesi di Ferrara-Comacchio, staccandolo dai numerosi incarichi accademici che aveva a Roma. È stato un grandissimo professore e uno degli intellettuali più brillanti del panorama non solo ecclesiale. Conosceva alla perfezione 4 lingue, preside e docente in numerose università, l’incarico a Ferrara venne salutato come una linfa nuova. Ordinato dal cardinal Giacomo Biffi nel duomo di Fidenza, fece il suo ingresso nella cattedrale di San Giorgio il 4 novembre 1995, giorno del suo onomastico visto che la chiesa celebra San Carlo Borromeo. Già nel suo primo approccio con i fedeli Caffarra dettò chiara la sua linea episcopale. «Il mio programma? È il vangelo di Cristo», disse subito. Oltre all’attenzione ai poveri, il vescovo gettò la base di una battaglia per la tutela della vita che lo contraddistinse anche nel periodo bolognese. «Affido alla Madonna delle Grazie - disse nell’omelia - l’innocenza di questi bambini che sono pochi in questa città, si sono spente le sorgenti della vita attraverso la nobilitazione dell’aborto e dell’eutanasia».

Durante la sua permanenza a Ferrara, Caffarra organizzò la grande missione cittadina e fece più di una visita pastorale in ogni parrocchia. Grande importanza diede ai giovani. «Mi rivolgo a voi - disse al suo arrivo - che sarete i miei figli prediletti perché più fragili e bisognosi d’amore». Dopo la sua nomina a Bologna ancora molti ricordano l’ultima messa da vescovo di Ferrara, quando nell’omelia di congedo, non mancò di redarguire la città definendola «disperata e non sazia» e con un’esortazione «a ritrovare le sue radici cristiane». Frasi che crearono anche un po’ di polemiche in città, soprattutto negli ambienti politici.

A Bologna il cardinale governò la diocesi fino al 2015, non mancando di proseguire quell’azione pastorale già avviata Ferrara e incentrata anche sui temi della famiglia e la sacralità della vita e quei valori non negoziabili. In qualità di cardinale aveva partecipato al Conclave del marzo 2013 che ha eletto Papa Francesco. Insieme ai cardinali Walter Brandmüller, Raymond Burke e Joachim Meisner (quest’ultimo già deceduto), aveva firmato i “dubia” chiedendo chiarimenti a Papa Francesco su alcuni punti dell’esortazione apostolica “Amoris laetitia”. Proprio per questa richiesta Caffarra è stato dipinto come un oppositore di Papa Francesco, ma è stato più volte lo stesso Caffarra a ribadire la sua più assoluta lealtà e obbedienza nei confronti del Pontefice. «Preferisco - disse per spiegare la vicenda - essere definito un libertino (che per Caffarra e il suo rigore morale era il massimo dell’offesa) che un antipapista». Chiarimenti avuti poi con Papa Bergoglio, che lo ha abbracciato lo scorso aprile durante la visita a Carpi. Caffarra ha servito fino in fondo la sua Chiesa e si è speso moltissimo per gli ideali cristiani.

La camera ardente per la morte del cardinale Carlo Caffarra sarà allestita nella Sala Bedetti dell'Arcivescovado a Bologna, a partire dalle 16 di oggi. La Veglia di suffragio sarà celebrata venerdì 8 settembre alle 21, in Cattedrale. L'arcivescovo di Bologna, monsignor Matteo Zuppi, suo successore, presiederà la celebrazione delle esequie sabato 9 settembre alle 11 in Cattedrale. Al termine, la salma del cardinale sarà tumulata nella cripta della Cattedrale di San Petronio.



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