Brucia magazzino della canonica
A San Biagio d’Argenta s’incendia struttura in legno. I carabinieri indagano sulle cause del rogo
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SAN BIAGIO DI ARGENTA. Un incendio doloso o la causa è un cortocircuito? Per tentare di stabilirlo, si è fatto uso anche di un sofisticato strumento utile ad individuare il punto di maggior calore, dove cioè c’è stato l’innesco che ha generato l’incendio. I dubbi, comunque, sono tanti ma l’ipotesi al vaglio anche dei carabinieri di Argenta intervenuti sul posto, è che si sia trattato di un corto circuito. L’incendio sviluppatosi ieri mattina, ha completamente distrutto una sorta di magazzino, un ripostiglio realizzato in legno sulla fiancata della canonica di San Biagio. Un incendio con fuoco vivo e tanto fumo che non si è allargato sia perchè sono intervenuti con quattro automezzi i vigili del fuoco di Portomaggiore e Ferrara, sia perchè la zona distrutta dalla fiamme e la piccola cappella adiacente, quella utilizzata per le celebrazioni invernali, erano divise da una porta in ferro.
«Erano le 10.15 circa - racconta una signora che abitata poco lontano dalla chiesa - quando ho sentito lo scoppiettio del legno che bruciava e mio marito si è subito accorto del fumo e mi ha detto di chiamare il 115. C’è voluto un po’ prima che arrivassero i pompieri(in effetti, i vigili del fuoco di Portomaggiore in quel momento si trovavano nel Mezzano a tagliare alberi caduti sulla strada;ndr) ma poi, in pochi minuti hanno spento tutto». Con l’arrivo dei pompieri sul retro della canonica, il rischio che le fiamme intaccassero tutto, ha suggerito al capoturno di far sopraggiungere sul posto l’autobotte e un altro mezzo dal comando di Ferrara. Sul posto anche i carabinieri di Argenta, gli stessi che, dopo una prima valutazione effettuata assieme ai vigili del fuoco, hanno ipotizzato il cortocircuito. L’indagine comunque è aperta e ulteriori accertamenti verranno effettuati nei prossimi giorni. «Io sono qui - dice Jarno Piani, muratore di Lavezzola, in provincia di Ravenna - perchè il parroco don Pietro, mi ha chiesto di sistemare tutto e ripulire però, anche se non sono un esperto, per me è il dispetto di qualcuno». La zona interessata è stata delimitata con del nastro bicolore dai pompieri e a causa più che altro del fumo, la chiesetta che viene utilizzata per le funzioni in inverno e che è confinante con la zona distrutta, è stata dichiarata inagibile finchè non verrà ripulita.(g.c.)
«Erano le 10.15 circa - racconta una signora che abitata poco lontano dalla chiesa - quando ho sentito lo scoppiettio del legno che bruciava e mio marito si è subito accorto del fumo e mi ha detto di chiamare il 115. C’è voluto un po’ prima che arrivassero i pompieri(in effetti, i vigili del fuoco di Portomaggiore in quel momento si trovavano nel Mezzano a tagliare alberi caduti sulla strada;ndr) ma poi, in pochi minuti hanno spento tutto». Con l’arrivo dei pompieri sul retro della canonica, il rischio che le fiamme intaccassero tutto, ha suggerito al capoturno di far sopraggiungere sul posto l’autobotte e un altro mezzo dal comando di Ferrara. Sul posto anche i carabinieri di Argenta, gli stessi che, dopo una prima valutazione effettuata assieme ai vigili del fuoco, hanno ipotizzato il cortocircuito. L’indagine comunque è aperta e ulteriori accertamenti verranno effettuati nei prossimi giorni. «Io sono qui - dice Jarno Piani, muratore di Lavezzola, in provincia di Ravenna - perchè il parroco don Pietro, mi ha chiesto di sistemare tutto e ripulire però, anche se non sono un esperto, per me è il dispetto di qualcuno». La zona interessata è stata delimitata con del nastro bicolore dai pompieri e a causa più che altro del fumo, la chiesetta che viene utilizzata per le funzioni in inverno e che è confinante con la zona distrutta, è stata dichiarata inagibile finchè non verrà ripulita.(g.c.)
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