Il tetto è a rischio crollo La chiesa resta inagibile
Mesola, più seri del previsto i danni causati dal maltempo delle settimane scorse Sono 150 le richieste di risarcimento presentate dai privati. Altre in arrivo
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MESOLA. Superata l’emergenza maltempo, il sindaco di Mesola Gian Michele Padovani continua la conta dei danni, che sono ingenti. La chiesa di Massenzatica resta inagibile, «dopo che le forti raffiche di vento avevano scoperchiato il tetto - rileva il sindaco Gianni Michele Padovani -; il tetto si è riempito d’acqua ed è a rischio crollo».
In attesa dei lavori di ripristino dell’edificio religioso, «le celebrazioni liturgiche si sono spostate nella vicina chiesa antica - dichiara don Marco Polmonari, vicario di zona. I lavori per rendere nuovamente agibile la chiesa sono seguiti dalla Curia, ma è prematuro stabilire quali siano le tempistiche». In pochi giorni anche l’ambulatorio medico di Monticelli è stato rimesso in sicurezza, grazie ad una manutenzione straordinaria eseguita dal Comune, dopo che alcuni alberi si erano pericolosamente piegati sul tetto. La fase di emergenza è stata fronteggiata attingendo 15mila euro dal fondo di riserva, ma dopo il sopralluogo compiuto a ridosso del ferragosto dall’assessore regionale Patrizio Bianchi, è atteso il riscontro sul riconoscimento dello stato di calamità. Sono circa 150 le segnalazioni presentate da privati con richieste di risarcimento danni, ad esempio per recinzioni danneggiate dalla caduta di alberi, per tetti scoperchiati, camini caduti, ma ingenti sono anche i danni inferti al patrimonio arboreo pubblico. «Mi sono confrontato in questi giorni con la collega di Codigoro Zanardi - spiega Padovani -, perché entrambi i Comuni sono stati duramente colpiti dall’evento atmosferico del 10 agosto scorso e si sta ragionando intorno un’operazione congiunta di abbattimento e recupero delle alberature pericolanti a spese contenute». Nella pineta del Fondo, tra Bosco Mesola, numerose sono le piante abbattute dalle forti raffiche del vento, «ma vorremmo ripiantare nuovi alberi, ricorrendo a piante autoctone - precisa il sindaco di Mesola -, come lecci e querce, che non creano problemi». È in corso inoltre uno studio di fattibilità per individuare gli alberi pericolanti che necessitano di essere abbattuti, ad esempio per la presenza di radici sollevate dal piano stradale che potrebbero cadere in occasione di un nuovo evento atmosferico di portata eccezionale. Per informazioni o per la consegna di segnalazioni ulteriori in merito al risarcimento danni, «la raccolta delle richieste dei cittadini è terminata il 24 agosto scorso - conclude Padovani -, ma le consideriamo anche dopo». A questo proposito è necessario fare riferimento all'indirizzo di posta elettronica sportellounico@comune.mesola.fe.it, allegando foto e descrivendo dettagliatamente i danni subiti.
Katia Romagnoli
In attesa dei lavori di ripristino dell’edificio religioso, «le celebrazioni liturgiche si sono spostate nella vicina chiesa antica - dichiara don Marco Polmonari, vicario di zona. I lavori per rendere nuovamente agibile la chiesa sono seguiti dalla Curia, ma è prematuro stabilire quali siano le tempistiche». In pochi giorni anche l’ambulatorio medico di Monticelli è stato rimesso in sicurezza, grazie ad una manutenzione straordinaria eseguita dal Comune, dopo che alcuni alberi si erano pericolosamente piegati sul tetto. La fase di emergenza è stata fronteggiata attingendo 15mila euro dal fondo di riserva, ma dopo il sopralluogo compiuto a ridosso del ferragosto dall’assessore regionale Patrizio Bianchi, è atteso il riscontro sul riconoscimento dello stato di calamità. Sono circa 150 le segnalazioni presentate da privati con richieste di risarcimento danni, ad esempio per recinzioni danneggiate dalla caduta di alberi, per tetti scoperchiati, camini caduti, ma ingenti sono anche i danni inferti al patrimonio arboreo pubblico. «Mi sono confrontato in questi giorni con la collega di Codigoro Zanardi - spiega Padovani -, perché entrambi i Comuni sono stati duramente colpiti dall’evento atmosferico del 10 agosto scorso e si sta ragionando intorno un’operazione congiunta di abbattimento e recupero delle alberature pericolanti a spese contenute». Nella pineta del Fondo, tra Bosco Mesola, numerose sono le piante abbattute dalle forti raffiche del vento, «ma vorremmo ripiantare nuovi alberi, ricorrendo a piante autoctone - precisa il sindaco di Mesola -, come lecci e querce, che non creano problemi». È in corso inoltre uno studio di fattibilità per individuare gli alberi pericolanti che necessitano di essere abbattuti, ad esempio per la presenza di radici sollevate dal piano stradale che potrebbero cadere in occasione di un nuovo evento atmosferico di portata eccezionale. Per informazioni o per la consegna di segnalazioni ulteriori in merito al risarcimento danni, «la raccolta delle richieste dei cittadini è terminata il 24 agosto scorso - conclude Padovani -, ma le consideriamo anche dopo». A questo proposito è necessario fare riferimento all'indirizzo di posta elettronica sportellounico@comune.mesola.fe.it, allegando foto e descrivendo dettagliatamente i danni subiti.
Katia Romagnoli
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