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Negri: umile e grande. Turazzi: fedele al Papa
«Ci conoscevamo da 50 anni, dichiara monsignor Luigi Negri, arcivescovo emerito di Ferrara-Comacchio – da quando io ero studente alla Cattolica e lui era mio insegnante di Teologia morale. Il...
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«Ci conoscevamo da 50 anni, dichiara monsignor Luigi Negri, arcivescovo emerito di Ferrara-Comacchio – da quando io ero studente alla Cattolica e lui era mio insegnante di Teologia morale. Il cardinale Caffarra è stato una personalità ecclesiale gigantesca, umile e grande. Umile per la sua totale adesione a Cristo, alla sua Chiesa e al magister e grande perché ha operato in questo senso nella Chiesa fino all’ultimo istante di vita. Speriamo che anche dal cielo continui a proteggere la sua Chiesa».
L’ultima volta che monsignor Caffarra aveva concelebrato nel duomo di Ferrara è stato il 25 gennaio 2014, giorno dell’ordinazione episcopale di monsignor Andrea Turazzi. Ed è proprio il vescovo di San Marino-Montefeltro, raggiunto telefonicamente mentre era in partenza per un pellegrinaggio diocesano per Fatima in Portogallo a ricordare uno dei suoi vescovo più amati. «Gli sono grato per tanti motivi, a cominciare proprio dagli ultimi mesi da vescovo quando mi ha aiutato a preparare i corsi di aggiornamento per i miei sacerdoti, con lui c’era un forte legame spirituale e anche di recente lo sono andato a trovare in montagna a Campolongo. Era il professore per antonomasia. Ricordo che mi affidò l’incarico di presidente del Giubileo nel 2000. Non ci sono ombre sulla sua fedeltà al Papa».
Monsignor Renzo Benati è stato per 8 anni il segretario particolare di Caffarra durante la sua permanenza a Ferrara. «È una notizia che mi addolora molto - dice - abbiamo vissuto otto anni molto intensi. Ho un bellissimo ricordo dell’arcivescovo, persona di grande preghiera e umiltà, professore che si è dedicato al ministero. Era inflessibile negli orari e il martedì si ritagliava una giornata per studiare e preparare le sue lezioni».
«Eravamo entrati in sintonia - dichiara l’architetto Carlo Bassi - durante i nostri incontri l’ho sempre trovato molto affabile, una persona di grande cultura».
«La scomparsa del cardinale Carlo Caffarra, arcivescovo emerito di Bologna - dice il presidente della Regione, Stefano Bonaccini - è una grave perdita per la comunità regionale. Con lui viene a mancare non solo un fine teologo, uno studioso che ha dedicato la sua vita a temi sensibili per la vita della collettività, ma anche un uomo generoso che in silenzio, com’era nel suo stile, si era occupato dei poveri della città».
«Con la morte di Caffarra - dice Alan Fabbri capogruppo della Lega Nord in consiglio regionale - viene a mancare un punto di riferimento importante per tanti fedeli e sacerdoti che sono alla ricerca delle radici più profonde del cattolicesimo, in un momento in cui la Chiesa sembra a volte allontanarsi troppo dalla propria tradizione».
L’ultima volta che monsignor Caffarra aveva concelebrato nel duomo di Ferrara è stato il 25 gennaio 2014, giorno dell’ordinazione episcopale di monsignor Andrea Turazzi. Ed è proprio il vescovo di San Marino-Montefeltro, raggiunto telefonicamente mentre era in partenza per un pellegrinaggio diocesano per Fatima in Portogallo a ricordare uno dei suoi vescovo più amati. «Gli sono grato per tanti motivi, a cominciare proprio dagli ultimi mesi da vescovo quando mi ha aiutato a preparare i corsi di aggiornamento per i miei sacerdoti, con lui c’era un forte legame spirituale e anche di recente lo sono andato a trovare in montagna a Campolongo. Era il professore per antonomasia. Ricordo che mi affidò l’incarico di presidente del Giubileo nel 2000. Non ci sono ombre sulla sua fedeltà al Papa».
Monsignor Renzo Benati è stato per 8 anni il segretario particolare di Caffarra durante la sua permanenza a Ferrara. «È una notizia che mi addolora molto - dice - abbiamo vissuto otto anni molto intensi. Ho un bellissimo ricordo dell’arcivescovo, persona di grande preghiera e umiltà, professore che si è dedicato al ministero. Era inflessibile negli orari e il martedì si ritagliava una giornata per studiare e preparare le sue lezioni».
«Eravamo entrati in sintonia - dichiara l’architetto Carlo Bassi - durante i nostri incontri l’ho sempre trovato molto affabile, una persona di grande cultura».
«La scomparsa del cardinale Carlo Caffarra, arcivescovo emerito di Bologna - dice il presidente della Regione, Stefano Bonaccini - è una grave perdita per la comunità regionale. Con lui viene a mancare non solo un fine teologo, uno studioso che ha dedicato la sua vita a temi sensibili per la vita della collettività, ma anche un uomo generoso che in silenzio, com’era nel suo stile, si era occupato dei poveri della città».
«Con la morte di Caffarra - dice Alan Fabbri capogruppo della Lega Nord in consiglio regionale - viene a mancare un punto di riferimento importante per tanti fedeli e sacerdoti che sono alla ricerca delle radici più profonde del cattolicesimo, in un momento in cui la Chiesa sembra a volte allontanarsi troppo dalla propria tradizione».
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