Cattivo odore, cittadini in ansia
Disagi per la concimazione dei campi a Sant’Agostino. Gli agronomi: niente rischi se tutto a norma
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SANT’AGOSTINO. Da qualche giorno gli abitanti di Sant’Agostino e San Carlo, sentono un cattivissimo odore nell’aria, dovuto alla concimazione dei terreni agricoli. Odore che spesso si avverte in questo periodo dell’anno, ma che mai come in questi giorni è parso così forte e fastidioso. Al punto da creare preoccupazione nelle due comunità.
«L’odore è terribile, – afferma Jessica Trevisani, barista della “Nuova Caffetteria” di Sant’Agostino – ad inizio settimana qui al bar siamo stati sempre all’interno del locale, perché all’esterno l’aria non era proprio sopportabile. È un odore talmente forte che fa venire la nausea. Non sembrava la solita puzza di letame».
E sono parecchie le persone della zona che hanno dovuto fare i conti con il fenomeno, come ribadisce Alessia Consolo, ha affermato di «aver sentito un odore fortissimo, quasi irrespirabile».
La preoccupazione generale, manifestata dai cittadini, non deriva solo dal non riuscire a sopportare l’odore cattivo, quanto al dubbio sulla salubrità dell’aria che respirano. Coinvolto nella vicenda anche il Comune Terre del Reno, a cui si sono rivolte le persone per chiedere rassicurazioni: «Stiamo eseguendo tutti i controlli - spiega il sindaco Roberto Lodi - per assicurarci che i concimi usati siano a norma». E sarebbe proprio il diverso tipo di concime utilizzato, il digestato di biomasse a determinare il problema, come spiegano due agronomi santagostinesi, , Riccardo Baroni e Stefano Gazzotti.
«Solitamente si tratta di digestato di biomasse vegetali, ovvero mais fermentato, rifiuti di aziende alimentari – spiega Baroni – fermentati, come bucce di patate, pelatura di frutta, lavature di macchinari utilizzati nella lavorazione di questi. Si sente cattivo odore perché stiamo parlando sostanzialmente di scarti alimentari che fermentano e marciscono. Ecco perché non sembra il solito odore di letame degli anni passati: non è letame. Chi sparge questi prodotti ha 48 ore per scaricare e coprire questi “fanghi”. Per quanto riguarda la puzza c’è poco che si possa fare, il concime va sparso. E da che mondo è mondo, il concime non fa mai un buon odore».
Relativamente al dubbio se questo odore possa essere dannoso o meno, Gazzotti ricorda che respirare quest’aria che ha «cattivo odore, non si corre il rischio di ammalarsi. L’unico fattore di rischio è rappresentato dal tipo di concime che si va a spargere. Se per esempio l’odore fovesse essere causato da fanghi di depurazione, provenienti da reflui delle fogne, allora sì che ci potrebbero essere rischi, anche se non di tipo respiratorio. Ma, ribadisco - sottolinea l’agronomo -, respirando questo cattivo odore dovuto alla concimazione non si rischia nulla, a patto che i coltivatori rispettino le norme che regolamentano questo tipo di attività».
«L’odore è terribile, – afferma Jessica Trevisani, barista della “Nuova Caffetteria” di Sant’Agostino – ad inizio settimana qui al bar siamo stati sempre all’interno del locale, perché all’esterno l’aria non era proprio sopportabile. È un odore talmente forte che fa venire la nausea. Non sembrava la solita puzza di letame».
E sono parecchie le persone della zona che hanno dovuto fare i conti con il fenomeno, come ribadisce Alessia Consolo, ha affermato di «aver sentito un odore fortissimo, quasi irrespirabile».
La preoccupazione generale, manifestata dai cittadini, non deriva solo dal non riuscire a sopportare l’odore cattivo, quanto al dubbio sulla salubrità dell’aria che respirano. Coinvolto nella vicenda anche il Comune Terre del Reno, a cui si sono rivolte le persone per chiedere rassicurazioni: «Stiamo eseguendo tutti i controlli - spiega il sindaco Roberto Lodi - per assicurarci che i concimi usati siano a norma». E sarebbe proprio il diverso tipo di concime utilizzato, il digestato di biomasse a determinare il problema, come spiegano due agronomi santagostinesi, , Riccardo Baroni e Stefano Gazzotti.
«Solitamente si tratta di digestato di biomasse vegetali, ovvero mais fermentato, rifiuti di aziende alimentari – spiega Baroni – fermentati, come bucce di patate, pelatura di frutta, lavature di macchinari utilizzati nella lavorazione di questi. Si sente cattivo odore perché stiamo parlando sostanzialmente di scarti alimentari che fermentano e marciscono. Ecco perché non sembra il solito odore di letame degli anni passati: non è letame. Chi sparge questi prodotti ha 48 ore per scaricare e coprire questi “fanghi”. Per quanto riguarda la puzza c’è poco che si possa fare, il concime va sparso. E da che mondo è mondo, il concime non fa mai un buon odore».
Relativamente al dubbio se questo odore possa essere dannoso o meno, Gazzotti ricorda che respirare quest’aria che ha «cattivo odore, non si corre il rischio di ammalarsi. L’unico fattore di rischio è rappresentato dal tipo di concime che si va a spargere. Se per esempio l’odore fovesse essere causato da fanghi di depurazione, provenienti da reflui delle fogne, allora sì che ci potrebbero essere rischi, anche se non di tipo respiratorio. Ma, ribadisco - sottolinea l’agronomo -, respirando questo cattivo odore dovuto alla concimazione non si rischia nulla, a patto che i coltivatori rispettino le norme che regolamentano questo tipo di attività».
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