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Dimissioni “protette” per anziani: inizia Cona

Dimissioni “protette” per anziani: inizia Cona

Al Sant’Anna sarà costituita una struttura per chi ha ancora bisogno di assistenza Equipe multidisciplinare per il paziente in uscita. Case della salute da potenziare

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Le nuove modalità di dimissioni dagli ospedali dei pazienti anziani e bisognosi di assistenza: è stato questo uno dei temi principali affrontati nella serata dedicata alla sanità alla festa dell’Unità di Pontelagoscuro. Al tavolo c’era il direttore generale Asl, Claudio Vagnini, assieme al direttore cure primarie Sandro Guerra, assieme alla deputata Pd, Paola Boldrini e alla consigliera comunale democratica Giulia Bertelli, in funzione di moderatrice. La premessa di questa nuova organizzazione sono la messa a regime delle Case della Salute, visto che le tre ferraresi sono state le prime a nascere e ad avere il maggior numero di requisiti richiesti fra quelle aperte in Emilia Romagna. «E’ importante capire cosa significhi avere delle Case della Salute, mentre la popolazione su questo tema non è adeguatamente informata - ha premesso Vagnini - Delle 86 presenti in regione, tre sono a Ferrara, Portomaggiore e Comacchio. La realtà di Portomaggiore funzione egregiamente, e a Comacchio adesso le cose girano bene». Nonostante l’Emilia Romagna sia una delle regioni più virtuose dal punto di vista sanitario, dove i fondi vengono utilizzati correttamente, come ha spiegato lo stesso direttore, «servono maggiori investimenti, perché ci sono zone della regione che hanno meno di altre», ha aggiunto Vagnini. Uno dei temi cruciali sottolineati dal direttore generale è appunto l’assistenza sanitaria fuori dall’ospedale, soprattutto per persone anziane e sole affette da più patologie. «Prima delle dimissioni ci devono essere strutture in grado di prendere in carico i pazienti. Con Tiziano Carradori discutiamo di una struttura all’interno dell’ospedale di Cona, intermedia, con nostro personale, per facilitare i percorsi di dimissioni protette. È necessario mettere le persone in condizioni di essere seguite nel percorso assistenziale».

La Casa della Salute di San Rocco si conferma come uno dei centri sanitari di base più importanti, dove, come detto dal direttore Asl, si dovrà investire e «far sì che tutti i servizi essenziali siano lì. Sarà lì la neuropsichiatria infantile, parte della fisioterapia, e magari anche il nuovo centro vaccinale e il consultorio», tutto questo per evitare un’eccessiva distribuzione delle strutture sanitarie ferraresi. Guerra ha rimarcato la necessità di sviluppare maggiormente le Case della salute in un’ottica diversa, di un nuovo accordo con la medicina generale, e di continuità assistenziale. «E’ attiva a Cona un’equipe con due infermieri, il geriatra, l’assistente sociale, ed è possibile avere il palliativista e lo psichiatra. Nasce dopo un anno di formazione e valuta la complessità dei casi in dimissioni». L’accordo con la medicina generale, iniziato nel 2016, si è ampliata e consiste, spiega Guerra, «nel fatto che i medici di base lavorano in gruppo per affrontare sfide più complesse. Si scambiano dati e informazione sui pazienti con sistemi informatici, in modo che l’assistito sia sempre preso in cura. Gestiscono i pazienti con cronicità attraverso un modello nuovo, sviluppato nelle Case della Salute, e c’è integrazione tra professionalità degli infermieri e dei medici».

Nell’ultimo bilancio nazionale sono stati stanziati 113 miliardi per la sanità con l’obiettivo di aumentarne di altri due nel bilancio 2018, ha aggiunto in conclusione Paola Boldrini. Nell’ultimo bilancio sono stati stanziati fondi «per farmaci innovativi per la cura dell’epatite C, farmaci oncologici e per il fascicolo sanitario elettronico».

Veronica Capucci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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