I pescatori tornano a calare le reti Fermo pesca finito
Dalla mezzanotte di oggi scioglieranno gli ormeggi «Stiamo ancora aspettando gli arretrati dal 2015»
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GORO. Meteo permettendo, allo scoccare della mezzanotte i pescherecci di Goro e Porto Garibaldi scioglieranno di ormeggi per riprendere finalmente il largo. Dopo 42 giorni di fermo pesca, per le marinerie dell’Alto Adriatico è giunto il momento di testare i fondali, nella speranza di lasciare alle spalle annate di battute di pesca poco fruttuose. «Tra giovedì pomeriggio e venerdì mattina - dichiara Ariberto Felletti, presidente della cooperativa Piccola e Grande Pesca di Porto Garibaldi -, siamo andati tutti a ritirare la licenza di pesca e la documentazione di bordo, che erano rimaste in custodia da fine luglio in capitaneria di porto. Resta l'incognita di quanto e quali specie ittiche riusciremo a pescare». Per le prime dieci settimane il nuovo calendario della pesca assegna a ciascun peschereccio un monte settimanale pari a 60 ore, dal lunedì al giovedì. Nel frattempo da Roma mancano all'appello ancora pagamenti di annualità arretrate. «Gli armatori - precisa Ariberto Felletti - stanno ancora aspettando che vengano liquidati gli arretrati del fermo pesca del 2015 e del 2016, perchè sinora hanno già recuperato la cassa integrazione solo i marinai imbarcati». Il tradizionale “tocco” della campanella sancirà lunedì l’apertura del mercato ittico di Porto Garibaldi, alla quale seguirà, alle ore 15, la tradizionale asta del pescato. A chiusura di un fermo pesca che ha interessato le marinerie da Trieste a Pesaro e, con calendari diversificate, quelle del medio- basso Adriatico e degli altri mari, c’è attesa dunque per il ritorno sulle tavole del pesce fresco a chilometri zero. Finiranno nelle reti triglie, proprie del periodo, canocchie, seppie, gamberi e mazzancolle, ma l’auspicio del mondo della pesca è prima di tutto quello di lasciare alle spalle anni di magra, che hanno messo in ginocchio il settore. «Lo scorso inverno abbiamo manifestato a Roma, per contestare l’inasprimento delle sanzioni - rimarca il presidente della Cooperativa Piccola e Grande Pesca -, che penalizzano tutti noi pescatori italiani, alle prese con caro gasolio, tasse e spese, che in tempi di crisi del pescato rendono ancora più difficile la gestione delle nostre imprese. Ancora tutto tace, nonostante le promesse di modificare la legge». Le prossime saranno settimane decisive, tanto per verificare quanto i fondali si sono ripopolati, quanto per cogliere gli indirizzi assunti dal governo sulle modifiche della legge 154/2016.
Katia Romagnoli
Katia Romagnoli
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