commemorazione in via raffanello
La morte di Marco, un monito per tutti
Dodici anni fa, la notte del 9 settembre 2005, a soli 23 anni, Marco Coletta moriva annegato nel canale di via Raffanello in cui precipitò con la sua auto. In quel tratto, sedici metri, non c’era il...
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Dodici anni fa, la notte del 9 settembre 2005, a soli 23 anni, Marco Coletta moriva annegato nel canale di via Raffanello in cui precipitò con la sua auto. In quel tratto, sedici metri, non c’era il guard rail, e da quel tragico giorno la commemorazione del ragazzo da parte dei suoi familiari è anche occasione per sensibilizzare, insieme al Comitato Luigi Paglierini, sui temi della sicurezza stradale.
Ieri Marco è stato ricordato al monumento realizzato in via Raffanello a Ferrara, dai genitori e dagli amici che tengono viva la memoria della sua tragica fine. Fine che concluse drammaticamente le ricerche iniziate dai genitori e successivamente coadiuvate e coordinate da Polizia e Carabinieri, non vedendolo rientrare a casa. Ricerche che i genitori, in cuor loro, già intuirono come sarebbero finite.
Troppe vite, sottolinea il Comitato Paglierini attraverso il suo presidente Luigi Ciannilli, sono state perdute sulle strade del Ferrarese. Da anni il Comitato ha intrapreso una battaglia non solo per l’installazione dei guard rail, ma anche contro la pericolosità di platani e pali. «Tante sofferenze potrebbero essere evitate, come il sacrificio di Marco ha dimostrato, con la collocazione di un guard-rail solo post-mortem, contribuendo a salvare almeno 11 vite dopo l’incidente costato la vita a Marco».
Ieri Marco è stato ricordato al monumento realizzato in via Raffanello a Ferrara, dai genitori e dagli amici che tengono viva la memoria della sua tragica fine. Fine che concluse drammaticamente le ricerche iniziate dai genitori e successivamente coadiuvate e coordinate da Polizia e Carabinieri, non vedendolo rientrare a casa. Ricerche che i genitori, in cuor loro, già intuirono come sarebbero finite.
Troppe vite, sottolinea il Comitato Paglierini attraverso il suo presidente Luigi Ciannilli, sono state perdute sulle strade del Ferrarese. Da anni il Comitato ha intrapreso una battaglia non solo per l’installazione dei guard rail, ma anche contro la pericolosità di platani e pali. «Tante sofferenze potrebbero essere evitate, come il sacrificio di Marco ha dimostrato, con la collocazione di un guard-rail solo post-mortem, contribuendo a salvare almeno 11 vite dopo l’incidente costato la vita a Marco».
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