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Sviluppo su tre assi uno è con Ravenna

Sviluppo su tre assi uno è con Ravenna

In partenza la fusione tra le due Camere di commercio Agro-turismo in primo piano. Per le imprese 6,5 milioni

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Ricostruire l’identità del territorio, renderlo più flessibile. «I Comuni vanno ripensati perché l’Emilia Romagna chiede più autonomia, più risorse, più relazioni strumentali e la nuova Camera di commercio deve superare il concetto precedente, del mio e del tuo e deve mettere in primo piano il lavoro. Insomma: serve un occhio nuovo». É questo uno dei passaggio fondamentali che l’assessore regionale Patrizio Bianchi ha sviluppato al convegno “Le Camere di Commercio tra continuità e nuove sfide”, alla Fiera di Argenta. Un invito a ragionare in grande: da una parte la futura Camera di commercio che non si deve fermare solo alla ben nota capacità di fornire servizi ma stimoli la capacità dell’export; e dall’altra le amministrazioni che investano nel personale. Il convegno organizzato da Ascom (moderatore Davide Urban) e dall’associazione Giovan Battista Aleotti 1546, ha visto il presidente di quest’ultima, Gian Luigi Zaina, porre come introduzione una serie di domande riguardanti occupazione, automazione, sviluppo giovanile e soprattutto il futuro della statale 16. Dopo Tonino Natali, presidente Ascom Argenta (focus sui flussi turistici e la sinergia con il porto di Ravenna), il sindaco argentano Antonio Fiorentini, ha parlato di segnali positivi dopo otto anni di buio, proponendo che il Castello sia al centro dei rapporti Ferrara-Ravenna con Argenta a fungere da cerniera. Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente della Provincia, Tiziano Tagliani, che ha ribadito le visione delle tre cerniere di sviluppo: industriale verso il bolognese, agro-turistica verso il Ravennate e parco con il Veneto. Seppur d’accordo, il presidente della provincia di Ravenna, Michele de Pascale ha comunque proposto un reset di mentalità per chi guiderà l’unione camerale.

Dopo il presidente ferrarese Paolo Govoni, che ha assicurato la vicinanza alle sfide future («siamo interlocutore privilegiato per le imprese alla ricerca di “quote di opportunità”»), sono intervenuti Claudio Mesini (Confagricoltura) e Marco Leoni (Iscom). La conclusione è spettata al commissario ad acta Mauro Giannattasio il quale non si è sottratto al concetto di sfida visto che avrà a disposizione 6,5 milioni. «L’impresa - ha detto - è il motore di tutto e per favorirne delle nuove, io avrò bisogno di tutti. Se vogliamo crescere in competitività, dobbiamo correre più degli altri».

Il “matrimonio” finirà in Gazzetta ufficiale da metà settembre, poi ci saranno 180 giorni per avviare un processo che riguarda quasi 90mila imprese, il 22,4% agricoltura e pesca, il 21,7% commerciali, il 7,8% industriali e il 48% altri servizi. (g.c.)

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