La Nuova Ferrara

Ferrara

Più centraline per controlli sugli impianti di biogas

Più centraline per controlli sugli impianti di biogas

Per la struttura di Masi Torello si discute dopo la conversione in pollina di allevamenti L’azienda: nessun peggioramento. Il sindaco: monitoraggio vicino alle emissioni 

2 MINUTI DI LETTURA





MASI TORELLO . Dopo l’assemblea pubblica sulla richiesta di modifica non sostanziale dell’autorizzazione unica dell’impianto a biogas di via Santa Cecilia che si è tenuta in municipio, prosegue in paese il confronto sull’impatto che la centrale avrà per il territorio.

«Ci siamo presi l’impegno di emettere un documento con le nostre osservazioni al fine di limitare l’impatto ambientale - ha affermato Marco Rizzati consigliere comunale di opposizione - abbiamo portato all’attenzione la problematica relativa alla tipologia delle emissioni di odori, ovvero l’aumento della No2, l’ossido di azoto derivante dall’utilizzo della pollina (dovrebbe essere inserita nella misura del 5% del totale quindi duemila tonnellate annue su un tortaledi ventimila, ndr) e servirà un monitoraggio attento mediante l’installazione delle centraline». All’interno di questa «normativa lacunosa riguardante le centrali, l’alimentazione ha potuto cambiare repentinamente. Se ci fosse stata la volontà politica - continua - si sarebbe detto di no come ha fatto il sindaco di Poggio Renatico».

Luca Colombarini che rappresenta la società Agricola 2000 ha già l’autorizzazione da parte della provincia per la modifica dell’alimentazione della centrale che attualmente viene alimentata a trinciato di mais, scarti di patate, bucce di pomodoro e liquami bovini e che ha già stipulato il relativo contratto con una primaria azienda che ha allevamenti nel Portuense e nell’Argentano per la fornitura di pollina. L’azienda, tramite la direttrice Giuditta Flachi ha assicurato che «non ci sarà alcun peggioramento delle emissioni in quanto la pollina non sarà stoccata ma immediatamente utilizzata e lo scarto sarà distribuito nel terreno».

A dimostrazione di come l’argomento sia sentito nella comunità masese, svariati i commenti apparsi anche sui social e la preoccupazione principale dei cittadini è quella di preservare il precario equilibrio che si è creato tra l’attività della centrale e la cittadinanza «senza chiedere modifiche del piano di alimentazione ogni due anni».

Il sindaco ha raccolto le osservazioni dei cittadini e faranno parte di un documento, le cosiddette prescrizioni, che entro oggi inoltrerà alla società Agricola 2000 proprietaria della centrale a biogas che sorge in via Santa Cecilia le prescrizioni e nel contempo chiederà di installare le centraline di monitoraggio accanto alla centrale ma non solo. Il primo cittadino allargherà l’orizzonte anche ad altri insediamenti produttivi, in particolare Valli Estensi e la Vetroresina, chiedendo anche in questo caso centraline per controllare le relative emissioni. La conferenza provinciale entro fine mese dovrà dare il parere definitivo.



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google