Vaccini, nidi e materne fanno i conti
Passata la prima scadenza (10 settembre) per l’autocertificazione si potrà capire quanti bimbi sono già in regola e quanti no
3 MINUTI DI LETTURA
Si apre la settimana nella quale i bambini più piccoli tornano all’asilo dopo l’ultima data utile (il 10 settembre) per presentare il libretto vaccinale, l’attestazione dello stato vaccinale rilasciato dall’Asl o l’autocertificazione. Ma è anche quella in cui gli studenti della scuola dell’obbligo si ripresentano in classe (il 15 settembre) dopo la pausa estiva. Per questi ultimi la stessa scadenza è spostata al 31 ottobre mentre per tutti coloro che hanno presentato l’autocertificazione il documento sarà valido fino al 10 marzo 2018. Dopo questa data, per gli inadempienti scatterà l’allontanamento dall’asilo o la sanzione pecuniaria (per gli studenti delle elementari, medie e superiori fino a 16 anni).
C’è chi punta sull’ennesima proroga all’italiana per evitare di dover ritirare il bimbo dall’asilo (cioè nidi e materne, sia in strutture pubbliche che private) anche dopo il 10 marzo, ma ieri è stato il ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, a cercare di scoraggiare chi spera di poter “tirare” l’intero anno anche senza rispettare le scadenze di legge. «Se ci sono dei genitori che scelgono di non far vaccinare né ora né mai i loro figli devono essere consapevoli che la legge dice che i loro figli non possono frequentare le scuole dell'infanzia - ha detto ieri - Questo è un punto chiaro della legge».
Il rientro negli asili oggi «avverrà senza particolari novità. Mercoledì scorso i bambini hanno fatto il primo accesso, c’è chi si è organizzato per consegnare il certificato vaccinale e chi ha già presentato il modulo dell’autocertificazione - spiega l’assessore comunale alla Scuola, Cristina Corazzari - Da quanto sappiamo le famiglie dovrebbero aver ricevuto dall’Asl la documentazione che riporta le vaccinazioni eseguite (lo “stato di adempienza vaccinale”, ndr), a chi non è in regola con tutte o una parte delle vaccinazioni dovrebbe essere stata recapitata la richiesta di un colloquio presso un ambulatorio dell’Asl e potrà presentare il foglio con la data dell’appuntamento. Se si ricorre all’autocerficazione ci sarà tempo per adeguarsi alle disposizioni di legge fino a marzo prossimo». Da oggi in assessorato sarà tempo di conteggi e valutazioni per capire quante famiglie hanno già presentato la documentazione e cosa hanno consegnato.
«Servirà qualche giorno, ma a breve sarà possibile tirare le somme sulla prima risposta delle famiglie alle nuove disposizioni di legge». Chi intende fare obiezione avrà comunque un termine (entro il 10 marzo prossimo) per effettuare le vaccinazioni richieste, nel frattempo sarà contattato dall’Asl per un incontro informativo e per la somministrazione delle dosi. Ci sono almeno tre ambulatori “informativi” aperti in provincia: a Ferrara (Casa della Salute), a Cento (ospedale) e a Codigoro (Casa della Salute). «Abbiamo in programma incontri con i rappresentanti dei movimenti che contestano la vaccinazione obbligatoria - conclude l’assessore - e tutto si svolgerà nel pieno rispetto della privacy». Il direttore generale dell’Asl, Claudio Vagnini, ricorda che «abbiamo inviato migliaia di lettere, chi non è in regola avrà tutto il tempo necessario per informarsi e decidere». L’adozione di una legge regionale (e in un tempo più recente, nazionale) sull’obbligo del vaccino sembra aver prodotto i primi incoraggianti risultati in regione per chi mira ad un aumento della popolazione immunizzata. I dati aggiornati, infatti, indicano che negli ultimi sei mesi, rispetto ai sei mesi precedenti, in Emilia Romagna la copertura vaccinale, per i bimbi nati nel 2014, è passata dal 92,4% del 31 dicembre 2016 al 93,5% del 30 giugno 2017 mentre per i nati nel 2015, nello stesso periodo si è passati dal 95,8% di copertura al 96,6%. Ancora più consistente l’aumento – più di 3 punti percentuali – della copertura del vaccino anti morbillo-parotite-rosolia per i bimbi nati nel 2014: si è saliti dall’87,2% al 90,7%.
C’è chi punta sull’ennesima proroga all’italiana per evitare di dover ritirare il bimbo dall’asilo (cioè nidi e materne, sia in strutture pubbliche che private) anche dopo il 10 marzo, ma ieri è stato il ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, a cercare di scoraggiare chi spera di poter “tirare” l’intero anno anche senza rispettare le scadenze di legge. «Se ci sono dei genitori che scelgono di non far vaccinare né ora né mai i loro figli devono essere consapevoli che la legge dice che i loro figli non possono frequentare le scuole dell'infanzia - ha detto ieri - Questo è un punto chiaro della legge».
Il rientro negli asili oggi «avverrà senza particolari novità. Mercoledì scorso i bambini hanno fatto il primo accesso, c’è chi si è organizzato per consegnare il certificato vaccinale e chi ha già presentato il modulo dell’autocertificazione - spiega l’assessore comunale alla Scuola, Cristina Corazzari - Da quanto sappiamo le famiglie dovrebbero aver ricevuto dall’Asl la documentazione che riporta le vaccinazioni eseguite (lo “stato di adempienza vaccinale”, ndr), a chi non è in regola con tutte o una parte delle vaccinazioni dovrebbe essere stata recapitata la richiesta di un colloquio presso un ambulatorio dell’Asl e potrà presentare il foglio con la data dell’appuntamento. Se si ricorre all’autocerficazione ci sarà tempo per adeguarsi alle disposizioni di legge fino a marzo prossimo». Da oggi in assessorato sarà tempo di conteggi e valutazioni per capire quante famiglie hanno già presentato la documentazione e cosa hanno consegnato.
«Servirà qualche giorno, ma a breve sarà possibile tirare le somme sulla prima risposta delle famiglie alle nuove disposizioni di legge». Chi intende fare obiezione avrà comunque un termine (entro il 10 marzo prossimo) per effettuare le vaccinazioni richieste, nel frattempo sarà contattato dall’Asl per un incontro informativo e per la somministrazione delle dosi. Ci sono almeno tre ambulatori “informativi” aperti in provincia: a Ferrara (Casa della Salute), a Cento (ospedale) e a Codigoro (Casa della Salute). «Abbiamo in programma incontri con i rappresentanti dei movimenti che contestano la vaccinazione obbligatoria - conclude l’assessore - e tutto si svolgerà nel pieno rispetto della privacy». Il direttore generale dell’Asl, Claudio Vagnini, ricorda che «abbiamo inviato migliaia di lettere, chi non è in regola avrà tutto il tempo necessario per informarsi e decidere». L’adozione di una legge regionale (e in un tempo più recente, nazionale) sull’obbligo del vaccino sembra aver prodotto i primi incoraggianti risultati in regione per chi mira ad un aumento della popolazione immunizzata. I dati aggiornati, infatti, indicano che negli ultimi sei mesi, rispetto ai sei mesi precedenti, in Emilia Romagna la copertura vaccinale, per i bimbi nati nel 2014, è passata dal 92,4% del 31 dicembre 2016 al 93,5% del 30 giugno 2017 mentre per i nati nel 2015, nello stesso periodo si è passati dal 95,8% di copertura al 96,6%. Ancora più consistente l’aumento – più di 3 punti percentuali – della copertura del vaccino anti morbillo-parotite-rosolia per i bimbi nati nel 2014: si è saliti dall’87,2% al 90,7%.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
