I ferraresi si lanciano negli acquisti on line
Ogni cento abitanti 38 ordini via web, come nelle province più dinamiche Urban (Ascom): i negozi aprano vetrine virtuali. E arriva mister Google
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Ferrara non si piazza mai ai primi posti nelle classifiche economiche, a partire da quelle sui consumi domestici. È una situazione che si è consolidata negli anni, che viene però parzialmente sovvertita dal commercio online. In questo segmento di mercato in forte crescita, infatti, la provincia di Ferrara si colloca dentro il primo terzo della classifica nazionale, assieme ai territori più dinamici da questo punto di vista: 31esimo posto davanti, per dire, a Padova, Verona, Brescia, Vicenza e Parma. Il dato ferrarese, secondo una ricerca Alchemy pubblicata dal Sole 24 Ore, è di 38,2 ordini di acquisto on line ogni cento abitanti, contro i 63,6 di Sondrio, sorprendente capolista, i 55,6 di Milano e i 49,7 di Verbano-Cusio-Ossola. Il fatto che nella prima parte della graduatoria di siano province come Imperia, Nuoro o Vibo Valentia, anch’esse di solito non presenti ai vertici delle classifiche economiche, apre interrogativi sul segno da attribuire a questi dati. Sono il sintomo di un’insufficiente offerta da parte del commercio tradizionale, o magari delle difficoltà delle grandi catene (Ferrara è uno dei territori più coperti in assoluto dagli ipermercati) a tenere il passo della convenienza dei grandi portali on line? «Posso dire che i nostri associati hanno da tempo presente le opportunità e anche i rischi del commercio on line - afferma Davide Urban, direttore Ascom - Faccio un esempio: uno di loro ha tre negozi di abbigliamento di marca in provincia, e un quarto su una piattaforma web: quest’ultimo vende praticamente come i negozi fisici».
Non vengono messe direttamente in connessione le chiusure dei negozi, anche in centro, e la diffusione del commercio on line, «è chiaro che questo elemento ancora incide, ma c’è anche chi aumenta il proprio fatturato via web. Di sicuro - è la riflessione di Urban - l’impatto è differente per i negozi del centro storico, che in ogni caso possono sfruttare il passaggio, e quelli della provincia. C’è la possibilità di utilizzare questo strumento un po’ come è stato fatto dagli alberghi con Booking, per allargare cioè la platea di chi può accedere ai nostri prodotti. Bisogna però lavorare sulla qualità e il servizio, che sul web non si trova, e cercare di sfruttare questo canale, senza subìrlo». A questo proposito Ascom ha lavorato ad una convenzione con e-Bay, uno dei colossi delle vendite on line, per aiutare i commercianti a costruire una vetrina virtuale, e ha messo in cantiere una giornata dedicata a questi temi. Il 25 settembre, infatti, sarà ospite di via Baruffaldi l’amministratore delegato di Google Italia.
È chiaro, però, che i rischi maggiore per i commercianti, non solo i dettaglianti ma pure le grandi catene, è rappresentato da una parte dal crescente utilizzo delle piattaforme internazionali come Amazon per gli acquisti non solo episodici, e dall’altra dalla disintermediazione da parte dei produttori di beni, sempre più spesso orientati a usare l’on line per la vendita diretta dei loro prodotti. L’analisi di Alchemy, in effetti, evidenzia in generale come gli acquisti on line si stiano allineando alle dinamiche tipiche di quelli tradizionali. Si concentrano all’inizio del mese, con una flessione decisa nell’ultima decade ed in particolare negli ultimi tre giorni: un po’ come succede per la spesa in negozio, dagli anni della crisi. Lo strumento più utilizzato è ancora il pc, anche se il telefonino cresce. I pagamenti? Con carte, Paypal e anche contrassegno.
Stefano Ciervo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non vengono messe direttamente in connessione le chiusure dei negozi, anche in centro, e la diffusione del commercio on line, «è chiaro che questo elemento ancora incide, ma c’è anche chi aumenta il proprio fatturato via web. Di sicuro - è la riflessione di Urban - l’impatto è differente per i negozi del centro storico, che in ogni caso possono sfruttare il passaggio, e quelli della provincia. C’è la possibilità di utilizzare questo strumento un po’ come è stato fatto dagli alberghi con Booking, per allargare cioè la platea di chi può accedere ai nostri prodotti. Bisogna però lavorare sulla qualità e il servizio, che sul web non si trova, e cercare di sfruttare questo canale, senza subìrlo». A questo proposito Ascom ha lavorato ad una convenzione con e-Bay, uno dei colossi delle vendite on line, per aiutare i commercianti a costruire una vetrina virtuale, e ha messo in cantiere una giornata dedicata a questi temi. Il 25 settembre, infatti, sarà ospite di via Baruffaldi l’amministratore delegato di Google Italia.
È chiaro, però, che i rischi maggiore per i commercianti, non solo i dettaglianti ma pure le grandi catene, è rappresentato da una parte dal crescente utilizzo delle piattaforme internazionali come Amazon per gli acquisti non solo episodici, e dall’altra dalla disintermediazione da parte dei produttori di beni, sempre più spesso orientati a usare l’on line per la vendita diretta dei loro prodotti. L’analisi di Alchemy, in effetti, evidenzia in generale come gli acquisti on line si stiano allineando alle dinamiche tipiche di quelli tradizionali. Si concentrano all’inizio del mese, con una flessione decisa nell’ultima decade ed in particolare negli ultimi tre giorni: un po’ come succede per la spesa in negozio, dagli anni della crisi. Lo strumento più utilizzato è ancora il pc, anche se il telefonino cresce. I pagamenti? Con carte, Paypal e anche contrassegno.
Stefano Ciervo
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