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La Lipu ferrarese: Governo e Regione fermino la caccia

La Lipu ferrarese: Governo e Regione fermino la caccia

Animali e volatili già decimati da clima, incendi e siccità: l’associazione ambientalista per la protezione degli uccelli mobilitata contro l’apertura della caccia. Continueremo in tutti gli ambiti, spiega il responsabile Lorenzo Borghi.

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FERRARA. La Lipu di Ferrara (l’associazione ambientalista per la protezione degli uccelli) mobilitata contro l’apertura della caccia. «Continueremo in tutti gli ambiti - dice il responsabile Lorenzo Borghi - in cui possiamo far sentire la nostra voce, a intraprendere le opportune azioni perché il problema della “sparizione” della natura rientri nelle finalità e nelle politiche del governo centrale e locale».

«Tra pochi giorni - continua l’esponente ambientalista - si riproporrà il rito della caccia, una pratica barbara che quest’anno è ancora più crudele e dannosa perché infierisce su popolazioni animali già decimate da un andamento climatico anomalo, da incendi, siccità e ora anche precipitazioni anomale per intensità, fenomeni che stanno riducendo, se non proprio distruggendo, le zone di vita per i selvatici e fondamentali aree di sosta per la vita e la riproduzione dei migratori>.

<Purtroppo gli organi preposti, governo centrale e regionale, ancora non si pronunciano di fronte alle richieste che dalla Lipu e altre associazioni, vengono fatte almeno per ritardare, se proprio non si ha il coraggio di bloccare, l'apertura della caccia per questa stagione e rappresenta una netta violazione dei principi che le norme internazionali e nazionali pongono a tutela della fauna selvatica e risulta davvero incomprensibile quest'inerzia, a fronte di una situazione ambientale che mai, negli ultimi anni, è stata tanto grave. È come se Governo e Regioni si fossero dimenticati della fauna selvatica, le avessero voltato le spalle, quasi non dovesse essere, a norma di Costituzione, anche e soprattutto una loro preoccupazione. Non è nemmeno servito il parere dell'Ispra, l’Istituto preposto per la Protezione e la Ricerca Ambientale che, pur giunto in ritardo, ha delineato un quadro ambientale molto preoccupante».
 

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