Paperoni in libera professione i medici più pagati di Asl e S.Anna
In cima a tutte le classifiche locali compare ancora il chirurgo Paolo Carcoforo. Universitari al top L’alp “misura” anche la stima del professionista tra i pazienti. Ma non manca chi la contesta
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Il chirurgo del Sant’Anna Paolo Carcoforo guida la classifica dei medici più pagati dall’azienda ospedaliera per l’attività svolta in regime libero professionale (alp). Carcoforo, professionista di alta specializzazione, l’anno scorso ha acquisito il titolo di professore ordinario di Unife e come molti suoi colleghi della facoltà di Medicina esercita un’intensa attività assistenziale in convenzione per la quale percepisce un compenso di 320mila euro (indennità comprese, ma il totale dovrebbe essere al netto del reddito Unife) che per la maggior parte (281.574 euro) deriva dal servizio libero professionale intramoenia svolto per conto dell’ospedale di Cona. Il dato è riferito ai redditi del 2016.
Carcoforo figura da anni in cima alla classifica dei compensi dei camici bianchi dell’azienda Sant’Anna, sia per la quota percepita in alp che per la retribuzione da attività assistenziale. Nell’elite dei professionisti più pagati per l’alp figura anche l’odontoiatra Leonardo Trombelli, ex presidente della Scuola di Medicina, oggi direttore della Sezione di Odontoiatria di Unife e dell’Unità operativa di Odontoiatria del Sant’Anna, che supera gli 81mila euro con un compenso complessivo di 125.944 euro (anche in questo caso, come per tutti i medici dipendenti dell’università, il dato non dovrebbe includere il reddito Unife).
La terna di punta si completa con il direttore della Reumatologia, prof. Marcello Govoni, con 74.570 euro in alp e 152.080 euro di retribuzione complessiva da attività di assistenza. Il chirurgo vascolare e direttore della sezione di Chirurgia Traslazionale Unife, Paolo Zamboni, sfiora i 60mila euro in alp che con le altre voci da attività assistenziale alzano il reddito fino a 123mila euro. L’attività libero professionale rappresenta una fonte di reddito integrativa per l’azienda sanitaria come per il professionista che la esercita. Per il Sant’Anna vale una manciata di milioni su un bilancio di oltre 300, ma per alcuni professionisti può arrivare a rappresentare la fonte di reddito principale e il servizio è effettuato in ambito pubblico.
Le polemiche sul rilievo assunto negli anni da questo introito (dei medici e delle aziende sanitarie, Asl compresa) sono state spesso motivate dalla lunghezza delle liste d’attesa del servizio pubblico. C’è da dire che negli ultimi anni la Regione ha impegnato molte risorse per ridurre i tempi in una cinquantina di specialità tra le più richieste (non in tutte) ma - come confermano le periodiche proteste dell’utenza, l’ultima in ordine di tempo per le lunghe attese della densitometria ossea - non tutti i problemi sono stati risolti.
Si può anche notare, se si sfogliano le “classifiche” dei compensi da alp degli ultimi anni, che l’andamento di questa voce della busta paga (e dei suoi “picchi”) appare in leggera discesa, a prescindere dai risultati conseguiti dai singoli professionisti.
Il compenso in alp può essere anche valutato come una “misura” della stima che il medico che aderisce alla libera professione svolta in una struttura pubblica ha conquistato presso i pazienti: la prestazione in alp infatti è nominativa e riguarda uno specifico professionista indicato dall’utente. Al Sant’Anna hanno conseguito un reddito alp oltre i 40mila euro anche il direttore di Genetica medica, Alessandra Ferlini (53.347 euro), il neurochirurgo Michele Cavallo (50.397), il neurochirurgo Marco Farneti (48.586), il direttore dell’Urologia, Carmelo Ippolito (47.260), la dermatologa Monica Corazza (45.561) e il direttore dell’Orl, Stefano Pelucchi (43.447). Consistenti anche i compensi percepiti da alcuni professionisti dell’Asl di Ferrara. Questa “classifica” è guidata dal ginecologo dell’ospedale del Delta, Raffaele Lorusso (78.284 euro), seguito dall’ortopedico Michele Mieti, dell’ospedale del Delta (77.383), dal direttore dell’ortopedia di Cento, Giorgio Massini (70.958), dal direttore della Cardiologia di Cento, Biagio Sassone (59.061), dal ginecologo Ettore Bertelli con 56.151 euro (ospedali Delta/Argenta), dall’ortopedico dell’ospedale di Argenta Roberto Rossi (49.024), seguito dall’urologo Maurizio Simone (ospedale del Delta), dal radiologo Giorgio Scaglianti, dal medico del lavoro Marco Nardini e dal cardiologo dell’ospedale di Cento, Maurizio Dinelli, con compensi da alp compresi tra i 47mila e i 35mila euro. (gi.ca.)
Carcoforo figura da anni in cima alla classifica dei compensi dei camici bianchi dell’azienda Sant’Anna, sia per la quota percepita in alp che per la retribuzione da attività assistenziale. Nell’elite dei professionisti più pagati per l’alp figura anche l’odontoiatra Leonardo Trombelli, ex presidente della Scuola di Medicina, oggi direttore della Sezione di Odontoiatria di Unife e dell’Unità operativa di Odontoiatria del Sant’Anna, che supera gli 81mila euro con un compenso complessivo di 125.944 euro (anche in questo caso, come per tutti i medici dipendenti dell’università, il dato non dovrebbe includere il reddito Unife).
La terna di punta si completa con il direttore della Reumatologia, prof. Marcello Govoni, con 74.570 euro in alp e 152.080 euro di retribuzione complessiva da attività di assistenza. Il chirurgo vascolare e direttore della sezione di Chirurgia Traslazionale Unife, Paolo Zamboni, sfiora i 60mila euro in alp che con le altre voci da attività assistenziale alzano il reddito fino a 123mila euro. L’attività libero professionale rappresenta una fonte di reddito integrativa per l’azienda sanitaria come per il professionista che la esercita. Per il Sant’Anna vale una manciata di milioni su un bilancio di oltre 300, ma per alcuni professionisti può arrivare a rappresentare la fonte di reddito principale e il servizio è effettuato in ambito pubblico.
Le polemiche sul rilievo assunto negli anni da questo introito (dei medici e delle aziende sanitarie, Asl compresa) sono state spesso motivate dalla lunghezza delle liste d’attesa del servizio pubblico. C’è da dire che negli ultimi anni la Regione ha impegnato molte risorse per ridurre i tempi in una cinquantina di specialità tra le più richieste (non in tutte) ma - come confermano le periodiche proteste dell’utenza, l’ultima in ordine di tempo per le lunghe attese della densitometria ossea - non tutti i problemi sono stati risolti.
Si può anche notare, se si sfogliano le “classifiche” dei compensi da alp degli ultimi anni, che l’andamento di questa voce della busta paga (e dei suoi “picchi”) appare in leggera discesa, a prescindere dai risultati conseguiti dai singoli professionisti.
Il compenso in alp può essere anche valutato come una “misura” della stima che il medico che aderisce alla libera professione svolta in una struttura pubblica ha conquistato presso i pazienti: la prestazione in alp infatti è nominativa e riguarda uno specifico professionista indicato dall’utente. Al Sant’Anna hanno conseguito un reddito alp oltre i 40mila euro anche il direttore di Genetica medica, Alessandra Ferlini (53.347 euro), il neurochirurgo Michele Cavallo (50.397), il neurochirurgo Marco Farneti (48.586), il direttore dell’Urologia, Carmelo Ippolito (47.260), la dermatologa Monica Corazza (45.561) e il direttore dell’Orl, Stefano Pelucchi (43.447). Consistenti anche i compensi percepiti da alcuni professionisti dell’Asl di Ferrara. Questa “classifica” è guidata dal ginecologo dell’ospedale del Delta, Raffaele Lorusso (78.284 euro), seguito dall’ortopedico Michele Mieti, dell’ospedale del Delta (77.383), dal direttore dell’ortopedia di Cento, Giorgio Massini (70.958), dal direttore della Cardiologia di Cento, Biagio Sassone (59.061), dal ginecologo Ettore Bertelli con 56.151 euro (ospedali Delta/Argenta), dall’ortopedico dell’ospedale di Argenta Roberto Rossi (49.024), seguito dall’urologo Maurizio Simone (ospedale del Delta), dal radiologo Giorgio Scaglianti, dal medico del lavoro Marco Nardini e dal cardiologo dell’ospedale di Cento, Maurizio Dinelli, con compensi da alp compresi tra i 47mila e i 35mila euro. (gi.ca.)
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