La Nuova Ferrara

Ferrara

FERRARA

Prove di processo Carife, no all'archiviazione per Manuzzi e nuove indagini per truffa

Prove di processo Carife, no all'archiviazione per Manuzzi e nuove indagini per truffa

Oggi in tribunale udienza di opposizione alle decisioni della procura di escludere dalle imputazioni Ennio Manuzzi e altri 43 indagati. Il nuovo reato proposto solo da un legale: è il primo “esame” delle indagini sul crac

2 MINUTI DI LETTURA





FERRARA. Le prove tecniche del processo sul crac Carife cominciano oggi, in tribunale, con due aggettivi, «paradossale e generica», riferiti alla opposizione alle archiviazioni proposte già mesi fa dalla procura a carico di Ennio Manuzzi e degli altri 43 indagati ritenuti estranei ai trucchi e alle illegalità dell’aumento di capitale per cui sono accusati 12 imputati, tra ex dirigenti e amministratori.

Quella che si apre oggi in tribunale, davanti al giudice Monica Bighetti, è il primo atto di verifica processuale dell’inchiesta durata oltre 2 anni e mezzo sul crac Carife, legato all’aumento di capitale. L’opposizione all’archiviazione è stata presentata solo da un legale, Stefano Forlani che rappresenta 6 azionisti che si ritengono del tutto truffati: a loro era stato detto di investire senza problemi, di acquistare le azioni (estate 20011 a 21 euro) e che erano blindate perchè «una banca, la Carife tra le tante, non sarebbe mai fallita».

[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:ferrara:cronaca:1.15842349:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/ferrara/cronaca/2017/09/12/news/craccarife-in-aula-per-il-sequestro-di-15-milioni-alle-banche-1.15842349]]

Le ragioni che l’avvocato Forlani propone al giudice Bighetti però sono state ritenute, già alla vigilia, dagli addetti ai lavoro del tutto «generiche»: in primo luogo perchè il legale si sofferma solo sulla posizione di Ennio Manuzzi, vice presidente Carife epoca 2011, nonchè consigliere di amministrazione. Nel suo ruolo, eccepisce l’avvocato Forlani, Manuzzi non era solo un membro del cda ma uno dei vertici della banca e avrebbe dovuto essere a conoscenza dei meccanismi dell’aumento di capitale ritenuto ora dalla procura del tutto illegale. Opposizione all’archiviazione ritenuta anche «paradossale», perchè concentrandosi solo su uno dei 44 indagati (solo a Manuzzi è stata inviata notifica dell’udienza di stamane, come conferma il suo legale, Filippo Sgubbi), questa opposizione, di fatto, verrà valutata su tutti i 44 indagati. Ed è ritenuta paradossale anche perchè - unico tra centinaia di addetti - il legale nelle motivazioni della opposizione chiede vengano fatte indagini per truffa. Ipotesi, spiegano addetti ai lavori, di fatto già inglobata dai reati più gravi, tra cui falso in prospetto.

Prove tecniche di processo, dunque, perchè oggi il gip Bighetti è chiamata ad accogliere o respingere l’opposizione e rivalutare, dunque, la richiesta della procura della archiviazione: gli inquirenti, come si ricorda, avevano operato una così grande selezione (dai 56 indagati iniziali, esclusi 44) perchè hanno ritenuto che solo i dirigenti di allora e i tecnici vicini a loro siano responsabili del crac patrimoniale e dei trucchi messi in atti per concludere l’operazione dell’aumento di capitale: ma questo è un altro processo, altre prove tecniche fissate per la prossima settimana, 20 settembre.

Daniele Predieri
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google