La Nuova Ferrara

Ferrara

Stop al ripascimento Quest’anno si punta sulle barriere mobili

di Annarita Bova
Stop al ripascimento Quest’anno si punta sulle barriere mobili

La sabbia portata nei lidi nord è stata rimangiata dal mare Sono cambiati venti e correnti: bisogna correre ai ripari

3 MINUTI DI LETTURA





LIDO VOLANO. È bene chiarirlo subito. Contro l’erosione non c’è nulla da fare. Il mare, forse per fortuna, non si può fermare e il braccio di ferro tra l’uomo e la natura sarà dunque costante nel tempo. Fermare no, ma controllare e cercare di prevenire è invece possibile ed è quanto stanno facendo i tecnici della Regione Emilia Romagna.

«Non c’è una soluzione che possa andare bene per tutta la costa - spiega il dirigente Istituto tecnico di bacino della Regione, Claudio Miccoli - Ci sono situazioni di criticità tale da non poter essere affrontare con il ripascimento, che comunque resta la soluzione più immediata e di minore impatto ma evidentemente anche molto debole». «Di chi è la colpa? Della subsidenza cioè del lento e progressivo sprofondamento del fondo di un bacino sicuramente, ma anche di scelte urbanistiche di un certo tipo portate avanti negli anni passati», fa presente Miccoli. Fatto sta che nella parte sud di Lido Spina e nei Lidi Scacchi, Pomposa, Nazioni e Volano la situazione preoccupa e non poco. Perché se i balneatori rischiano di non avere più spiaggia a disposizione, il pericolo è anche per le case e negozi ormai troppo vicini al mare.

Tutelare la costa e l’entroterra, dunque, ma come? «Entro il 2018 partiranno una serie di opere importanti - anticipa Miccoli - tra queste ci sarà sicuramente la ricalibratura delle scogliere». Le stesse risalgono a circa 50 anni fa e presentano oggi dimensioni e orientamenti tali da far perdere ogni funzione. In pratica non solo non proteggono più ma potrebbero in alcuni casi creare problemi. «Nel corso degli anni sono cambiate tante cose, anche i venti non sono più quelli di mezzo secolo fa - prosegue il dirigente - ecco perché bisogna intervenire dalla base». Una mareggiata “adriatica” è fatta da parecchie onde di media altezza, molto ravvicinate l’una all’altra con le onde lunghe che non sono presenti, se non in casi eccezionali. Se un vento spazza un tratto di mare per meno di 24 ore, difficilmente alzerà grandi onde. Viceversa, se la sua durata si protrae per due o tre giorni, il mare tenderà ad ingrossarsi sempre più, fino a quanto il vento non si calmerà o cambierà direzione. «Non possiamo più pensare a interventi di lunga durata se vogliamo salvare il litorale. Ma nemmeno continuare a tamponare con sistemi che non permettono pianificazioni e che rischiano di lasciare in ginocchio operatori che puntano tutto sulla stagione. E non dimentichiamo che il turismo balneare è la punta di diamante della nostra costa. Ecco perché cerchiamo “la svolta” e pensiamo sinceramente di poter dare risposte importanti anche se, e mi preme ribadirlo, non esiste una medicina per tutti mali. Ci sono una serie di variabili fisiche che non permettono più interventi stadardizzati, bisognerà muoversi di anno in anno, portando avanti monitoraggi continui e tenendo sempre presente i continui cambiamenti cui andiamo incontro».

«I parametri sotto lente sono diversi - prosegue Maurizio Farina, responsabile Servizio Tecnico di bacino Po di Volano e della Costa - l’aggravarsi dell’erosione ha portato la Regione Emilia-Romagna a istituire tre reti di monitoraggio dell’evoluzione dell’intero litorale regionale, gestite da Arpa, che controllano l’abbassamento del suolo (rete della subsidenza), la variazione della linea di riva, la variazione della morfologia di spiaggia e fondale (rete topo-batimetrica». «I problemi maggiori li abbiamo nei Lidi Nord - va avanti Farina - e anche qui, solo per fare un esempio, la situazione della parte nord di Lido Volano e già diversa da quella della parte sud. Quello che sappiamo è che l’erosione va avanti. Gli ultimi dati a disposizione risalgono al 2011. Dal 2005 al 2011 a Lido Volano sono stati persi circa tre metri di linea di riva. In questi altri sei anni l’erosione è andata avanti e la preoccupazione esiste ed è evidente».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google