Casa famiglia, dipendente nei guai
Ariano, avrebbe chiuso a chiave un’anziana in camera: me lo hanno chiesto
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ARIANO FERRARESE. Nel 2015 i carabinieri di Comacchio, su delega della Procura, eseguirono delle perquisizioni nella casa famiglia che ospita diversi anziani ad Ariano Ferrarese, dopo alcune segnalazioni di presunti abusi nei confronti dei pazienti, quasi tutti non autosufficienti. Tra le segnalazioni più importanti, quella su una anziana che sarebbe stata chiusa in camera per tre settimane. Le indagini sono andate avanti e due persone, un 69enne proprietario della struttura e la sua compagna, sono finiti davanti al giudice lunedì mattina. L’accusa è sequestro di persona. «Siamo certi che la verità verrà fuori - spiega l’avvocato della coppia Carlo Alberto Papotti - La struttura è perfetta, gli ospiti vengono trattati benissimo. Quella porta non è mai stata chiusa, e sapremo dimostrarlo».
Nel corso dell’udienza è stata sentita come testimone una delle dipendenti la quale però rischia adesso di essere indagata per concorso. La stessa ha infatti detto davanti al giudice che ha chiuso sì la stanza ma su indicazioni di qualcuno. Ecco quindi che l’interrogatorio è stato sospeso e a teste invitata a nominare un avvocato. Ricordiamo che nel corso del controllo, portato avanti assieme ai militari del nucleo Ispettorato del lavoro non è stato riscontrata alcun tipo di violenza, anche se gli accertamenti sono ancora in corso. Ma le sorprese, purtroppo, non sono mancate. A quanto pare, infatti, la casa famiglia in questione può ospitare un massimo di sei persone, proprio per garantire un servizio ottimale ma il numero dei pazienti è risultato maggiore di alcune unità. Non solo, nel corso del controllo era emerso che alcuni dipendenti non sono regolari ed anche la gestione non sarebbe stata pienamente conforme a quanto invece previsto dalla rigida normativa in materia.
Nel corso dell’udienza è stata sentita come testimone una delle dipendenti la quale però rischia adesso di essere indagata per concorso. La stessa ha infatti detto davanti al giudice che ha chiuso sì la stanza ma su indicazioni di qualcuno. Ecco quindi che l’interrogatorio è stato sospeso e a teste invitata a nominare un avvocato. Ricordiamo che nel corso del controllo, portato avanti assieme ai militari del nucleo Ispettorato del lavoro non è stato riscontrata alcun tipo di violenza, anche se gli accertamenti sono ancora in corso. Ma le sorprese, purtroppo, non sono mancate. A quanto pare, infatti, la casa famiglia in questione può ospitare un massimo di sei persone, proprio per garantire un servizio ottimale ma il numero dei pazienti è risultato maggiore di alcune unità. Non solo, nel corso del controllo era emerso che alcuni dipendenti non sono regolari ed anche la gestione non sarebbe stata pienamente conforme a quanto invece previsto dalla rigida normativa in materia.
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