l’azienda sant’anna replica al m5s
Densitometria, tempi rispettati e nessuna fuga nel privato
Liste per la densitometria ossea a Cona chiuse fino al 2019, ma disponibili in tempi brevi in libera professione. Questo aveva denunciato la consigliera regionale del M5S Raffaella Sensoli, ma le...
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Liste per la densitometria ossea a Cona chiuse fino al 2019, ma disponibili in tempi brevi in libera professione. Questo aveva denunciato la consigliera regionale del M5S Raffaella Sensoli, ma le cose - replica ora l’azienda Sant’Anna - non stanno così.
Di fatto per l’esame di densitometria ossea, spiega l’azienda ospedaliera, ci sono due binari: il primo, nell’ambito dei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea), è riservato a pazienti che si trovano in particolari condizioni patologiche (precedenti fratture da fragilità ossea, terapie croniche con cortisonici, chemioterapici ecc, patologie a rischio osteoporosi, menopausa prima dei 45 anni) e garantisce l’esame entro 60 giorni. E al Sant’Anna questi tempi sono rispettati, come emerge «dalle verifiche effettuale (ed effettuabili) all’ufficio agende del Centro Servizi di Cona», in cui risulta la disponibilità a novembre 2017.
Il secondo binario è rivolto a tutti gli altri pazienti le cui condizioni cliniche non sono comprese nel Lea, e solo per questi esami programmabili «la prima disponibilità di prenotazione è di fatto fruibile tramite Cup ad aprile 2019. Si tratta di prestazioni offerte in maniera “residuale” secondo la disponibilità del sistema». Chi ha portato il problema all’attenzione dei media, aggiunge l’azienda, «è probabile che non conosca le indicazioni normative: un chiaro confronto con il prescrittore può aiutare a comprendere meglio la situazione».
Quanto alla libera professione, conclude la nota, nel primo semestre del 2017 risultano erogate 26 densitometrie ossee a fronte delle 3.653 erogate in regime istituzionale: «il che rende esplicito che la scelta della libera professione è soltanto marginale e che il sistema è in grado di rispondere a chi esprime un bisogno per il quale la prestazione è appropriata».
Di fatto per l’esame di densitometria ossea, spiega l’azienda ospedaliera, ci sono due binari: il primo, nell’ambito dei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea), è riservato a pazienti che si trovano in particolari condizioni patologiche (precedenti fratture da fragilità ossea, terapie croniche con cortisonici, chemioterapici ecc, patologie a rischio osteoporosi, menopausa prima dei 45 anni) e garantisce l’esame entro 60 giorni. E al Sant’Anna questi tempi sono rispettati, come emerge «dalle verifiche effettuale (ed effettuabili) all’ufficio agende del Centro Servizi di Cona», in cui risulta la disponibilità a novembre 2017.
Il secondo binario è rivolto a tutti gli altri pazienti le cui condizioni cliniche non sono comprese nel Lea, e solo per questi esami programmabili «la prima disponibilità di prenotazione è di fatto fruibile tramite Cup ad aprile 2019. Si tratta di prestazioni offerte in maniera “residuale” secondo la disponibilità del sistema». Chi ha portato il problema all’attenzione dei media, aggiunge l’azienda, «è probabile che non conosca le indicazioni normative: un chiaro confronto con il prescrittore può aiutare a comprendere meglio la situazione».
Quanto alla libera professione, conclude la nota, nel primo semestre del 2017 risultano erogate 26 densitometrie ossee a fronte delle 3.653 erogate in regime istituzionale: «il che rende esplicito che la scelta della libera professione è soltanto marginale e che il sistema è in grado di rispondere a chi esprime un bisogno per il quale la prestazione è appropriata».
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