«Era ora di fare pulizia» «No, è misura esagerata»
Tra la gente del Giardino: tanti a favore, pochi che criticano l’arrivo dei militari «Ma è un provvedimento positivo, la zona deve tornare come era una volta»
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E’ favorevole all’intervento dell’Esercito in Gad e non lo nasconde Antonella Bratti «perché è ora di fare pulizia in città, vivo in zona, e ho timore per mio figlio di 16 anni, quando esce di sera in bicicletta in zona Gad». Non è così netto, e qualche dubbio lo esprime Mirco Micheli, che lavora in zona: «Mi sembra una misura esagerata. I problemi ci sono ma non è così che si risolvono, si può attuare qualche misura di integrazione, ma l’Esercito non mi sembra la misura giusta di risolvere il problema». Ecco le due facce dell’Esercito alla Gad, anche se ancora non si sa - la decisione domani al Comitato in Prefettura - come verranno impiegati i 12 militari in arrivo dal 25 settembre. Ascoltando, però, la gente che vive in Gad, la grande maggioranza è d’accordo. Pochi invece vedono la presenza dell’esercito come una non soluzione.
Giancarlo Bresciani, ieri pomeriggio in Gad, allarga tutto alla politica locale: «Il provvedimento in sé è positivo, è ora che la zona torni a diventare quella che era una volta. Basterebbero piccoli provvedimenti, ma manca la volontà politica di risolverli. Da quando hanno chiuso il bar gestito dai nigeriani è tutta un’altra musica, non ci sono più schiamazzi. La politica locale forse ha preso posizioni non in sintonia con le esigenze della gente. Uno dei fatti positivi viene dalla Spal in serie A, che ha consentito di bonificare la zona». Anche Roberto Aguiari, della contrada di San Giacomo di via Ortigara, ritiene il cambio di passo su sicurezza e ordine pubblico, un fatto positivo: «Sono favorevole, questa zona sta diventando abitata da troppe persone non per bene». Anche Leonardo Pellati, sempre della contrada, ritiene la decisione «una buona cosa. Sono d’accordo sulla decisione di inviare risorse aggiuntive, di sera c’è tanto spaccio. Il timore è anche per le ragazze: alla notte, dopo gli allenamenti, le riaccompagniamo sempre a casa». Stefano Bigoni in questo intervento ci spera: «Penso che sarebbe bello se lo facessero davvero, speriamo arrivi l’Esercito, ce n’è bisogno. Noi come contrada facciamo quello che possiamo per far sì che la gente non abbia più paura a dire Gad». Mauro Parente ritiene che «il problema è a monte, così non si risolve il problema, ma la zona è invivibile si ha paura ad uscire la sera, e le persone anziane se vedono le forze dell’ordine sono più tranquille». Gabriele Cervato ritiene che l’esercito sia una risposta «ad una situazione di degrado ambientale e sociale. I cittadini ora hanno paura. L’esercito è qualcosa di più anche ma c’è la consapevolezza che non è la soluzione. Il problema è radicale, il tessuto sociale si è disgregato, occorrono azioni giudiziarie per far sì che questi reati non ci siano più».
Veronica Capucci
Giancarlo Bresciani, ieri pomeriggio in Gad, allarga tutto alla politica locale: «Il provvedimento in sé è positivo, è ora che la zona torni a diventare quella che era una volta. Basterebbero piccoli provvedimenti, ma manca la volontà politica di risolverli. Da quando hanno chiuso il bar gestito dai nigeriani è tutta un’altra musica, non ci sono più schiamazzi. La politica locale forse ha preso posizioni non in sintonia con le esigenze della gente. Uno dei fatti positivi viene dalla Spal in serie A, che ha consentito di bonificare la zona». Anche Roberto Aguiari, della contrada di San Giacomo di via Ortigara, ritiene il cambio di passo su sicurezza e ordine pubblico, un fatto positivo: «Sono favorevole, questa zona sta diventando abitata da troppe persone non per bene». Anche Leonardo Pellati, sempre della contrada, ritiene la decisione «una buona cosa. Sono d’accordo sulla decisione di inviare risorse aggiuntive, di sera c’è tanto spaccio. Il timore è anche per le ragazze: alla notte, dopo gli allenamenti, le riaccompagniamo sempre a casa». Stefano Bigoni in questo intervento ci spera: «Penso che sarebbe bello se lo facessero davvero, speriamo arrivi l’Esercito, ce n’è bisogno. Noi come contrada facciamo quello che possiamo per far sì che la gente non abbia più paura a dire Gad». Mauro Parente ritiene che «il problema è a monte, così non si risolve il problema, ma la zona è invivibile si ha paura ad uscire la sera, e le persone anziane se vedono le forze dell’ordine sono più tranquille». Gabriele Cervato ritiene che l’esercito sia una risposta «ad una situazione di degrado ambientale e sociale. I cittadini ora hanno paura. L’esercito è qualcosa di più anche ma c’è la consapevolezza che non è la soluzione. Il problema è radicale, il tessuto sociale si è disgregato, occorrono azioni giudiziarie per far sì che questi reati non ci siano più».
Veronica Capucci
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