il verbale secretato ora reso pubblico
«L’ex pentito è inattendibile»
Perrella definì Ferrara terra dei fuochi, ecco le contraddizioni
2 MINUTI DI LETTURA
Nel marzo scorso, dalla trasmissione Rai “Nemo”, l’ex pentito di camorra Nunzio Perrella aveva lanciato accuse pesantissime al Comune di Ferrara, e descritto la città come la “terra dei fuochi” per via dei rifiuti tossici che tra gli anni Ottanta e Novanta sarebbero stati sepolti un po’ ovunque, anche in terreni destinati a colture. Fin da subito il deputato ferrarese Alessandro Bratti, in qualità di presidente della Commissione Bicamerale rifiuti, aveva bollato come inattendibili le dichiarazioni dell’ex collaboratore di giustizia, citando a proposito un verbale d’interrogatorio, all’epoca ancora secretato, contenente affermazioni molto contraddittorie riguardo a un suo coinvolgimento in presunti smaltimenti di rifiuti al Nord.
Ora quel verbale, fa sapere lo stesso Bratti, non è più secretato, dal momento che ieri in Commissione è stato ascoltato il Procuratore di Brescia Sandro Raimondi che ha interrogato Perrella. Eccolo dunque quel verbale in cui gli inquirenti descrivono gli esiti delle verifiche sulle dichiarazioni dell’ex pentito «che diceva di sapere i luoghi dove avevano interrato i rifiuti». Le risultanze della polizia giudiziaria al riguardo, però, scrive Raimondi, «sono assolutamente negative, sia sui personaggi, sia sui luoghi, che non vennero indicati. Non fu in grado di fornire un’ubicazione geografica anzi fece anche degli errori...Addirittura c’era una sorta di infarinatura che chiunque poteva avere con la lettura della cronaca dei quotidiani. Il nostro Perrella non ha fornito fino ad ora - valuta il procuratore - dati significativi per poter individuare ulteriori siti o ulteriori responsabilità ascrivibili a persone fisiche o giuridiche».
A questo si aggiunge una nota «di pettegolezzo». Convocato a Brescia per essere ascoltato, Perrella disse di non poter venire, non avendo soldi per il biglietto. Due giorni dopo però era nella stessa città per una conferenza stampa. «Un elemento di colorte comunque fortemente inquinante - sostiene Raimondi - di una credibilità».
Ora quel verbale, fa sapere lo stesso Bratti, non è più secretato, dal momento che ieri in Commissione è stato ascoltato il Procuratore di Brescia Sandro Raimondi che ha interrogato Perrella. Eccolo dunque quel verbale in cui gli inquirenti descrivono gli esiti delle verifiche sulle dichiarazioni dell’ex pentito «che diceva di sapere i luoghi dove avevano interrato i rifiuti». Le risultanze della polizia giudiziaria al riguardo, però, scrive Raimondi, «sono assolutamente negative, sia sui personaggi, sia sui luoghi, che non vennero indicati. Non fu in grado di fornire un’ubicazione geografica anzi fece anche degli errori...Addirittura c’era una sorta di infarinatura che chiunque poteva avere con la lettura della cronaca dei quotidiani. Il nostro Perrella non ha fornito fino ad ora - valuta il procuratore - dati significativi per poter individuare ulteriori siti o ulteriori responsabilità ascrivibili a persone fisiche o giuridiche».
A questo si aggiunge una nota «di pettegolezzo». Convocato a Brescia per essere ascoltato, Perrella disse di non poter venire, non avendo soldi per il biglietto. Due giorni dopo però era nella stessa città per una conferenza stampa. «Un elemento di colorte comunque fortemente inquinante - sostiene Raimondi - di una credibilità».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google