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la protesta di gol 

«Calotte scomode, tariffe confuse»

«Calotte scomode, tariffe confuse»

Iniziativa il 29 settembre: noi unici in regione con la Carta Smeraldo

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Il gruppo Gol (Giustizia, onore, libertà) non ci sta sull’uso delle calotte e della “carta smeraldo”, e Francesco Rendine, consigliere della lista civica, non le manda a dire sul nuovo sistema di raccolta dei rifiuti e sui relativi costi, che, a suo dire, ricadranno inevitabilmente sul cittadino.

Intanto venerdì 29 alle 18 ci sarà un manifestazione organizzata da Gol per protestare contro questo sistema di raccolta, e il percorso dovrebbe prevedere le vie del centro con ritorno in piazza Municipale. Tanti gli aspetti critici di questo sistema di raccolta dei rifiuti che prevede, come ormai noto, l’uso di una carta personale che consente l’identificazione di chi butta la spazzatura e l’apertura stessa dei cassonetti a calotta. Tra i vari aspetti critici segnalati dal gruppo, la difficoltà per disabili e anziani nell’apertura dei cassonetti, il poco chiaro sistema di tariffazione che secondo il consigliere ancora Hera non ha stabilito, il fatto che avrà sicuramente ripercussioni onerose sui cittadini, e la supina adesione del sindaco di Ferrara a questo nuovo sistema.

«Questo tipo di raccolta, stando ai comunicati di Hera, sembra essere indispensabile per raggiungere il 70% di raccolta differenziata, obiettivo esteso alla regione. Ma se l’obiettivo è regionale, perché altre realtà regionali non lo hanno adottato? Siamo gli unici ad avere la carta smeraldo; a Bologna, a Modena, a Ravenna, si stanno usando altri sistemi. Ma allora l’obiettivo del 70% vale solo per Ferrara?», si chiede perplesso il consigliere Rendine, che continua: «il fatto che altrove non si usi fa pensare che i sindaci di altre città non si facciano mettere i piedi in testa da Hera, mentre il nostro si mette prono a davanti a questa multiutility».

Per quanto riguarda i costi ancora non chiari, «Hera dice che adesso sta studiando la tariffazione, solo dopo avere impostato il sistema», conclude il consigliere. Un’altra questione sollevata da Massimo Pierpaoli è l’uso dell’inceneritore, «che lavorerà ai minimi, se si raggiunge l’obiettivo del 70%, per cui si accetteranno i rifiuti da altre città», mentre di «forma, sostanza, legalità» ha parlato Marco Gatti, chiedendosi quante corresponsioni nella calotta si possono fare, se esiste un minimo o un massimo, e come devono comportarsi gli studenti universitari. Di città degradata ha parlato Giuseppe Toscano: «il pattume è il riferimento politico alla situazione politica di questa amministrazione, con una città al degrado dove in alcune zone non ci si può neanche andare».

Veronica Capucci

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